La protesta dei medici ospedalieri: “Siamo tra i meno pagati d’Europa”
di Michele BocciÈ uno dei principali motivi di protesta nei confronti del governo, che ha portato alla dichiarazione dello sciopero per il 20 di novembre. I medici italiani sono i meno pagati d’Europa, ribadisce Anaao, il principale sindacato degli ospedalieri. In Finanziaria però non ci sono risorse giudicate adeguate per migliorare la condizione. Da Anaao spiegano che “la ricerca di remunerazioni più attrattive è solo una delle motivazioni che spinge le mediche e i medici a migrare dal proprio Paese di origine e di formazione, insieme con il desiderio di una migliore organizzazione del lavoro, di maggiori opportunità di carriera e di una valorizzazione del proprio stato professionale e sociale”. Si cita una ricerca della Federazione europea dei medici salariati (Fems), che valuta le retribuzioni in base agli anni di anzianità di servizio. “Dai dati emerge chiaramente che l’Italia non valorizza economicamente i suoi professionisti, sin dal percorso di formazione specialistica”.
Quanto guadagnano gli…
È uno dei principali motivi di protesta nei confronti del governo, che ha portato alla dichiarazione dello sciopero per il 20 di novembre. I medici italiani sono i meno pagati d’Europa, ribadisce Anaao, il principale sindacato degli ospedalieri. In Finanziaria però non ci sono risorse giudicate adeguate per migliorare la condizione. Da Anaao spiegano che “la ricerca di remunerazioni più attrattive è solo una delle motivazioni che spinge le mediche e i medici a migrare dal proprio Paese di origine e di formazione, insieme con il desiderio di una migliore organizzazione del lavoro, di maggiori opportunità di carriera e di una valorizzazione del proprio stato professionale e sociale”. Si cita una ricerca della Federazione europea dei medici salariati (Fems), che valuta le retribuzioni in base agli anni di anzianità di servizio. “Dai dati emerge chiaramente che l’Italia non valorizza economicamente i suoi professionisti, sin dal percorso di formazione specialistica”.
Quanto guadagnano gli specializzandi
Riguardo agli specializzandi, cioè ai laureati che iniziano a lavorare studiando una disciplina, in Italia il loro salario è, corretto con il potere di acquisto, di circa 1.800 euro al mese netti. Si tratta del quintultimo posto in Europa, sopra solo a Spagna, Grecia, Repubblica Ceca e Slovacchia. “Paesi come Olanda, Germania, Austria e Svezia mostrano sin dall’inizio della carriera un forte investimento nella remunerazione, ma stupisce positivamente il dato di Romania, Bulgaria e Croazia, valutato a parità di potere di acquisto”. Questi Paesi intervengono proprio in quella fascia di età in cui i professionisti possono con maggiore serenità decidere dove porre le basi della vita personale, familiare e professionale. Per evitare le fughe, secondo Anaao, bisogna investire sui camici bianchi da quando sono giovani, “perché è all’esordio della carriera che è necessario fidelizzare e valorizzare un professionista nel suo territorio, per aiutarlo a radicarsi nel luogo dove è cresciuto o si è formato”.
Gli stipendi in base all’anzianità di servizio
Un’altra classe che viene presa in considerazione è quella da 0 a 10 anni di anzianità dopo l’assunzione. Il dato medio italiano è di circa 3.700 euro netti, sempre parametrati al potere di acquisto (in realtà lo stipendio assoluto è di 2-300 euro più basso). L’Olanda è sui 5.500, la Francia a 4.300, come l’Austria e la Bulgaria. La Germania a 4mila. Sei Paesi su ventuno hanno un dato più basso dell’Italia. Tra chi ha un’anzianità di 10-25 anni, sempre correggendo il dato col potere di acquisto nel singolo Paese, l’Italia è poco sotto i 4mila euro di media netti. L’Olanda sale intorno ai 6.300, e Austria e Belgio sono poco sotto i 6mila. La Francia arriva a 4.800 e la Germania a 4.500. Nel nostro Paese il salario medio resta praticamente lo stesso anche dopo i 25 anni di anzianità, mentre in altre realtà si cresce moltissimo, come in Francia, dove i camici bianchi più esperti raggiungono quasi 8 mila euro di salario. Superano o si avvicinano ai 6.000 Olanda, Belgio, Austria Germania Bulgaria. “Proprio all’apice della carriera, dai cinquant’anni in poi, si vede che i nostri salari si fermano”, dicono da Anaao.
"Non è solo una questione di soldi”
Alessandra Spedicato, presidente di Ferms, e Pierino Di Silverio, segretario Anaao, commentano: “Il quadro italiano in rapporto all’Europa appare molto allarmante, anche considerando gli ultimi dati Censis che evidenziano come nel periodo 2015-2022 i salari dei dirigenti medici in Italia siano calati del 6,2% e la spesa dei contratti a tempo indeterminato diminuita del 2,8%”. Spedicato e Di Silverio aggiungono che a spingere a lasciare gli ospedali, circa 8mila medici nell’ultimo anno e mezzo, non sono solo gli stipendi “ma anche le condizioni di lavoro, penalizzate dalle mancate assunzioni, le scarse possibilità di carriera, visto che solo 12% arriva ai livelli apicali, di cui appena il 2% donne, inficiate da scelte politiche che non premiano il merito, il mancato rispetto dei contratti sottoscritti, la deficitaria sicurezza dovuta al crescere delle aggressioni e le denunce civili e penali che sono 35mila l’anno”.