Antimafia, i familiari delle vittime contro la presidente Colosimo: “È lei l’unica in conflitto di interesse. E sulle stragi si è smesso di indagare”
di Alessia CanditoChiara Colosimo (Presidente Commissione Antimafia)
(fotogramma)“Se c’è qualcuno in conflitto di interessi, è la presidente della commissione parlamentare antimafia”. Torna al centro delle polemiche Chiara Colosimo, enfant prodige della destra meloniana, già parecchio discussa per i rapporti con noti esponenti dell’estrema destra, a partire dal terrorista nero Luigi Ciavardini. “Amicizie che confliggono con i doveri e le aspettative che gli italiani hanno", denuncia l'avvocato Federico Sinicato, presidente dell'associazione familiari vittime della strage di Piazza Fontana.
A salire sulle barricate, i familiari delle vittime delle stragi e le associazioni che li rappresentano, oggi in Senato per protestare contro l'ipotesi di modifica del regolamento interno della commissione, che porterebbe all'esclusione dai lavori degli ex procuratori Roberto Scarpinato e Federico Cafiero De Raho. Da procuratori, entrambi per anni hanno lavorato sulla stagione delle stragi e per la maggioranza – che al riguardo ha presentato una proposta di legge - questo li por…
“Se c’è qualcuno in conflitto di interessi, è la presidente della commissione parlamentare antimafia”. Torna al centro delle polemiche Chiara Colosimo, enfant prodige della destra meloniana, già parecchio discussa per i rapporti con noti esponenti dell’estrema destra, a partire dal terrorista nero Luigi Ciavardini. “Amicizie che confliggono con i doveri e le aspettative che gli italiani hanno", denuncia l'avvocato Federico Sinicato, presidente dell'associazione familiari vittime della strage di Piazza Fontana.
A salire sulle barricate, i familiari delle vittime delle stragi e le associazioni che li rappresentano, oggi in Senato per protestare contro l'ipotesi di modifica del regolamento interno della commissione, che porterebbe all'esclusione dai lavori degli ex procuratori Roberto Scarpinato e Federico Cafiero De Raho. Da procuratori, entrambi per anni hanno lavorato sulla stagione delle stragi e per la maggioranza – che al riguardo ha presentato una proposta di legge - questo li porrebbe in una situazione di “conflitto di interessi”. Un’ipotesi che ha fatto saltare sulla sedia i familiari vittime di mafia e delle stragi.
Parla di “vergogna per lo Stato” Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo, e attacca ”se c'è un conflitto di interessi questo è ascrivibile alla stessa presidente Colosimo per i suoi atteggiamenti confidenziali testimoniati da prove fotografiche con il terrorista di destra Luigi Ciavardini”. Con lui Colosimo è stata fotografata in pose che lei stessa ha definito “non istituzionali” e che oggi presieda la commissione – dice Sergio Amato, figlio del giudice Mario, una delle tante vittime del terrorista nero - “fa un effetto brutale”.
Anche perché sui Nar e sul loro ruolo non è mai stata fatta chiarezza, così come sulle stragi di quella stagione. “Noi familiari delle vittime delle stragi siamo stufi di sentirci dire che erano 'spontaneisti'. Credo che l'Italia sia al centro di un sistema criminale che viene raccontato poco e male. Abbiamo prove di connivenza tra neo fascisti e la criminalità organizzata dagli anni '60", sottolinea.
Ma scavare ancora su quella stagione, sul ruolo della destra eversiva e su chi la muovesse, sui punti di contatto con omicidi e stragi di mafia non è cosa che la commissione stia facendo. “L’ Antimafia ha un dovere eccezionale, cioè tener presente che i morti di mafia si ricollegano tra loro. L'impegno di Colosimo è stato estremamente negativo e fuorviante”, tuona Paolo Bolognesi, presidente dell'associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna del 2 agosto 1980. “Noi non solo vogliamo la verità – dice Daniele Gabrielli per l'associazione vittime della strage di via dei Georgofili - ma avere la certezza che certi meccanismi non possano più risuccedere".
Tracce, spunti e piste che la commissione dovrebbe seguire le mette insieme il M5s, in un dossier di 60 pagine: “Ecco le indagini che la maggioranza che guida l’Antimafia si rifiuta di fare”. E il leader dei grillini Giuseppe Conte passa all’attacco: “ Occorre la volontà politica di ricercare la verità in commissione, ma questa volontà non c'è. Oggi siamo al bullismo istituzionale contro i campioni dell'antimafia, cosa che è accaduta anche in passato. Non possiamo permettere che questo riaccada un'altra volta".
Con Scarpinato e de Raho si schiera anche il Pd, che con il M5s ha lavorato a una proposta di legge alternativa sul conflitto d’interessi perché “riteniamo inaccettabile che si possa pensare di varare delle norme che ledono le prerogative costituzionali di parlamentari", dice il senatore Walter Verini.
“Noi siamo insieme in Commissione e cerchiamo di combattere una battaglia – sottolinea– Vorremmo una commissione antimafia fondata su due direttrici: scoprire la verità sulle stragi fino in fondo. E io concordo che le stragi non furono solo il frutto di un disegno di mafie locali contadine, ma c'erano menti raffinatissime, intrecci economici e finanziari, interessi politici, estremismi neri, neofascisti che si muovevano per condizionare le partite degli appalti, ma anche per cambiare il corso della storia di questo Paese. E' una verità consegnata da molte sentenze e che qualcuno sta tentando di riscrivere”.