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Musk sostiene Stroppa: “Mai arrendersi”. E lui: “Fermarci danneggia il Paese”

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Il referente italiano del magnate: “Macché capitano di fregata. Stavamo trattando con i vertici dello Stato”
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ROMA — «Never give up», mai arrendersi, scrive Andrea Stroppa su X, con foto tratta dal momento più buio del Signore degli Anelli, quando Samwise dice a Padron Frodo che nel mondo c’è del buono, e vale la pena di combattere per difenderlo. «Mai», conferma subito sotto Elon Musk, che di Tolkien è grande cultore e di quell’incitamento ha fatto la sua filosofia di vita. E così, tre giorni dopo la notizia dell’indagine che vede Stroppa sospettato di corruzione, il fondatore di Tesla e SpaceX si prende una pausa dalla campagna elettorale pro Trump ed esprime pubblicamente supporto all’amico e collaboratore. Un incitamento a cui il trentenne romano, che agli incontri ufficiali si presenta con l’ipertecnico titolo di “spectrum coordination manager”, ma per tutti è l’uomo di Musk in Italia, risponde con l’emoticon di un cuore.

ROMA — «Never give up», mai arrendersi, scrive Andrea Stroppa su X, con foto tratta dal momento più buio del Signore degli Anelli, quando Samwise dice a Padron Frodo che nel mondo c’è del buono, e vale la pena di combattere per difenderlo. «Mai», conferma subito sotto Elon Musk, che di Tolkien è grande cultore e di quell’incitamento ha fatto la sua filosofia di vita. E così, tre giorni dopo la notizia dell’indagine che vede Stroppa sospettato di corruzione, il fondatore di Tesla e SpaceX si prende una pausa dalla campagna elettorale pro Trump ed esprime pubblicamente supporto all’amico e collaboratore. Un incitamento a cui il trentenne romano, che agli incontri ufficiali si presenta con l’ipertecnico titolo di “spectrum coordination manager”, ma per tutti è l’uomo di Musk in Italia, risponde con l’emoticon di un cuore.

Una cosa è certa, fin dall’inizio di questa vicenda Stroppa è convintissimo di essere dalla parte della ragione. Di più, che l’intesa strategica sullo spazio tra Musk e il governo Meloni sia vittima di una manovra di palazzo. Orchestrata da chi non lo dice, minaccia solo di farlo a tempo debito. Oscilla tra i “no comment” e la voglia di esternare, via social e non solo. «Spero che il pubblico ministero mi chiami presto», dice alle persone che gli stanno vicino in questi momenti. Il documento che l’ufficiale di marina Angelo Masala gli avrebbe girato, ha detto anche il ministero degli Esteri, non è riservato. «Un capitano di fregata che non partecipava alle riunioni decisionali poteva forse influenzare e passare qualcosa di rilevante per questo progetto?», è il ragionamento dell’informatico. «Non dico un generale, ma un basso rango. La procedura è corretta, la stavano gestendo i vertici dello Stato».

La procedura in questione sarebbe l’interlocuzione già molto avanzata con Palazzo Chigi, il ministero della Difesa e quello degli Esteri per fornire i servizi di connessione satellitare di Starlink, in prima battuta per uso militare e governativo, ed eventualmente anche per uso civile nelle aree più remote d’Italia (le cosiddette “aree bianche”). Una partita da 1,5 miliardi, che a differenza di quella sulla connessione delle aree grigie del Pnrr — dove Starlink si è scontrata contro un muro politico e tecnico, con tanto di scontri al calor bianco tra Stroppa e il sottosegretario all’Innovazione Butti — sembrava poter prendere un binario accelerato, spinta dall’oggettiva superiorità tecnologica dei satelliti di Musk, ma anche dei numerosi incontri tra l’imprenditore e la premier Meloni.

A tratti Stroppa ne parla come di un accordo saltato, qualunque sia l’esito dell’indagine che lo riguarda. «Sarà un giudice a stabilire se ci fosse corruzione, non un giornale, non chi trafuga le notizie. Ma quanto tutto si chiarirà rimarrà il danno. Non a me, non all’azienda, non al governo, non al Parlamento. A chi sta nell’ombra e difende il Paese». Il riferimento è ai i soldati che potrebbero beneficiare della tecnologia di Starlink.

Da sempre del resto Stroppa rivendica il contributo di innovazione che le aziende di Musk potrebbero dare all’Italia. Anche se il beneficio non sarebbe trascurabile neppure per l’imprenditore, che fornirebbe una tecnologia strategica a un Paese fondatore dell’Europa. Come dice Elon allora: never give up, mai arrendersi.

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