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Scuola e università, aumentano i bagni gender neutral. “Vogliamo rispettare tutte le persone”

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Sempre più istituti stanno intervenendo per inserire toilette senza distinzione di genere, da Pordenone alla provincia di Salerno. “Dobbiamo prendere atto della realtà: gli studenti hanno esigenze diverse”
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ROMA – Per l’ultima iniziativa di una preside che guarda negli occhi e nel cuore i suoi studenti, e qui parliamo del Liceo scientifico Galileo Galilei di Trieste, si sono mossi anche i Pro Vita & Famiglia. Le avanguardie aggressive della famiglia solo uomo-donna. E hanno chiesto, urlando, l’intervento del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, dell’assessora alla scuola friulana, della dirigente dell’Ufficio scolastico regionale: “Illegale, prevaricatore, ideologico”, ha scritto l’albergatore Antonio Brandi, presidente delle sentinelle del Medioevo.

La preside del Galilei, Claudia Virili, appena insediata, in un piano dell’edificio scolastico aveva previsto alcuni bagni “neutrali rispetto al genere”…

ROMA – Per l’ultima iniziativa di una preside che guarda negli occhi e nel cuore i suoi studenti, e qui parliamo del Liceo scientifico Galileo Galilei di Trieste, si sono mossi anche i Pro Vita & Famiglia. Le avanguardie aggressive della famiglia solo uomo-donna. E hanno chiesto, urlando, l’intervento del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, dell’assessora alla scuola friulana, della dirigente dell’Ufficio scolastico regionale: “Illegale, prevaricatore, ideologico”, ha scritto l’albergatore Antonio Brandi, presidente delle sentinelle del Medioevo.

La preside del Galilei, Claudia Virili, appena insediata, in un piano dell’edificio scolastico aveva previsto alcuni bagni “neutrali rispetto al genere”, ossia destinati a quegli adolescenti – in questo caso ragazzi e ragazze tra i 14 e i 19 anni – che non si identificano con il sesso assegnato alla nascita o che stanno esplorando la propria identità di genere. Nei prossimi mesi la dirigente avvierà una formazione per i docenti su stereotipi e discriminazione e sull’iniziativa presa, trasformare alcuni bagni in luoghi “gender neutral”, dice: “Dobbiamo garantire la tutela e il rispetto di tutti”. Vuole sottolineare, colpita dalla violenza delle polemiche, anche istituzionali, che le toilette “neutral” sono “pur sempre una sperimentazione”. E che “se le ragazze mi diranno che la soluzione non le fa sentire a loro agio o è poco funzionale, sono pronta a fare marcia indietro”. Il Liceo Galilei ha 44 classi e quasi mille alunni: è una delle scuole superiori più frequentate di Trieste.

In 400 sedi sì alle carriere alias

Spesso l’iniziativa dei bagni dedicati ai ragazzi con un’altra identità di genere e identificati con loghi in verità respingenti – corpi di ragazzi innestati in tentacoli da polpi –, viene presa in scuole che hanno già accettato le carriere alias, ovvero la variazione del nome da parte di un alunno un un’alunna che ha effettuato, o ha intenzione di effettuare, un percorso di affermazione di genere. A marzo 2023 Repubblica contò 198 scuole italiane che avevano accettato “l’alias”, oggi l’associazione Agedo ne certifica 397, il doppio. Rappresentano il 3,8 per cento sul totale degli istituti italiani, l’8,9 per cento tra le superiori.

Bene, carriere alias e bagni no gender (che siano terzi bagni o gli stessi aperti a tutti, senza differenze) hanno tempi simili: la prima ispira il secondo. Pioniere della trasformazione sul registro della propria identità è stato il Liceo delle arti di Trento e Rovereto (tre plessi), il 25 giugno del 2020. Un’iniziativa politica a largo raggio ha visto Reggio Emilia, la città dove è nato il tricolore, adottare nel 2019 un protocollo – il primo del genere a livello nazionale – per contrastare le discriminazioni verso tutti gli orientamenti sessuali, a tutela dei diritti Lgbtq+. E per la prima volta vengono citati i bagni neutral.

L’esperimento all’Artistico di Piacenza

È in un liceo di Piacenza, l’Artistico Cassinari, che per la prima volta si sperimenta la parità ai bagni: nessuna distinzione tra "maschi" e "femmine" per l'ingresso alle toilette. Le icone classiche e le indicazioni ci sono sempre, ma accanto c'è un cartello realizzato da alcuni studenti che rimanda al concetto di inclusione anche di chi non si sente né maschio né femmina. È un’altra cosa rispetto al “terzo bagno”, è un annullamento delle differenze che trova, tra i suoi detrattori, motivazioni igieniche. La proposta è stata presentata dagli studenti ed è stata messa in pratica nel corso del 2021. E ha seguito la richiesta della presenza nell'istituto di una scatola di assorbenti gratuiti a disposizione delle ragazze che ne fossero sprovviste o non potessero sostenerne i costi.

