✕

Centri in Albania, ecco come funzioneranno

(ansa)

Ascolta l'audio

Destinatari, gestione, procedure: tutto quello che si sa riguardo i due nuovi centri di Schengjin e Gjader. Ma rimangono punti oscuri su selezione dei destinatari, accoglienza dei richiedenti asilo, rimpatri e costi
3 minuti di lettura

Fino all’ultimo le informazioni sono arrivate con il contagocce, ma questa mattina è stato annunciato il primo trasferimento di naufraghi in Albania. I due nuovi centri Shengjin e Gjader, le strutture per migranti costruite in Albania in seguito al controverso accordo del 6 novembre 2023 fra la premier Giorgia Meloni e l’omologo albanese Edi Rama, dovrebbero dunque diventare operative tra la notte di martedì e la mattina di mercoledì.

A chi sono destinate

Nelle strutture potranno entrare i naufraghi soccorsi da assetti istituzionali italiani (Marina Militare, Finanza e Guardia costiera) maschi, adulti, provenienti dai cosiddetti Paesi sicuri, in condizioni di “non vulnerabilità”. Dalla lista rimane fuori chi abbia subito persecuzioni, violenze, discriminazioni, tortura o altre forme di pena o trattamento inumano o degradante o sia in precarie condizioni di salute o abbia necessità di cure specifiche.

Paesi sicuri

La lista della Farnesina ne prevede 22. Ma dopo la sentenza della Corte …

Fino all’ultimo le informazioni sono arrivate con il contagocce, ma questa mattina è stato annunciato il primo trasferimento di naufraghi in Albania. I due nuovi centri Shengjin e Gjader, le strutture per migranti costruite in Albania in seguito al controverso accordo del 6 novembre 2023 fra la premier Giorgia Meloni e l’omologo albanese Edi Rama, dovrebbero dunque diventare operative tra la notte di martedì e la mattina di mercoledì.

A chi sono destinate

Nelle strutture potranno entrare i naufraghi soccorsi da assetti istituzionali italiani (Marina Militare, Finanza e Guardia costiera) maschi, adulti, provenienti dai cosiddetti Paesi sicuri, in condizioni di “non vulnerabilità”. Dalla lista rimane fuori chi abbia subito persecuzioni, violenze, discriminazioni, tortura o altre forme di pena o trattamento inumano o degradante o sia in precarie condizioni di salute o abbia necessità di cure specifiche.

Paesi sicuri

La lista della Farnesina ne prevede 22. Ma dopo la sentenza della Corte di giustizia europea, secondo cui un Paese può definirsi sicuro solo se è tale in ogni sua parte e per ogni categoria di persone, l’Italia è obbligata a eliminarne 15, fra cui Egitto, Tunisia, Pakistan e Nigeria, territori da cui provengono la maggior parte dei naufraghi soccorsi nel Mediterraneo. Secondo i giudici, viene meno il presupposto legale dei trattenimenti

Soccorso e selezione

Stando a quanto annunciato, nei centri saranno accompagnati solo i naufraghi soccorsi da Marina Militare, Finanza e Guardia costiera. Diverse organizzazioni per i diritti umani hanno lanciato l’allarme sui rischi di violazioni dei diritti di minori e persone vulnerabili che potrebbero essere non correttamente individuate.

La nave hub

Il ministero aveva lanciato una selezione effettuata con un bando di gara da 13,5 milioni di euro per tre mesi per una nave con una capacità di 300 posti, 100 per gli operatori, 200 per i naufraghi. E’ stata invece al momento ingaggiata una nave della Marina militare, la Libra. È previsto che rimanga a 15-20 miglia a Sud- Sud/ovest di Lampedusa in attesa dei trasbordi dalle motovedette

Trasferimento

Da Lampedusa a Shengjin sono necessarie 50 ore in condizioni meteo favorevoli. Al momento non è chiaro che destinazione avrebbero i naufraghi maschi, adulti, “non vulnerabili” soccorsi mentre la nave hub è in viaggio da e verso i centri albanesi

I centri di Schengjin e Gjader

Sono due, uno a Schengjin, nella costa nord dell'Albania a una sessantina di chilometri da Tirana. L'altro, distante circa 20 chilometri, a Gjader, in un’ex base dell’Aeronautica militare. Il primo dovrebbe essere destinato alla prima accoglienza, con 200 posti di capienza. Gjader è diviso in tre sezioni: una destinata ai richiedenti asilo in attesa di udienza (880 posti), un centro per i rimpatri (144 posti) e un penitenziario (20 posti). In tutto dovrebbero poter ospitare massimo 1244 migranti, più il personale di servizio

Funzionamento

I naufraghi trasferiti in Albania sbarcano a Schengjin per identificazione, fotosegnalamento e visite sanitarie, quindi vengono portati a Gjader. In Albania dovrebbero ricevere adeguata informativa legale e poter presentare domanda d’asilo, da processare nel giro di quattro settimane, a dispetto dei tempi medi che in tutte le regioni d’Italia superano l’anno. Le udienze di convalida del trattenimento saranno in videoconferenza con il tribunale di Roma. Chi ottiene asilo dovrebbe essere ritrasferito in Italia, ma non sono stati mai chiariti tempi e modalità.

Rimpatri

Non è chiaro quale possa essere il destino dei richiedenti a cui viene negato l’asilo, tanto meno con che modalità possano presentare ricorso e se e dove saranno ospitati nel frattempo. Stando al protocollo, non possono mettere piede sul territorio albanese, dunque non possono uscire dal centro, né è stato chiarito in che forma e da dove debbano essere gestiti gli eventuali rimpatri.

Gestione

La gestione delle due strutture per due anni è stata affidata in seguito ad una gara alla cooperativa Medihospes di Roma, per 133 milioni di euro. In Albania, secondo quanto riportato da Altraeconomia, la coop opera con una sua srl, la Medihospes Albania, fondata a luglio con capitale sociale di poco più di diecimila euro. Il rappresentante legale è Camillo Giuseppe Aceto, anche amministratore di Medihospes Italia. Sconosciuti i soci che detengono più del 25 per cento del capitale sociale

Tempi

L’apertura dei centri era stata inizialmente annunciata per il 20 maggio, poi fatta slittare per l’inizio dell’estate, quindi per agosto. Dovrebbero iniziare a funzionare questa settimana.

Costi

Il governo non ha mai formalmente comunicato i costi in dettaglio dell’intera operazione. La struttura di Shengjin è costata 3 milioni di euro per la realizzazione, mentre 200mila euro (per il 2024) sono stati spesi solo per gli allacci. Per Gjader si prevede di spendere 20 milioni di euro solo nel 2024, più 8 milioni sono già andati via per gli allacci delle varie reti. A carico dell’Italia saranno tutte le spese relative a vitto, alloggio e trattamento dei migranti, cure mediche e qualsiasi servizio ritenuto necessario, più gli stipendi del personale in missione. In base alle stime, fino al 2028 l'accordo per i centri in Albania dovrebbe costare tra i 600 e gli 800 milioni di euro, più l’affitto della nave hub, per un totale che sfiora il miliardo.

Leggi i commenti