Carte Pokémon e Magic, quando la passione diventa un lavoro. “Al Mondiale ho vinto 20 mila dollari”. Si guadagna anche organizzando tornei
Giulia D'AleoEra la fine degli Anni 90 quando edicole e negozi di tutto il mondo iniziavano a riempirsi di carte collezionabili. Milioni di ragazzini le acquistavano in bustine, scambiavano tra loro i doppioni e quelle indesiderate, custodivano gelosamente le più rare. A dare il via a tutto era stato Magic: the Gathering, il pionieristico gioco fantasy creato da Richard Garfield nel 1993, poi sorpassato nelle vendite dai Pokémon, forti del successo della serie televisiva, e affiancato da Yu-Gi-Oh! e altri.
Boom di carte di Pokémon in Italia
A trent’anni di distanza quei ragazzini sono ormai cresciuti, ma i giochi di carte collezionabili restano un fenomeno mondiale. Oggi gli appassionati di Magic sono più di 40 milioni e i ricavi superano il miliardo di dollari, mentre i giocatori italiani di Pokémon sono cresciuti del 50 per cento nell’ultimo anno, facendo del nostro Paese il secondo mercato europeo per eventi e partecipanti. E se per la maggior parte di loro si tratta di un passatempo, alcuni pr…
Era la fine degli Anni 90 quando edicole e negozi di tutto il mondo iniziavano a riempirsi di carte collezionabili. Milioni di ragazzini le acquistavano in bustine, scambiavano tra loro i doppioni e quelle indesiderate, custodivano gelosamente le più rare. A dare il via a tutto era stato Magic: the Gathering, il pionieristico gioco fantasy creato da Richard Garfield nel 1993, poi sorpassato nelle vendite dai Pokémon, forti del successo della serie televisiva, e affiancato da Yu-Gi-Oh! e altri.
Boom di carte di Pokémon in Italia
A trent’anni di distanza quei ragazzini sono ormai cresciuti, ma i giochi di carte collezionabili restano un fenomeno mondiale. Oggi gli appassionati di Magic sono più di 40 milioni e i ricavi superano il miliardo di dollari, mentre i giocatori italiani di Pokémon sono cresciuti del 50 per cento nell’ultimo anno, facendo del nostro Paese il secondo mercato europeo per eventi e partecipanti. E se per la maggior parte di loro si tratta di un passatempo, alcuni professionisti ne fanno un impegno a tempo pieno, con guadagni che possono arrivare a centinaia di migliaia di dollari all’anno.
Il campionato mondiale di Pokémon
Basta uno sguardo ai montepremi dei campionati mondiali: due milioni per quelli Pokémon e un milione per Magic. Per riuscire qualificarsi, però, bisogna accumulare punti durante tutto l’anno, prendendo parte a diversi tipi di tornei. A ospitare le League Challenges e le League Cups, i tornei competitivi Pokémon a livello locale, ci sono 260 negozi sparsi su tutto il territorio nazionale, spazi di ritrovo per studenti, millennial, ma anche over 50. “La mia community gestisce tornei in diversi locali di Torino – racconta Mario Barbera, 28enne, da quattro anni arbitro e organizzatore di eventi -. C’è una quota di partecipazione di 15 euro, ma noi non guadagniamo praticamente nulla, perché ognuno riceve in cambio delle buste equivalenti. Alcuni negozi invece ne approfittano, sanno che i giocatori sono disposti a pagare pur di aumentare il loro punteggio”.
"Le carte dei Pokémon sono le più economiche”
Lo step successivo sono i campionati special e quelli regionali, ospitati in ogni parte del mondo. L’iscrizione può costare da poche decine fino a un centinaio di euro, ma in palio ci sono premi in denaro, borse studio e buoni acquisto. “Le spese per iniziare a giocare sono molto basse – spiega Barbera -. Quello dei Pokémon è il gioco di carte più economico che esista: per un mazzo competitivo possono bastare anche trenta euro e i premi arrivano fino a 50 mila dollari”.
Gli italiani al Mondiale di Pokémon
La tappa finale, però, è un traguardo esclusivo. Ai campionati mondiali a Honolulu di quest’anno erano presenti 60 giocatori italiani, il doppio rispetto ai qualificati nel 2023. Tra loro c’era anche Alessandro Cremascoli, 33 anni, venti dei quali trascorsi tra le carte collezionabili. “I Pokémon sono arrivati nella scena italiana quando avevo otto anni e mi hanno conquistato da subito. Il loro marchio era ovunque, dagli zaini alle merendine. Mio padre, che aveva appena 30 anni e era un nerd giocherellone, mi ha assecondato e abbiamo iniziato a giocare a carte insieme”.
Una passione per tutte le età
Anche Lorenzo Terlizzi, 20 anni, studente universitario, ha scoperto Magic quando era molto piccolo. Le prime partite le aveva giocate con gli amici all’oratorio, capendo presto di essere anche bravo. “Quando ho saputo dell’esistenza dei tornei professionistici ho iniziato a svegliarmi anche alle tre di notte per seguirli online. Volevo portare il gioco a un livello superiore”, racconta. E così al suo primo mondiale, il MagicCon di Las Vegas dell’anno scorso, si è classificato tra i primi otto giocatori del mondo, portando a casa 20 mila dollari. “È stato importante portare il mazzo giusto. I primi anni le spese per le carte e gli spostamenti erano complicate. Quando ho iniziato avevo solo 13 anni, tutti gli altri ne avevano trenta e già lavoravano. Adesso riesco a qualificarmi sempre con un buon punteggio e ripagarmi le spese dei viaggi, oltre che a mettere qualcosa da parte”. Per Cremascoli, invece, finora i mondiali sono stati in tutto diciassette, conquistati grazie a centinaia di tornei intermedi. “Io e mio padre giriamo ogni mese l’Europa insieme. Qualche settimana fa eravamo a Lille, in Francia, quella dopo a Anzio, dopo ancora in Polonia. È la nostra routine”.
Dove giocare con le carte
Il figlio Federico, due anni d’età, probabilmente rappresenterà la terza generazione di giocatori della famiglia. “La prima trasferta l’ha fatta per i mondiali in Giappone del 2022, quando aveva solo sei mesi”, racconta Cremascoli. Le spese per le trasferte di famiglia sono tante, i guadagni abbastanza. “Dal 2018 in poi sono sempre rientrato tra i primi sedici, vincendo premi per diverse migliaia di euro l’anno. Poi ho iniziato una carriera come content creator e ho tenuto varie masterclass. Ma di recente ho deciso di dedicarmi all’apertura di un ludopub insieme a mio fratello. Mi piace l’idea che nel mio paesino di provincia, Cinisello, ci sia un luogo in cui anche mio figlio potrà coltivare questa passione”.