Scoperto un buco nero vorace. Cresce più rapidamente di quanto la fisica ritenga possibile
di Elena DusiROMA – Anche i buchi neri hanno un galateo. Il limite di Eddington in particolare è una legge della fisica che stabilisce la quantità massima di materia che un buco nero può ingurgitare in un determinato lasso di tempo.
Anche fra i buchi neri però c’è chi non ama comportarsi secondo le regole. Nella galassia LID-568 ce n’è uno talmente vorace da trangugiare ogni cosa che trova attorno a sé a una velocità ben 40 volte superiore al limite di Eddington.
Mai gli scienziati avevano visto un buco nero così. La sua voracità fa sì che LID-568 emetta gas incandescente attorno a sé a velocità superiori a 500 chilometri al secondo. Grazie ai suoi rigurgiti e alle emissioni di raggi X gli astronomi sono riusciti a osservarlo nonostante la sua enorme distanza dalla Terra.
La sua scoperta è frutto della collaborazione di vari telescopi. A coglierlo con la bocca piena però è stato il potentissimo telescopio spaziale della Nasa James Webb. “Essendo un oggetto molto debole, James Webb è stato fondamen…
ROMA – Anche i buchi neri hanno un galateo. Il limite di Eddington in particolare è una legge della fisica che stabilisce la quantità massima di materia che un buco nero può ingurgitare in un determinato lasso di tempo.
Anche fra i buchi neri però c’è chi non ama comportarsi secondo le regole. Nella galassia LID-568 ce n’è uno talmente vorace da trangugiare ogni cosa che trova attorno a sé a una velocità ben 40 volte superiore al limite di Eddington.
Mai gli scienziati avevano visto un buco nero così. La sua voracità fa sì che LID-568 emetta gas incandescente attorno a sé a velocità superiori a 500 chilometri al secondo. Grazie ai suoi rigurgiti e alle emissioni di raggi X gli astronomi sono riusciti a osservarlo nonostante la sua enorme distanza dalla Terra.
La sua scoperta è frutto della collaborazione di vari telescopi. A coglierlo con la bocca piena però è stato il potentissimo telescopio spaziale della Nasa James Webb. “Essendo un oggetto molto debole, James Webb è stato fondamentale” conferma Emanuele Farina, astronomo italiano che fa parte di NoirLab, l’ente americano che gestisce vari telescopi nel mondo e lavora all’osservatorio Gemini, alle Hawaii.
La descrizione di LID-568 è stata pubblicata ieri sulla rivista Nature Astronomy. Fra gli autori ci sono anche quattro scienziati del nostro Inaf, Istituto Nazionale di Astrofisica.
Si stima che LID-568 si sia formato molto presto nella storia dell’universo: 1,5 miliardi di anni dopo il Big Bang (in tutto il cosmo ha un’età di circa 13,8 miliardi di anni). La scoperta di buchi neri antichi, eppure di dimensioni già ragguardevoli, lascia perplessi gli astronomi. Come hanno fatto – è la domanda senza risposta – a crescere così tanto in così poco tempo, visto che il limite di Eddington non gli permette – teoricamente - di mangiare ad libitum?
Se il limite di Eddington – come suggerisce l’osservazione di LID-568 – potesse essere valicato, al mistero verrebbe data una spiegazione. “Quel buco nero sta banchettando” spiega Julia Scharwächter, astronoma di NoirLab e coautrice dello studio come Farina.
“Questo caso estremo mostra che potrebbe esistere un meccanismo di alimentazione rapidissima capace di superare il limite di Eddington e di spiegare come mai vediamo tanti buchi neri così massicci nelle prime fasi di esistenza dell’universo”.