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Maternità surrogata, Gambino (Scienza e vita): “Capisco l’intento di Roccella ma i medici non possono assecondarla”

(ansa)

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Il presidente del centro studi vicino alla Conferenza episcopale italiana: “Il medico non si riconosce nel pubblico ufficiale che denuncia ma nel sanitario che cura”
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Contrario alla gestazione per altri, da poco dichiarato reato universale dal Governo Meloni, il professor Alberto Gambino, giurista, presidente nazionale del centro studi Scienza e vita, organismo vicino alla Conferenza episcopale italiana, rileva il limite della proposta della ministra Eugenia Roccella che ha prospettato che i medici debbano denunciare una coppia che abbia fatto ricorso a queste tecnica.

Il medico cura il paziente prima di tutto

“Bisogna capire di quali medici parliamo”, spiega il professor Gambino, prorettore dell’Università europea di Roma e membro del Comitato di bioetica istituito presso Palazzo Chigi. “Poiché questa pratica viene fatta all’estero, un medico estero, non essendo cittadino italiano, non è sottoposto alla legge italiana. Se invece parliamo di un medico italiano che venga a sapere, perché conosce il quadro clinico di una coppia che prospetta di andare all’estero o perché conosce il bambino riportato in Italia, che è stato commesso il reato, il medico…

Contrario alla gestazione per altri, da poco dichiarato reato universale dal Governo Meloni, il professor Alberto Gambino, giurista, presidente nazionale del centro studi Scienza e vita, organismo vicino alla Conferenza episcopale italiana, rileva il limite della proposta della ministra Eugenia Roccella che ha prospettato che i medici debbano denunciare una coppia che abbia fatto ricorso a queste tecnica.

Il medico cura il paziente prima di tutto

“Bisogna capire di quali medici parliamo”, spiega il professor Gambino, prorettore dell’Università europea di Roma e membro del Comitato di bioetica istituito presso Palazzo Chigi. “Poiché questa pratica viene fatta all’estero, un medico estero, non essendo cittadino italiano, non è sottoposto alla legge italiana. Se invece parliamo di un medico italiano che venga a sapere, perché conosce il quadro clinico di una coppia che prospetta di andare all’estero o perché conosce il bambino riportato in Italia, che è stato commesso il reato, il medico deve preoccuparsi soprattutto del paziente. E’ già intervenuto Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo). Al di là della buona intenzione della ministra che vorrebbe questo afflato del pubblico ufficiale medico, il medico quando cura non si riconosce nel pubblico ufficiale che denuncia ma nel sanitario che deve occuparsi dell’elemento di salute in quel momento deficitario. Questa è una condizione irreversibile di chi pratica l’arte medica. Se un assassino si reca dal medico, il medico lo cura, non va a denunciarlo. Il medico è una missione, è un po’ come il confessore. Vedo l’intento propositivo della ministra ma non vedo che i medici possano assecondare la sua richiesta”.

Cosa pensa della mossa del governo sulla gestazione per altri?

“La maggioranza è intervenuta sulla legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita, in particolare con un emendamento alla parte sanzionatoria di quella legge. Quando fu approvata, non c’era la gestazione per altri. La violazione prevede una pena attorno ai 600mila euro e una eventuale detenzione tra sei mesi e un anno. Mi sembra complicato che un pm metta questo fascicolo in prima posizione perché la pena è molto bassa. Per il furto, per fare un esempio, la pena è tre anni di reclusione. Al di là del fatto che io personalmente sono d’accordo nel contrastare questa pratica che considero sia fortemente offensiva per la donna e per il bambino che nasce, è complicato prevedere che il magistrato persegua questo reato quando non sia accompagnato da un inasprimento della pena”.

Le coppie che hanno fatto ricorso a questa tecnica spiegano di avere agito rispettando la libertà delle donne che hanno tenuto nel grembo il bambino.

“Ogni scelta quando inserita all’interno di un contratto non è mai libera. La gpa viene disciplinata da un contratto, che vincola le parti, e per le violazioni si applicano le clausole del contratto. Se la gestante decide di trattenere il nato ma il contratto dice che il bambino va consegnato alla coppia committente, il contratto diventa legge. Non mi persuade che ci sia questa libertà”.

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