Trecento aggressioni all’anno, la vita pericolosa dei ferrovieri: “Serve il Daspo per i violenti”
di Romina MarcecaI treni regionali sono reduci da un'ondata di disagi e disservizi
Il grido dei ferrovieri è unanime: “Siamo aggrediti ogni giorno solo perché facciamo il nostro lavoro. Diciamo basta”. Eccola la vita tormentata di chi indossa la divisa sui treni e subisce 300 aggressioni all’anno, secondo la Uiltrasporti. I dati comunicati da Ferrovie dello Stato, per il periodo da gennaio a ottobre 2024, segnano un meno 19 per cento sulle aggressioni rispetto all’anno precedente. Ma nella testa dei dipendenti Trenitalia, soprattutto dei capotreno, rimbomba ancora la notizia del collega accoltellato a Genova. Eugenio Stanziale, segretario nazionale di Filt Cgil, lo denuncia da anni questo clima di terrore tra i ferrovieri: “C’entra anche la politica, non è un problema legato soltanto alla security sui treni. C'è un tavolo col governo dal 2022 ma è tutto bloccato. E, intanto, la società stressata riversa su di noi la sua scontentezza”
Il grido dei ferrovieri è unanime: “Siamo aggrediti ogni giorno solo perché facciamo il nostro lavoro. Diciamo basta”. Eccola la vita tormentata di chi indossa la divisa sui treni e subisce 300 aggressioni all’anno, secondo la Uiltrasporti. I dati comunicati da Ferrovie dello Stato, per il periodo da gennaio a ottobre 2024, segnano un meno 19 per cento sulle aggressioni rispetto all’anno precedente. Ma nella testa dei dipendenti Trenitalia, soprattutto dei capotreno, rimbomba ancora la notizia del collega accoltellato a Genova. Eugenio Stanziale, segretario nazionale di Filt Cgil, lo denuncia da anni questo clima di terrore tra i ferrovieri: “C’entra anche la politica, non è un problema legato soltanto alla security sui treni. C'è un tavolo col governo dal 2022 ma è tutto bloccato. E, intanto, la società stressata riversa su di noi la sua scontentezza”
I dati
Se 300 sono le aggressioni segnalate ogni anno ai sindacati, ci sono decine di insulti, minacce e spintoni che restano nel silenzio. E nella statistica di Trenitalia, nel diagramma delle 206 aggressioni in dieci mesi, oltre a quelle verbali e a quelle fisiche, un 11 per cento è catalogato come “sputo” contro i ferrovieri, dentro e fuori i treni. Altri numeri li ha diffusi Ferrovie di Stato “Security” e riguardano chi si occupa della sicurezza nelle stazioni e sui convogli. Tra gennaio e luglio del 2024 sono stati 69 i gesti violenti denunciati, nel 2023 invece 47. C’è un più 32 per cento ma la sua incidenza è la stessa (il 6 per cento), spiegano da Ferrovie dello Stato, perché nel frattempo il personale di FS Security è passato da 400 a 900.
Il segretario generale Uiltrasporti, Marco Verzari, aveva già lanciato l’allarme aggressioni in estate proprio su Repubblica: “I viaggiatori esasperati si sfogano con il personale. Il fenomeno è in crescita”. Adesso dice: “Basta sommare le tensioni contro il personale nel trasporto pubblico, nella cura dell’ambiente e negli ospedali per comprendere che c’è una situazione esplosiva”. Solo in Emilia Romagna, una delle regioni più calde, sono stati denunciati 19 infortuni per aggressioni dai ferrovieri, tra il primo gennaio 2024 e il 31 agosto. Nello stesso periodo, l’anno scorso erano state 12. Dati che vanno legati a un altro filone che i sindacati continuano a sottolineare: la scarsa sicurezza nelle stazioni, della quale fanno le spese anche i viaggiatori. La percentuale dei presidi è molto bassa: le stazioni italiane sorvegliate da forze dell’ordine e personale di Ferrovie sono solo il 10 per cento.
Gli aggressori
Quando scende la sera, anche se poche, le baby gang riescono a seminare il panico nelle vetture. Soprattutto in Lombardia. Aggrediscono solo per il gusto di farlo. Poi ci sono i viaggiatori senza biglietto che reagiscono al controllo una volta che il convoglio è partito o insultano i capotreno se il viaggio sfora l’orario o, ancora, se gli si chiede di togliere i piedi dal sedile. “Tra chi ci insulta e ci tratta come schiavetti ci sono anche molte personalità, come politici, registi, magistrati, giornalisti – denuncia Vincenzo Multari, segretario nazionale Fast – e non manca la frase ‘Lei non sa chi sono io’ mentre ci guardano dall’alto al basso”.
Treni regionali sotto tiro
Le stazioni meno sorvegliate sono quelle dove arrivano molti treni regionali. Le regioni rosse per le aggressioni sono l’Emilia Romagna, il Veneto, la Lombardia, il Lazio che ha un più 12 di aggressioni da gennaio a ottobre. Ezio Favetta, segretario nazionale Ugl Ferrovieri, racconta che “la metà degli aggrediti sono donne. Non si guarda in faccia a nessuno. Proprio durante lo sciopero a Caserta una collega è stata aggredita verbalmente da un viaggiatore che le ha detto ‘Fanno bene a accoltellarvi’. Da brivido”.
Le bodycam
Intanto Trenitalia sta sperimentando le bodycam installate sulle divise dei capotreno dell’Emilia Romagna: si tratta di una quarantina di dispositivi. Dal primo gennaio entreranno a regime. “C’è un buon effetto deterrente percepito anche dalla clientela – spiegano da Trenitalia – È stato richiesto dal personale di integrare la registrazione delle immagini con quella sonora, attualmente esclusa dall’autorizzazione rilasciata dal Garante della privacy per poter dare seguito anche alle minacce verbali”.
Più sicurezza nelle stazioni, sui treni e pene più aspre le chiede anche Gaetano Riccio, segretario nazionale Fit Cisl: “Un poliziotto sui treni? No, questo no. Ma vanno inasprite le pene e chiediamo che si istituisca il Daspo per allontanare i violenti, oltre a aumentare i tornelli nelle stazioni”.