Influenza australiana, ecco tutti i sintomi per riconoscerla. I timori che sia molto diffusa e virulenta
di Michele BocciLe Regioni hanno iniziato a vaccinare ormai da un mese e l’influenza sta già facendo i primi casi, anche se ci si aspetta che la curva di incidenza inizi a salire a fine novembre. Intanto si cerca di capire quale sia la virulenza della malattia stagionale di quest’anno, che come sempre è stata per la prima volta isolata in Australia (per questo viene definita “Australiana”) nel corso della nostra estate. In Italia per la prima volta è stata intercettata all’inizio di ottobre dal laboratorio dell’azienda ospedaliera di Novara.
Che stagione ci aspetta
Gianni Rezza, infettivologo epidemiologo già all’Istituto superiore di sanità, al ministero alla Salute e oggi al San Raffaele, spiega che “l’anno scorso ha girato molto l’H1N1, sottotipo dell’influen…
Le Regioni hanno iniziato a vaccinare ormai da un mese e l’influenza sta già facendo i primi casi, anche se ci si aspetta che la curva di incidenza inizi a salire a fine novembre. Intanto si cerca di capire quale sia la virulenza della malattia stagionale di quest’anno, che come sempre è stata per la prima volta isolata in Australia (per questo viene definita “Australiana”) nel corso della nostra estate. In Italia per la prima volta è stata intercettata all’inizio di ottobre dal laboratorio dell’azienda ospedaliera di Novara.
Che stagione ci aspetta
Gianni Rezza, infettivologo epidemiologo già all’Istituto superiore di sanità, al ministero alla Salute e oggi al San Raffaele, spiega che “l’anno scorso ha girato molto l’H1N1, sottotipo dell’influenza A che ha fatto oltre 10 milioni di casi. La stagione è stata quindi pesante. Se si guarda cosa è successo in Australia, quest’anno ha circolato soprattutto l’H3N2, altro sottotipo della A e i contagiati sono stati tanti”. Per questo anche la stagione 2024-2025 potrebbe essere pesante. “Questo perché l’H3N2 potrebbe trovare ampia suscettibilità tra i bambini, che non sono stati esposti negli anni precedenti. Da loro potrebbe poi diffondersi agli adulti”. Rezza, comunque, specifica che “in Italia è stato isolato anche l’H1N1, quindi bisogna aspettare per capire chi prevarrà”.
I sintomi e le complicanze
Riguardo ai sintomi, Rezza spiega quelli provocati dai vari sottotipi dell’influenza A sono difficili da distinguere. “Intanto c’è la febbre alta preceduta dai brividi, il mal di testa, il male alle ossa. Certo, possono esserci rari casi di complicanze, soprattutto nei fragili, prima di tutto quelle alle basse vie respiratorie, come le polmoniti. Si sono viste in passato, anche con l’H1N1, miocarditi e encefaliti, problemi cioè al cuore e al cervello”. Rezza spiega anche che l’H3N2 ha una caratteristica preoccupante. “Ha una maggiore tendenza a mutare e questo può dare problemi di risposta ai vaccini. Detto questo, dobbiamo ancora capire se sarà predominante, anche se c’è una tendenza diffusa a ritenere che sarà il sottotipo più diffuso”.
La vaccinazione
Come ogni anno il vaccino è raccomandato ai fragili, che sono le persone sopra i 60 anni, ai bambini a partire dai 6 mesi e a tutti coloro che hanno patologie importanti di tipo cardiaco, respiratorio, oncologico, neurologico e così via. Il vaccino contro l’influenza è suggerito anche agli operatori sanitari. Come negli ultimi anni, quest’anno il suggerimento del ministero alla Salute è di somministrare contemporaneamente, nella stessa seduta l’anti influenzale e l’anti Covid, anche perché le categorie di persone interessate sono sovrapponibili.