Il consiglio del Viminale per le relazioni con l’islam si dimette in polemica con Piantedosi
a cura della redazione Cronaca nazionaleI membri del Consiglio per le relazioni con l’Islam istituito presso il ministero dell’Interno hanno annunciato le loro dimissioni criticando la strategia adottata dal ministero dell'Interno. In una lettera indirizzata al ministro Matteo Piantedosi, il coordinatore Paolo Naso e tutti gli altri membri del Consiglio hanno denunciato la sospensione di tutte le iniziative avviate e programmate e il mancato riconoscimento giuridico di vari enti islamici. In sostanza, è l’obiezione, congelando ogni attività, il Ministero ha bloccato il processo di integrazione dell’Islam italiano, equiparabile alle altre confessioni religiose. Tra le iniziative di questo organismo, corsi di formazione per una leadership islamica competente e attenta a denunciare ogni forma di radicalizzazione e iniziative di dialogo interreligioso con il coinvolgimento di varie università italiane.
La storia dell’organismo
Se il ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu fu il primo nel 2005 a istituire una Consulta per l’islam …
I membri del Consiglio per le relazioni con l’Islam istituito presso il ministero dell’Interno hanno annunciato le loro dimissioni criticando la strategia adottata dal ministero dell'Interno. In una lettera indirizzata al ministro Matteo Piantedosi, il coordinatore Paolo Naso e tutti gli altri membri del Consiglio hanno denunciato la sospensione di tutte le iniziative avviate e programmate e il mancato riconoscimento giuridico di vari enti islamici. In sostanza, è l’obiezione, congelando ogni attività, il Ministero ha bloccato il processo di integrazione dell’Islam italiano, equiparabile alle altre confessioni religiose. Tra le iniziative di questo organismo, corsi di formazione per una leadership islamica competente e attenta a denunciare ogni forma di radicalizzazione e iniziative di dialogo interreligioso con il coinvolgimento di varie università italiane.
La storia dell’organismo
Se il ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu fu il primo nel 2005 a istituire una Consulta per l’islam italiano, iniziativa poi confermata dal suo successore Giuliano Amato, il Consiglio per le relazioni con l’Islam italiano è stato istituito nel 2015 dall’allora ministro Angelino Alfano come organismo consultivo composto da esperti e studiosi della cultura islamica, al fine di favorire e promuovere il confronto con il mondo musulmano presente in Italia. Nel 2017, con Marco Minniti, è stato sottoscritto il Patto nazionale per un Islam italiano sulla formazione degli imam e i sermoni in italiano a cui hanno aderito tutte le principali sigle musulmane del nostro Paese. Nel 2020 la ministra Luciana Lamorgese lo ha ricostituito come “organismo con funzioni consultive, presieduto dal ministro dell'Interno o da un sottosegretario delegato, per l’approfondimento dei temi legati all’integrazione e all’esercizio dei diritti civili di quanti professano la fede islamica in Italia”. Ne fanno parte giuristi, sociologi, politologi, islamologi come Stefano Allievi, Alessandro Ferrari, Vincenzo Pace, Shahrzad Houshmand Zadec e Younis Tawfik. L’ultima riunione presso il Viminale ha avuto luogo a luglio 2023.
La lettera di dimissioni
“Sulla base di questi dati di fatto, con vivo rincrescimento, rassegniamo le nostre dimissioni da un organismo ormai pletorico, privato di ogni strumento operativo e con ogni evidenza giudicato non rilevante per la definizione di orientamenti e politiche nei confronti dell’islam italiano e, più in generale, delle varie comunità di fede", si legge nella lettera di dimissioni riportata dal Notiziario evangelico (Nev). “Per parte nostra si conclude così un servizio reso gratuitamente, con piena lealtà alle istituzioni e in coerenza con il nostro impegno accademico e civile per la libertà religiosa”.