Sulla scena del crimine del futuro arriveranno droni, sensori, laser, camere iperspettrali, spettrometri. Sembrerà di stare sul set di un film con luci che arriveranno da ogni parte e invece sarà la realtà ipertecnologica verso la quale stanno andando le indagini del Racis, il raggruppamento carabinieri investigazioni scientifiche di cui è comandante il generale Iacopo Mannucci Benincasa. “Si tratta di sistemi molto avanzati, tra cui alcuni prototipi non ancora in commercio, che consentiranno di individuare indizi e tracce sul luogo del delitto e di visualizzarle in una ricostruzione in 3D della scena del crimine”, spiega il generale.
Sarà un primo sopralluogo a distanza per gli investigatori in tuta bianca per evitare qualsiasi contaminazione e che navigheranno nella realtà virtuale ricostruita dalle strumentazioni, attraverso un computer collegato alle strumentazioni, prima di entrare fisicamente a contatto con il luogo del delitto. Il sistema, studiato e sviluppato nell'ambito del …
Sulla scena del crimine del futuro arriveranno droni, sensori, laser, camere iperspettrali, spettrometri. Sembrerà di stare sul set di un film con luci che arriveranno da ogni parte e invece sarà la realtà ipertecnologica verso la quale stanno andando le indagini del Racis, il raggruppamento carabinieri investigazioni scientifiche di cui è comandante il generale Iacopo Mannucci Benincasa. “Si tratta di sistemi molto avanzati, tra cui alcuni prototipi non ancora in commercio, che consentiranno di individuare indizi e tracce sul luogo del delitto e di visualizzarle in una ricostruzione in 3D della scena del crimine”, spiega il generale.
Sarà un primo sopralluogo a distanza per gli investigatori in tuta bianca per evitare qualsiasi contaminazione e che navigheranno nella realtà virtuale ricostruita dalle strumentazioni, attraverso un computer collegato alle strumentazioni, prima di entrare fisicamente a contatto con il luogo del delitto. Il sistema, studiato e sviluppato nell'ambito del progetto europeo Risen (Real time on site forensic trace qualification), fa parte del programma Horizon 2020 con un budget complessivo di 7 milioni di euro.
L'Enea, l’agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, è coordinatore del progetto e il Racis è l’unica forza di polizia italiana tra i 20 partner di 12 Paesi europei. Il prototipo realizzato dal gruppo di ricerca è costituito da 8 strumenti. Ci sono tecnologie per individuare a distanza le tracce che potrebbero essere del killer, come le impronte per esempio.
“Un sistema multispettrale, posizionato a grande distanza dalle tracce, raccoglierà una luce riflessa dalle superfici che a seconda del materiale avrà un colore diverso visualizzato nella ricostruzione tridimensionale dell’ambiente. Impronte o sangue, rispondono in maniera differente a quelle luci”, spiegano dal Racis. I sensori individueranno anche eventuali tracce di esplosivi, sostanze stupefacenti e sostanze chimiche o tossiche.
C’è anche un laser scanner che scansiona tutte le superfici e registra punti con una risoluzione sotto il millimetro che trasferiti al computer consentono insieme alle foto di ricostruire tutta la scena con le misure reali. Nei giorni scorsi, i partner del progetto hanno testato le tecnologie in diverse scene del crimine come quella di un omicidio o un laboratorio clandestino di droghe ed esplosivi.
Sono state ricostruite nel laboratorio sperimentale del Ris di Roma. Sono stati confrontati i risultati con quelli ottenuti nelle stesse condizioni ma seguendo le normali procedure di sopralluogo. “Ci saranno degli sviluppi di questo prototipo, i tempi perché diventi operativo sono ancora da definire”, aggiungono dal Racis. Oggi e domani (23 e 24 ottobre) il sistema Risen viene presentato davanti a 80 delegati, rappresentanti dei partner Risen, della Commissione europea e di istituti europei di scienze forensi nella caserma Salvo D' Acquisto in viale Tor di Quinto, a Roma.