Un italiano su cinque tradisce il partner, Trieste la città con più infedeli. “Non è vero che gli uomini cercano solo sesso e le donne emozioni, siamo più simili di quanto si creda”
di Giulia D'AleoIn un gruppo di cinque coppie, le persone infedeli sono almeno due. Che gli italiani siano particolarmente inclini al tradimento lo dicono ciclicamente le statistiche. L’ultima, su dati di YouGov, stima che il 22 per cento abbia tradito almeno una volta nella vita. Tra questi, più di 800 mila cercano un’avventura che sia a portata di mano, o meglio, a distanza di un click. E così Ashley Madison, nota piattaforma per incontri extraconiugali, è arrivata nel nostro Paese 13 anni fa e l’ha trasformato nel suo terzo mercato europeo, davanti a Francia e Germania.
Nel 2015 un attacco hacker sembrava averle dato il colpo di grazia: il gruppo “The impact team” aveva diffuso i dati di 32 milioni di clienti, inclusi account riconducibili alla Casa Bianca, e tre utenti tra Canada e Stati Uniti si erano tolti la vita. E invece, contro ogni pronostico, gli iscritti a livello globale sono saliti dai 37 milioni di allora agli 85 milioni oggi e non sembra essere un ostacolo nemmeno il numero crescente…
In un gruppo di cinque coppie, le persone infedeli sono almeno due. Che gli italiani siano particolarmente inclini al tradimento lo dicono ciclicamente le statistiche. L’ultima, su dati di YouGov, stima che il 22 per cento abbia tradito almeno una volta nella vita. Tra questi, più di 800 mila cercano un’avventura che sia a portata di mano, o meglio, a distanza di un click. E così Ashley Madison, nota piattaforma per incontri extraconiugali, è arrivata nel nostro Paese 13 anni fa e l’ha trasformato nel suo terzo mercato europeo, davanti a Francia e Germania.
Nel 2015 un attacco hacker sembrava averle dato il colpo di grazia: il gruppo “The impact team” aveva diffuso i dati di 32 milioni di clienti, inclusi account riconducibili alla Casa Bianca, e tre utenti tra Canada e Stati Uniti si erano tolti la vita. E invece, contro ogni pronostico, gli iscritti a livello globale sono saliti dai 37 milioni di allora agli 85 milioni oggi e non sembra essere un ostacolo nemmeno il numero crescente di persone che adottano forme di modelli relazionali alternativi alla monogamia, la cosiddetta “non-monogamia etica”. La Generazione Z, per la maggior parte ancora non sposata, rappresenta infatti il 40 per cento del totale degli iscritti italiani, a loro volta cresciuti del 51 per cento rispetto al 2023. “L’incremento più significativo a livello europeo” riferisce Christoph Kraemer, managing director della piattaforma in Europa.
Come se lo spiega?
“Ashley Madison funziona bene nei Paesi in cui resistono tradizioni rigide e si impongono allo stesso tempo delle spinte liberali. Come in Spagna, fortemente cattolica. È una caratteristica umana: più regole esistono e più abbiamo voglia di infrangerle”.
È per questo che si tradisce?
“Principalmente perché si vuole provare qualcosa di nuovo. Poi perché si ha la sensazione di non ricevere abbastanza affetto o attenzione dal partner. Solo dopo perché non ci si sente soddisfatti a livello sessuale. Ma non è vero che gli uomini cercano solo sesso e le donne solo rapporti emotivi, in realtà siamo più simili di quanto si creda”.
Di certo non avete inventato l’infedeltà. La rendete più semplice, però.
“Chi vuole tradire trova sempre il modo di farlo. L’uomo non è fatto per essere monogamo, il matrimonio è un’invenzione capitalista necessaria a tramandare il proprio patrimonio. Credo sia assurdo pensare che un unico modello relazione possa funzionare per tutti”.
Molti infatti optano per altre forme relazionali.
“Ma solo la coppia viene riconosciuta dalla società. Mi piacerebbe vivere in un mondo in cui nessuno senta il bisogno di tradire, ma al momento l’infedeltà è un’alternativa al divorzio. Accade spesso che le persone cerchino di far presente al partner le proprie necessità senza successo. Non posso giudicare chi prende certe decisioni, ognuno ha diritto alla felicità”.
Chi la cerca di più sulla vostra piattaforma?
“Generalmente l’età media è sempre stata di 35 anni e corrispondeva ai primi anni di matrimonio, quando finisce la passione della luna di miele. Di recente la nostra community è diventata più giovane, oggi due terzi hanno tra i 18 e 39 anni. È interessante perché nel 40 per cento dei casi si tratta di giovanissimi. Persone ancora non sposate, che al massimo frequentano la prima fidanzatina”.
Cosa cercano su Ashley Madison?
“La metà di loro dichiara di avere una coppia aperta da un punto di vista sessuale. Altri vivono una relazione poliamorosa, in cui possono avere anche più partner romantici”.
Quante avventure trovano?
“All’incirca due o tre l’anno. In genere queste relazioni durano tra i tre e i sei mesi, sia per gli infedeli che nelle coppie non monogame”.
C’è una differenza tra regioni?
“Lazio, Lombardia, Triveneto ed Emilia Romagna sono quelle con più iscritti in rapporto alla popolazione totale. Ma la prima città è quasi sempre Trieste”.
E le donne quante sono? Anni fa si scoprì che erano talmente poche che l’azienda aveva sviluppato milioni di fembot, account completamente automatizzati. Alcuni utenti sono convinti sia ancora così.
“Il problema era già stato risolto nel 2015. Oggi il rapporto in Italia è di uno a uno, casistica rara per una app di incontri. Ma dipende dal fatto che le percentuali di chi tradisce non sono così diverse tra i generi: lo fa il 26 per cento degli uomini italiani contro il 19 per cento delle donne”.
Sempre al 2015 risale il noto leak. I dati degli utenti potrebbero essere a rischio ancora oggi?
“Lavoriamo con esperti esterni per verificare che le misure di sicurezza siano sempre efficaci, è un lavoro che va aggiornato continuamente. Da allora c’è stato anche un cambio della squadra esecutiva. Oggi tutti i dati vengono conservati in un server in Canada, seguendo le regole del Gdpr. Ai nostri utenti diamo invece la possibilità di scegliere l’autenticazione a due fattori”.
Come si concilia la difesa della loro privacy con il rischio che incappino in profili falsi?
“Usiamo l’intelligenza artificiale per assicurarci che non ce ne siano. Nel caso in cui qualcuno dovesse sfuggirci, gli iscritti possono segnalare i profili sospetti”.