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Università, Bernini scrive ai sindaci sugli studentati: “Non disertate il bando del Pnrr. Vi vengo a spiegare come fare le residenze”

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La lettera della ministra dopo il flop delle candidature pubbliche: “Nuovi alloggi significa più diritto allo studio e investimento nelle città”
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Il flop delle candidature pubbliche al bando del Pnrr aperto 7 mesi fa per i nuovi studentati degli universitari brucia. Come ha raccontato Repubblica sono state solo 4 le risposte da parte di atenei, Comuni e Regioni. "Poco più dell’1 per cento”, ha riassunto la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini. Quasi nulla praticamente. Il che, unito al fatto che si sono fatti avanti perlopiù piccoli o medi imprenditori fin qui distanti dalla gestione delle residenze universitarie, allontana la possibilità di riuscire a raggiungere il target di 60 mila posti letto da realizzare entro il 2026, come chiesto dall’Europa, e crea uno squilibrio di proposte rispetto ai privati.

Così la ministra ha deciso di scrivere ai sindaci di tutta Italia una lettera-appello, che Repubblica ha anticipato, per coinvolgere i Comuni e mettersi a disposizione di chi ha bisogno di ulteriori chiarimenti. Un’iniziativa che si aggiunge al “Roadshow housing”. Cioè la promozione casa per casa, o megli…

Il flop delle candidature pubbliche al bando del Pnrr aperto 7 mesi fa per i nuovi studentati degli universitari brucia. Come ha raccontato Repubblica sono state solo 4 le risposte da parte di atenei, Comuni e Regioni. "Poco più dell’1 per cento”, ha riassunto la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini. Quasi nulla praticamente. Il che, unito al fatto che si sono fatti avanti perlopiù piccoli o medi imprenditori fin qui distanti dalla gestione delle residenze universitarie, allontana la possibilità di riuscire a raggiungere il target di 60 mila posti letto da realizzare entro il 2026, come chiesto dall’Europa, e crea uno squilibrio di proposte rispetto ai privati.

Così la ministra ha deciso di scrivere ai sindaci di tutta Italia una lettera-appello, che Repubblica ha anticipato, per coinvolgere i Comuni e mettersi a disposizione di chi ha bisogno di ulteriori chiarimenti. Un’iniziativa che si aggiunge al “Roadshow housing”. Cioè la promozione casa per casa, o meglio città per città, del bando “Housing universitario” portata avanti dal ministero e da Cassa depositi e prestiti. Perché dice la ministra, “servono alloggi e case ai nostri studenti, non hotel a 5 stelle, chiediamo al pubblico di essere con noi”.

Per questo, su un terreno più pratico che ideale, Bernini nella lettera spiega che “il bando prevede il finanziamento di circa 20mila euro per ogni posto letto. Un sostanzioso contributo che il soggetto gestore della residenza universitaria potrà ottenere in un'unica soluzione”. E aggiunge che “il governo, con la rinegoziazione del Pnrr, ha fortemente voluto che questa possibilità fosse riconosciuta anche al settore pubblico. Quindi, possono candidarsi anche i Comuni e le società partecipate”.

Certo, esistono meccanismi più vantaggiosi per la realizzazione di nuovi posti letto ad esempio da parte degli atenei con un sostegno maggiore da parte dello Stato, ma anche tempi di attesa molto più lunghi che non si conciliano con lo scatto chiesto dall’Europa.

Mentre per quanto riguarda i Comuni, il sospetto della ministra, che ieri replicando a Elly Schlein li ha strigliati, è questo: “Non stanno presentando domande – ha scritto su X - E non per ragioni ideologiche. Semplicemente perché ritengono più conveniente realizzare posti letto per altri usi. Questa è la verità”.

Il sindaco di Bologna Matteo Lepore ha spiegato invece in una intervista a Repubblica che “se solo quattro enti pubblici in Italia hanno partecipato al bando Pnrr per gli studentati, forse il problema è il bando”. E ha aggiunto: “Per due anni l’assessore all’urbanistica Laudani ha seguito un tavolo con la ministra dell’università Bernini per utilizzare quelle risorse, ma sono molto difficili da ottenere per tempistica e lacci burocratici”.

Obiezioni che hanno convinto ancor più la ministra a lavorare alla lettera ai primi cittadini: "Garantire posti letto agli studenti significa dare concreta attuazione al diritto allo studio, pilastro fondamentale per consentire a tutti i giovani, indipendentemente dalle loro condizioni economiche, di costruire il proprio futuro – scrive la ministra, assieme alla Commissaria straordinaria per l’housing universitario, Manuela Manenti - Offrire alloggi accessibili non vuol dire solo sostenere il loro percorso formativo, ma anche favorire una società più giusta e competitiva, in cui talento e impegno possano davvero fare la differenza”, aggiunge Bernini, ricordando che “la percentuale di posti vincolata agli studenti meritevoli e con minori possibilità economiche è incrementata sino al 30 per cento”.

“Nuovi alloggi per gli universitari – prosegue rivolgendosi ai sindaci – non significa solo dare l’opportunità ai nostri giovani di partecipare al percorso di studio che ritengono più adatto. Vuol dire anche investire nelle nostre realtà territoriali, migliorandole sotto il profilo sociale ed economico, aumentandone l’attrattività grazie anche alla riqualificazione urbana”.

Ecco perché “il ministero, in collaborazione con Cassa Depositi e Prestiti, è disponibile a illustrare le caratteristiche del bando Housing” territorio per territorio, laddove i Comuni facessero via mail “richiesta di un evento Roadshow housing”, “nel caso” il sindaco ”ritenesse che gli studenti universitari della sua città siano interessati a disporre di un maggior numero di opportunità alloggiative e vi fosse l’attenzione degli amministratori pubblici e del tessuto imprenditoriale”.

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