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Un anno senza Giulia Cecchettin, parla papà Gino: “Sono riuscito a non odiare Filippo”

Un anno senza Giulia Cecchettin, parla papà Gino: “Sono riuscito a non odiare Filippo”
(ansa)

Ospite del programma “Che tempo che fa” di Fabio Fazio: “Andremo nelle scuole con la Fondazione Giulia per insegnare ai ragazzi cosa è l’amore”

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ROMA – “Sono riuscito a non odiare Filippo”. Gino Cecchettin a un anno dalla morte della figlia Giulia, uccisa l’11 novembre dall’ex fidanzato Filippo Turetta, racconta i suoi ultimi dodici mesi in tv ospite di Fabio Fazio nella trasmissione “Che tempo che fa”.

“La vita è fatta di ostacoli che dobbiamo superare – spiega il papà di Giulia – noi genitori ne togliamo troppi ai nostri figli e invece qualche turbolenza rende forti, dobbiamo imparare dalla sconfitta ma ancora di più, dobbiamo trarne virtù. Ora con la Fondazione Giulia (dona.fondazionegiulia.org) vogliamo portare nelle scuole un’ora settimanale di educazione all’affettività. Inizieremo con il progetto tra gennaio e febbraio 2025. Dobbiamo insegnare ai bambini fin da piccoli cosa sono amore e odio, pace e guerra”.

Un anno difficilissimo ma Gino Cecchettin spiega come è riuscito a farsi forza nonostante il dolore immenso per la perdita della figlia. “Sono riuscito ad ascoltare le parole di Filippo durante il processo senza provare odio, rabbia. E questo l'ho fatto per un anno. Mi sono reso conto di quanto sia importate questo esercizio per creare valore. Però mi sono anche reso conto che attorno a me si respirava un qualcosa di negativo. È umano, è comprensibile. Tutti questi sentimenti - ha aggiunto - vengono poi immessi nel proprio ecosistema. Ma in quest'ultimo anno ho imparato a concentrarmi sul positivo".

E per pensare in positivo, "come sempre faccio - ha spiegato Cecchettin - prendo una foto di Giulia e me la guardo, e così non c'è nulla di negativo che appare nella mia vita, perché mi concentro sul bello". In quest'anno, ha osservato Cecchettin "a me è sembrato di vedere come se vivessimo in un'atmosfera dove noi singoli siamo degli individui che possono produrre ossigeno o anidride carbonica: l'ossigeno è un sentimento positivo, l'anidride carbonica è un qualcosa di negativo perché poi lo portiamo a casa, lo portiamo nelle relazioni con i nostri cari". Invece "quando recepiamo da ciò che ci accade qualsiasi elemento negativo, sta a noi decidere come reagire: se reagiamo positivamente portiamo a casa ai nostri figli, ai nostri cari un sentimento di amore, creando valore nel sistema. Viceversa, se ci facessimo sopraffare dal sentimento negativo, agiremmo in senso contrario".

"Io - ha concluso il papà di Giulia - non sono riuscito a odiare. Non so come ho fatto, però. penso che il segreto stia concentrandosi sui nostri cari che ci danno amore, che ci danno bellezza".

La fondazione Giulia: il progetto nelle scuole

"Abbiamo lavorato in modo assiduo e abbiamo creato la Fondazione Giulia Cecchettin che è stata costituita qualche settimana fa ufficialmente e che presenteremo a Montecitorio il 18 novembre. Presenteremo lì quelli che saranno i nostri progetti", continua Gino.

"Io ho cercato di portare il bello di Giulia - ha spiegato - il suo modo di vedere la vita, amava vivere, era buona e altruista. E su questa linea vorremo continuare. Abbiamo individuato il primo progetto, che abbiamo inserito anche nello statuto, che è quello di fare formazione, vorremmo insegnare la bellezza dell'amore, che tradotto significa far capire agli studenti che amare è molto meglio che odiare, fare dei piani didattici che i membri del comitato tecnico, che sono tutti professori universitari, psicologi, pedagogisti, stanno elaborando e che porteremo nelle scuole. Vorremo fare un percorso che ha la velleità di portare ad avere un'ora di educazione all'affettività nelle scuole. Questo è il mio sogno".

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