A Torino nel corso dell’anno scolastico 2021-’22 cinque istituti hanno votato la novità: i bagni senza distinzione. Ha esordito il Liceo classico Alfieri e al Gioberti (classico e linguistico) quattro toilette su sei sono diventate neutre.

Lo studente: “Oggi transizione normale”

A Milano il Liceo artistico Brera ha inaugurato le ritirate “no gender” due anni fa: sono di quattro tipi in questo caso, maschi, femmine, portatori di handicap e ora Lgbtq+. L’area sarà identificata da un disegnino arcobaleno con l’unicorno e dedicata ai ragazzi in transizione. "Abbiamo preso atto della realtà che c'è in questa scuola", ha spiegato la preside Emilia Ametrano, “di studenti in transizione sessuale ce ne sono tanti". Elvis Federico, rappresentante d’istituto, ha spiegato: "La presenza di persone che intraprendono un percorso di affermazione di genere è normale oggi, soprattutto per i ragazzi della nostra età". È normale oggi.

Al Liceo scientifico Vittorini i due nuovi bagni, uno verde e uno blu, sono stati ideati dagli alunni nell'ambito di un progetto di Alternanza scuola lavoro: "La grande novità che siamo lieti di annunciare", hanno spiegato quelli del collettivo studentesco Che.Vittorini, "è che i bagni sono stati resi misti, ovvero con l’accesso libero per chiunque". La novità è stata introdotta anche nelle due sedi del Liceo Virgilio. Genitori cattolici hanno protestato, invece, contro l’istituzione di toilette “gender neutral” al Liceo Bottoni, in Via Mac Mahon, sempre a Milano: “Sono dei bagni indifferenziati dove il maschietto spruzza pipì sull’asse del water e la ragazza che arriva dopo vi si siede sopra”, hanno spiegato il loro punto di vista. “Una bella forma di igiene, nel regime arcobaleno”. Il regime, ecco.

A Pordenone bagni unisex al Liceo Grigoletti. Convinta la preside, perplessi gli studenti. E anche al Liceo Da Vinci di Trento, nell’ala centrale del primo e del secondo piano. Tutti d’accordo al Niccolini Palli di Livorno: novità approvata all’unanimità dal Consiglio d’istituto per i due plessi. La dirigente scolastica Teresa Cini: "È stata una scelta unanime in cui crediamo molto e che i tempi attuali ci impongono di fare. Già alle scuole medie ho visto casi di ragazzi e ragazze in cui si riscontravano disforie di genere, una disarmonia percepita tra il sesso percepito e quello assegnato alla nascita. Un aspetto che mi è rimasto in testa e che si è trasformato in uno dei primi atti concreti che ho portato all'attenzione del Collegio docenti e del Consiglio d'istituto, anche a seguito di alcune situazioni specifiche".

La questione ha sfondato anche al Sud. Al Pomponio Leto di Teggiano, in provincia di Salerno, toilette senza genere in entrambe le sedi.

Neutral all’università

Bagni per tutti, quale che sia l’orientamento e l’identità sessuale, si trovano, oggi, in molte università del Paese. Contro quelli ipotizzati alla Stranieri di Siena del rettore Tomaso Montanari si è schierato Blocco studentesco, movimentisti del pensiero reazionario. Ma si possono trovare 86 wc no gender all’Università di Pisa, e così all’Università di Torino, al Politecnico di Torino, all’Università privata Bocconi di Milano (tre studenti sospesi per sei mesi dopo aver pubblicato commenti transfobici), all'Università di Palermo e all’Accademia delle belle arti di Catania.

In Italia 400 mila in difficoltà con il genere

“I bagni gender neutral dovrebbero essere la norma, in alcuni regolamenti alias vengono citati, in altri no: è impossibili, oggi, contarli nelle scuole”. Lo spiega Fiorenzo Gimelli, presidente dell’Associazione Agedo. “Il terzo bagno è ghettizzante, il centro della questione deve essere il benessere della persona. Quindi, poiché la sfera sessuale è il primo argomento di bullizzazione a scuola, noi suggeriamo bagni neutrali. Il problemi dell’igiene nei bagni è un semplice problema di educazione da impartire fin dai primi anni”. Quale presidente di un’associazione che si rifà alle conoscenze avanzate dalla scienza, Gimelli dice: “Nel nostro Paese ci sono almeno 400 mila uomini e donne, di tutte le età, non in sintonia con il proprio corpo. La conoscenza dell’essere umano va avanti ed è difficile affrontare la questione con il passo della Bibbia. Qui parliamo di vita delle persone, non di teorie: l’identità e una necessità, lo dice il Consiglio superiore della sanità, lo dice l’accademia dei pediatri americani. L’Italia è uno dei sei Paesi europei dove non è prevista educazione sentimentale e affettiva a scuola, e questa ignoranza si vede e si sente”.

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