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Gpa reato universale, Roccella: “Anche i medici devono segnalare sospette maternità surrogate”. La risposta: “No, non siamo spie”

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Contrario Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici: “Dobbiamo soltanto pensare ai pazienti, nessun obbligo di denuncia”
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Non è passata neanche una settimana dall’approvazione della legge che ha introdotto il reato universale di gestazione per altri e la ministra della Famiglia Eugenia Roccella chiede ai medici di denunciare alle procure «i casi sospetti» di maternità surrogata. La risposta alle sue parole, pronunciate durante la trasmissione Tagadà di La7, arriva dal presidente della Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo), Filippo Anelli. «Non ci pensiamo nemmeno a fare denuncia - è la sintesi del suo discorso - I cittadini vengano senza paura a curarsi da noi». E il presidente della Fimp, la federazione dei pediatri, Antonio D’Avino, aggiunge: «Noi assistiamo tutti i bambini e non ci mettiamo certo a segnalare i genitori».

Maternità surrogata reato universale

La maternità surrogata è vietata nel nostro Paese esattamente da 20 anni, cioè da quando è stata approvata la legge 40 sulla procreazione assistita. Il 16 ottobre scorso, con un ddl a firma di Carolina Varchi di Fdi, Camera e Senato hanno i…

Non è passata neanche una settimana dall’approvazione della legge che ha introdotto il reato universale di gestazione per altri e la ministra della Famiglia Eugenia Roccella chiede ai medici di denunciare alle procure «i casi sospetti» di maternità surrogata. La risposta alle sue parole, pronunciate durante la trasmissione Tagadà di La7, arriva dal presidente della Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo), Filippo Anelli. «Non ci pensiamo nemmeno a fare denuncia - è la sintesi del suo discorso - I cittadini vengano senza paura a curarsi da noi». E il presidente della Fimp, la federazione dei pediatri, Antonio D’Avino, aggiunge: «Noi assistiamo tutti i bambini e non ci mettiamo certo a segnalare i genitori».

Maternità surrogata reato universale

La maternità surrogata è vietata nel nostro Paese esattamente da 20 anni, cioè da quando è stata approvata la legge 40 sulla procreazione assistita. Il 16 ottobre scorso, con un ddl a firma di Carolina Varchi di Fdi, Camera e Senato hanno introdotto il cosiddetto “reato universale”, che estende la punibilità anche a chi la pratica all’estero (poche centinaia di coppie ogni anno). Le pene previste arrivano fino a due anni di reclusione e a un milione di euro di multa. La norma è passata tra le polemiche di opposizione e associazioni. La Luca Coscioni ha assicurato che già 30 coppie si apprestano a presentare ricorso.

Roccella: “I medici devono segnalare”

«Un pubblico ufficiale, e anche il medico, è tenuto a segnalare i casi di sospetta violazione della legge sulla maternità surrogata alla Procura. E poi si vedrà», ha detto Roccella in tv. «Spero che l’applicazione della legge abbia un effetto fortemente dissuasivo. In Italia c’è una procedura che protegge i minori e assicura la possibilità al compagno del genitore biologico di essere riconosciuto come genitore». La risposta di Anelli non si è fatta attendere. «Il medico ha il dovere di curare - ha detto il presidente Fnomceo - Che sia esonerato dall’obbligo di denuncia nei confronti del proprio paziente lo si desume anche dal capoverso dell’articolo 365 del Codice penale che lo esime da tale obbligo quando il referto esporrebbe la persona assistita a procedimento penale. Quindi il medico non deve, è vero, ostacolare la giustizia ma non deve, soprattutto, porre in essere atti che mettano a rischio la relazione di cura, limitando la tutela della salute dei cittadini». Anelli sintetizza che «prevale sempre la tutela della salute e invito tutti i cittadini a farsi curare da noi senza paura».

I pediatri: “Noi assistiamo tutti i bambini, regolari o meno”

I camici bianchi che potrebbero trovarsi per primi di fronte a un caso di maternità surrogata sono i pediatri di famiglia. Il loro rappresentante sindacale Antonio D’Avino è in linea con il presidente del suo Ordine. «Figuriamoci se denunciamo - dice - Noi assistiamo qualsiasi bambino di qualsiasi provenienza. Che sia regolare o irregolare, ad esempio. È il compito del medico seguire tutte le persone che hanno problemi e il pediatra forse incarna ancora di più questa caratteristica. Ammesso che si riesca a sapere che un bimbo è nato con la gestazione per altri, non ci metteremmo certo a segnalare i genitori».

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