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Centri in Albania, la denuncia di Sea Watch: “Trattamenti disumani spostati all’estero perché il governo non vuole testimoni”

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Per la portavoce della sezione italiana dell’ong tedesca l’obiettivo dell’esecutivo è “sottrarre garanzie ed evadere le proprie responsabilità”
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«È una pratica disumana. Sapere che poco lontano da quest’isola, su una nave militare si è fatta una selezione, come se ci fossero esseri umani di serie A e di serie B, con il rischio di dividere famiglie o esporre minori a nuovi pericoli, fa rabbrividire». Parla da Lampedusa, la portavoce italiana di Sea Watch, Giorgia Linardi, e non usa mezzi termini: «Siamo di fronte all’ennesimo efferato tentativo di militarizzare le frontiere con un inutile spreco di soldi e risorse sulla pelle delle persone».

Dopo l’ultima sentenza Ue vi sareste aspettati un passo indietro?

«Sarebbe stato necessario, ma da tempo il governo di Giorgia Meloni ignora le prescrizioni dei magistrati italiani e delle Corti europee. Anzi, lo abbiamo visto minacciare e intimidire i giudici che hanno semplicemente applicato la legge».

Qual è il vero obiettivo?

«La legge Cutro è stata un fallimento, più di un tribunale con sentenze diverse ha condannato la prassi dei trattenimenti. Per aggirare l’ostacolo, il governo …

«È una pratica disumana. Sapere che poco lontano da quest’isola, su una nave militare si è fatta una selezione, come se ci fossero esseri umani di serie A e di serie B, con il rischio di dividere famiglie o esporre minori a nuovi pericoli, fa rabbrividire». Parla da Lampedusa, la portavoce italiana di Sea Watch, Giorgia Linardi, e non usa mezzi termini: «Siamo di fronte all’ennesimo efferato tentativo di militarizzare le frontiere con un inutile spreco di soldi e risorse sulla pelle delle persone».

Dopo l’ultima sentenza Ue vi sareste aspettati un passo indietro?

«Sarebbe stato necessario, ma da tempo il governo di Giorgia Meloni ignora le prescrizioni dei magistrati italiani e delle Corti europee. Anzi, lo abbiamo visto minacciare e intimidire i giudici che hanno semplicemente applicato la legge».

Qual è il vero obiettivo?

«La legge Cutro è stata un fallimento, più di un tribunale con sentenze diverse ha condannato la prassi dei trattenimenti. Per aggirare l’ostacolo, il governo sta testando la gestione dell’immigrazione lontano dal territorio nazionale».

In teoria rimangono sotto la giurisdizione italiana.

«Il governo non costruisce certo i due centri in Albania per problemi di spazio. È evidente che l’obiettivo sia sottrarre garanzie e evadere le proprie responsabilità, oltre a chiudere gli occhi a società civile e avvocati che sui cpr, i lager di casa nostra, fanno rumore anche in Italia».

La montagna partorisce il topolino, sono solo sedici.

«E non ci dovrebbero essere. Ho incontrato tantissimi egiziani e bengalesi nei centri di detenzione libici quando ero in missione con Msf: vittime di estorsione violenta, trattamenti disumani, schiavizzati e con i segni di torture. Su che base si può stabilire su una nave in alto mare che non siano vulnerabili, perché un governo europeo ha stabilito che i loro Paesi di origine sono sicuri?».

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