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Farmaco contro la bronchiolite, accordo tra le Regioni per partire in tutta Italia a novembre

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Chi è riuscito a comprare il medicinale darà alcune dosi a chi è senza. Il ministero usa 50 milioni del fondo sanitario per finanziare l’operazione
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Si farà una cabina di regia tra le Regioni per decidere come somministrare in tutto il Paese l’anticorpo monoclonale che previene il virus respiratorio sinciziale, in particolare nei bambini a rischio di sviluppare gravi forme di bronchiolite. Il gruppo stabilirà come redistribuire le dosi delle 6-7 amministrazioni locali che sono riuscite a fare le gare e quindi gli ordini alle realtà che non hanno farmaci. La Conferenza Stato-Regioni ha intanto dato il via libera al piano che prevede le regole per l’immunizzazione dei bambini, che verrà applicato una volta che la cabina di regia avrà finito il suo lavoro.

I soldi vanno presi dal fondo sanitario

La capa del dipartimento di Prevenzione del ministero alla Salute, Maria Rosaria Campitiello, annuncia che ci sono 50 milioni di euro per comprare i medicinali dalle Regioni che hanno chiuso i contratti. In realtà, come sempre ormai, non si tratta di uno stanziamento aggiuntivo ma di una quota del fondo sanitario nazionale da destinare all’o…

Si farà una cabina di regia tra le Regioni per decidere come somministrare in tutto il Paese l’anticorpo monoclonale che previene il virus respiratorio sinciziale, in particolare nei bambini a rischio di sviluppare gravi forme di bronchiolite. Il gruppo stabilirà come redistribuire le dosi delle 6-7 amministrazioni locali che sono riuscite a fare le gare e quindi gli ordini alle realtà che non hanno farmaci. La Conferenza Stato-Regioni ha intanto dato il via libera al piano che prevede le regole per l’immunizzazione dei bambini, che verrà applicato una volta che la cabina di regia avrà finito il suo lavoro.

I soldi vanno presi dal fondo sanitario

La capa del dipartimento di Prevenzione del ministero alla Salute, Maria Rosaria Campitiello, annuncia che ci sono 50 milioni di euro per comprare i medicinali dalle Regioni che hanno chiuso i contratti. In realtà, come sempre ormai, non si tratta di uno stanziamento aggiuntivo ma di una quota del fondo sanitario nazionale da destinare all’operazione. Quindi non si tratta di risorse nuove. Durante la discussione tra le Regioni le realtà che hanno già comprato il farmaco hanno fatto un po’ di resistenze alla redistribuzione. Più che altro perché per usare la stessa quantità di farmaci che basterebbero in sei regioni a livello nazionale andranno fatte delle categorie prioritarie perché non tutti potranno averlo.

Chi riceverà il medicinale

La campagna riguarderà inizialmente tutti i bambini che nasceranno a partire da novembre, quelli nati nei 100 giorni precedenti, ovvero da fine luglio, ed i fragili con meno di 24 mesi di età. L’idea è di partire a novembre. Sarà successivamente valutato un “eventuale allargamento progressivo - si legge nell'intesa sancita in Conferenza Stato-Regioni - a tutta la coorte 2024 in base all'andamento del progetto”. Questo proprio perché non si sa quanti farmaci riusciranno a cedere le Regioni che hanno chiuso i contratti con Sanofi, l’azienda produttrice che qualche giorno fa ha comunicato di non avere abbastanza dosi per tutti i bambini italiani sotto un anno.

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