ROMA — Pillole blu a sostegno della virilità dei campani, che hanno anche problemi di reflusso, rimedi contro tristezza e ansia rispettivamente per toscani e liguri, grande adesione alla contraccezione tra le donne sarde. Il giro d’Italia dei farmaci fa crollare vecchie credenze e riflettere su certe enormi differenze di prescrizione tra una regione e l’altra, con i cittadini che spesso scelgono di comprarsi privatamente i medicinali anche quando potrebbero non pagarli. Ovunque cresce l’utilizzo degli antidiabetici che fanno anche dimagrire.
Il rapporto Aifa
I dati sono tutti dentro il nuovo rapporto Osmed di Aifa, l’agenzia del farmaco. Prima di tutto, c’è una crescita dei consumi, tanto che ormai siamo arrivati a quasi due medicine al giorno per ciascun…
ROMA — Pillole blu a sostegno della virilità dei campani, che hanno anche problemi di reflusso, rimedi contro tristezza e ansia rispettivamente per toscani e liguri, grande adesione alla contraccezione tra le donne sarde. Il giro d’Italia dei farmaci fa crollare vecchie credenze e riflettere su certe enormi differenze di prescrizione tra una regione e l’altra, con i cittadini che spesso scelgono di comprarsi privatamente i medicinali anche quando potrebbero non pagarli. Ovunque cresce l’utilizzo degli antidiabetici che fanno anche dimagrire.
Il rapporto Aifa
I dati sono tutti dentro il nuovo rapporto Osmed di Aifa, l’agenzia del farmaco. Prima di tutto, c’è una crescita dei consumi, tanto che ormai siamo arrivati a quasi due medicine al giorno per ciascun cittadino, cioè 1.900 dosi ogni 1.000 abitanti. Ma sale anche la spesa, quella pubblica del 5,7%, (passa da 23,5 a 24,8 miliardi), quella privata ancora di più, del 10%. I cittadini sborsano oltre 10 miliardi l’anno, dei quali 7,1 per comprarsi i farmaci di classe C (con ricetta obbligatoria) o da banco (si chiamano Sop e Otc).
Gli antidolorifici i più venduti
La priorità degli italiani, quando entrano in farmacia, è abbattere la febbre e ridurre il dolore. Il blockbuster infatti è il paracetamolo, che ha tanti nomi commerciali, come Tachipirina o Efferalgan, e fa incassare a chi lo produce 405 milioni. Segue un prodotto che ha avuto grande diffusione durante la pandemia, cioè l’ibuprofene (ha tanti nomi, Brufen o Spididol ad esempio) con 275 milioni. Anche in questo caso l’obiettivo è per abbassare la temperatura ma anche per combattere infiammazioni. È invece soprattutto antidolorifico, in quanto anti infiammatorio, il terzo classificato, cioè il diclofenac. Per Voltaren, Dicloreum e tanti altri ancora si spendono in Italia 181 milioni l’anno.
Ansiolitici e Viagra
A seguire c’è la prima benzodiazepina, per curare ansia e insonnia. Ogni anno gli italiani spendono in media oltre due euro a testa, 139 milioni in tutto per l’alprazolam, cioè lo Xanax. Tra i primi dieci ci sono due medicinali che combattono la disfunzione erettile. Per il tadalafil (Cialis) vanno via 129 milioni l’anno, per il vecchio Viagra, cioè il sildenafil, 96. Va ricordato che per tutti i medicinali acquistati dai cittadini esistono anche i generici, che in Italia non sono molto amati, anche se permettono di spendere meno. Spesso si sceglie il farmaco di marca, cosa che fa spendere un miliardo quando si ha bisogno di un medicinale di fascia A, che potrebbe essere gratuito se si acquista il generico.
La disfunzione erettile in Campania
Riguardo ai consumi nelle singole regioni, i farmaci per la disfunzione erettile, quasi esclusivamente a carico dei cittadini, vanno forte in Campania. Se ne consumano infatti 7,6 dosi ogni mille abitanti (uomini) al giorno. Seguono Lazio e Toscana. In fondo alla classifica c’è la Basilicata, dove se ne consumano la metà, cioè 3,7. I maggiori consumi di benzodiazepine, vecchi farmaci per ansia e insonnia come Valium e Xanax a carico dei pazienti li ha l’anziana Liguria (70,2 per mille abitanti), seguita da Piemonte e Sardegna. Molise, Puglia, Basilicata e Sicilia stanno molto più in basso, tra i 25 e i 28. In questo caso vivere al sud fa bene all’umore. Sempre per un problema psicologico, la depressione, il consumo dei farmaci (a carico dello Stato) tocca il livello massimo in Toscana. Che non è tanto felix, anche se da tempo c’è chi dice che le alte prescrizioni sono dettate dalla capacità di intercettare il problema. Comunque, 69,3 toscani su mille l’anno scorso hanno preso un antidepressivo. Seguono la solita Liguria e la provincia di Bolzano. Sempre al Sud, in Campania, Puglia e Sicilia ad esempio, si resta sotto 40.
La crescita della pillola contraccettiva
L’utilizzo della pillola contraccettiva in questi hanno è cresciuto tantissimo, passando da 110 dosi per mille donne in età fertile nel 2016 a 145 l’anno scorso. Ampiamente in testa è la Sardegna, con 294, seguita da Valle d’Aosta e Liguria. Per avere un’idea delle differenze regionali, la Campania è sotto 60, la Basilicata a 62.
Reflusso e colesterolo
Il Sud finisce in cima alle classifiche quando per i farmaci contro il reflusso. In Campania li hanno consumati in 122 su mille ogni giorno, seguono Basilicata e Calabria. In Umbria e in Toscana, per dire, sono a 50 e 56. E sempre la Campania è al top anche per i medicinali anti colesterolo (29,7 per mille), seguita sempre da Basilicata e Calabria.