Migranti in Albania, il governo non arretra: nuovo trasferimento la prossima settimana. Arrivata a Bari la nave con i 12 naufraghi del centro di Shengjin
dalla nostra inviata Alessia CanditoSHENGJIN (ALBANIA) — Dieci minuti, non di più. Lontano dagli annunci della premier Giorgia Meloni su presunte “soluzioni innovative”, dallo scontro feroce, frontale, fra governo e magistrature, il trasferimento a Bari dei dodici naufraghi intercettati al largo di Lampedusa e trascinati in Albania è stata cosa rapida, discreta. Niente spiegamento di forze, funzionari schierati come qualche giorno fa.
Il governo, però, non arretra: è già in programma un nuovo trasferimento di naufraghi verso l’Albania: primi recuperi in acque internazionali mercoledì o giovedì, molto dipenderà dalle condizioni meteo, in modo da poter arrivare in Albania nel fine settimana. Prima, come anticipato da Repubblica, il cdm di lunedì che, attraverso un decreto legge, dovrebbe trovare quella che Meloni ha definito la “soluzione” normativa per evitare nuovi rientri anticipati dei migranti in Italia.
SHENGJIN (ALBANIA) — Dieci minuti, non di più. Lontano dagli annunci della premier Giorgia Meloni su presunte “soluzioni innovative”, dallo scontro feroce, frontale, fra governo e magistrature, il trasferimento a Bari dei dodici naufraghi intercettati al largo di Lampedusa e trascinati in Albania è stata cosa rapida, discreta. Niente spiegamento di forze, funzionari schierati come qualche giorno fa.
Il governo, però, non arretra: è già in programma un nuovo trasferimento di naufraghi verso l’Albania: primi recuperi in acque internazionali mercoledì o giovedì, molto dipenderà dalle condizioni meteo, in modo da poter arrivare in Albania nel fine settimana. Prima, come anticipato da Repubblica, il cdm di lunedì che, attraverso un decreto legge, dovrebbe trovare quella che Meloni ha definito la “soluzione” normativa per evitare nuovi rientri anticipati dei migranti in Italia.
I 12 migranti arrivati Bari
Sul molo semideserto, il pullman dal nuovo centro di Gjader è arrivato mentre la nave Visalli della Guardia costiera entrava in porto. Giusto il tempo di ormeggiare e alla spicciolata, i migranti sono scesi sul molo infagottati in tuta nera, una borsa con le loro poche cose, il passo incerto di chi non conosce ancora bene il proprio destino. In pochi minuti sono saliti sulla nave, che immediatamente ha mollato gli ormeggi e ha messo la prua verso il largo. Partita alle 9 del mattino di sabato 19 ottobre, è arrivata a Bari intorno alle 15, come previsto. I dodici richiedenti asilo, a cui in tempi record la commissione si è affrettata a negare la protezione, hanno dunque effettuato un altro viaggio. Ora dovranno raggiungere il Cara, dove forse – o almeno, alcuni già così hanno chiesto, presentando formale istanza – incontreranno i loro legali. I tempi del ricorso contro la decisione della commissione sono stretti.
Migranti senza un destino certo
In Albania, il molo rimane deserto, come l’hotspot di Shengjin su cui sventolano – incongrue, alla luce delle ultime sentenze – le bandiere dell’Italia e dell’Unione europea, e il centro di trattenimento di Gjader. Mentre la nave prende il largo, a pochi metri da gabbie, reti e recinzioni, la vita scorre come sempre. Sui banchi di un mercatino informale si vendono pesce, frutta, qualche formaggio dell’entroterra, i pescatori riparano le reti. È presto, ma qualcuno già passeggia approfittando della giornata di sole. “Cosa ne pensate di tutto questo?”. Un’alzata di spalle. “Cose dei politici”. Una famiglia di rifugiati afghani – madre, padre e una bimba piccola – arrivati grazie all’accordo che l’Albania ha con gli Stati Uniti - scivola via veloce. Anche loro aspettano di conoscere il loro destino. Da programma, la loro permanenza in Albania avrebbe dovuto essere una breve parentesi necessaria per ottenere il visto, prima del trasferimento in Canada o Stati Uniti. Ma per i più i tempi si sono dilatati a dismisura. E non possono fare altro che aspettare.