Previsioni meteo, sole e temperature oltre la media. Qualche pioggia solo da giovedì al sud
È la mattina del 4 novembre 1966 e, dopo giorni di piogge incessanti, l'Arno rompe gli argini inondando Firenze con più di 70 milioni di metri cubi d'acqua. 58 anni dopo, a Valencia, un’altra tremenda alluvione ci ricorda, in modo drammatico, l’evidente fragilità dei nostri territori. Antonio Sanò, fondatore del sito www.iLMeteo.it, conferma infatti la fragilità dei nostri territori di 60 anni fa, aggravata successivamente dal disboscamento diffuso e da un’ulteriore impermeabilizzazione dei suoli. L’origine delle alluvioni, infatti, è sempre associata a due fattori principali: bilancio idrologico e vulnerabilità del territorio.
Il bilancio idrologico indica la differenza tra l’acqua che arriva (precipitazioni, fusione della neve, risalita della falda) e quella che si infiltra nel terreno. In pratica, quando le precipitazioni riescono ad infiltrarsi nel terreno, il ruscellamento risulta decisamente minore e crolla la probabilità di avere alluvioni diffuse. La vulnerabilità del territor…
È la mattina del 4 novembre 1966 e, dopo giorni di piogge incessanti, l'Arno rompe gli argini inondando Firenze con più di 70 milioni di metri cubi d'acqua. 58 anni dopo, a Valencia, un’altra tremenda alluvione ci ricorda, in modo drammatico, l’evidente fragilità dei nostri territori. Antonio Sanò, fondatore del sito www.iLMeteo.it, conferma infatti la fragilità dei nostri territori di 60 anni fa, aggravata successivamente dal disboscamento diffuso e da un’ulteriore impermeabilizzazione dei suoli. L’origine delle alluvioni, infatti, è sempre associata a due fattori principali: bilancio idrologico e vulnerabilità del territorio.
Il bilancio idrologico indica la differenza tra l’acqua che arriva (precipitazioni, fusione della neve, risalita della falda) e quella che si infiltra nel terreno. In pratica, quando le precipitazioni riescono ad infiltrarsi nel terreno, il ruscellamento risulta decisamente minore e crolla la probabilità di avere alluvioni diffuse. La vulnerabilità del territorio segue poi una regola semplice: l’acqua non va mai in salita, la strada dei fiumi è dettata dalle piene che si sono susseguite per i secoli dei secoli. In pratica, se decidiamo di costruire vicinissimo all’alveo di un fiume (o peggio ancora all’interno dello stesso, come accaduto anche in Italia) prima o poi il fiume riprenderà possesso del suo percorso e la vulnerabilità del territorio aumenterà a dismisura.
L'ultimo rapporto ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) conferma, infatti, che la superficie nazionale potenzialmente soggetta ad alluvioni è aumentata del 19% rispetto al 2017: quasi il 94% dei comuni italiani è a rischio dissesto e oltre 8 milioni di persone abitano in aree ad alta pericolosità. Un quadro disarmante che, insieme all’intensificazione dei fenomeni causata dal Riscaldamento Globale, mette in guardia tutti, dalla Spagna all’Italia, dall’Europa alle regioni tropicali, dall’Equatore alle regioni polari dove, tra l’altro, l’aumento delle temperature è ancora più forte.
Le previsioni
In Italia, nei prossimi giorni, non avremo piogge, ma il Mar Mediterraneo è ancora caldo, anomalo dopo le lunghe fasi subtropicali della stagione estiva: in agosto le massime hanno raggiunto 41 °C a Firenze per due giorni di seguito, nel 2021 in Sicilia registrammo 48,8 °C all’ombra, la temperatura più alta d’Europa della storia. Siamo in un nuovo Clima. Il Mediterraneo resta dunque un hot spot (una delle zone più colpite) dei cambiamenti climatici, il rischio resta elevato e almeno fino a dicembre dovremo monitorare tutte le perturbazioni in ingresso sul caldissimo Mare Nostrum. Fino a mercoledì, resteremo sotto la protezione dell’anticiclone africano con sole e temperature oltre la media del periodo; poi da giovedì qualche pioggia inizierà a farsi vedere in Sicilia e probabilmente durante la fine della settimana parleremo di una bassa pressione insidiosa tra Calabria e Sicilia, intensificata dai cambiamenti climatici e dal mare ancora caldo.
NEL DETTAGLIO
Lunedì 4. Al Nord: cielo poco nuvoloso, locali addensamenti sul settore occidentale. Al Centro: bel tempo, leggero calo termico. Al Sud: bel tempo, qualche nube in Sicilia, leggero calo termico.
Martedì 5. Al Nord: cielo poco nuvoloso. Al Centro: bel tempo, leggero calo termico. Al Sud: bel tempo, qualche nube in Sicilia, leggero calo termico.
Mercoledì 6. Al Nord: cielo poco nuvoloso. Al Centro: bel tempo. Al Sud: aumentano le nubi in Sicilia con qualche piovasco.
TENDENZA: tempo ancora stabile al Centro-Nord, aumenta lo smog; al Sud rovesci da giovedì in poi.