Nel 2024 aumentano le emissioni di anidride carbonica. Segnali positivi in Europa (Italia esclusa)
di Elena DusiLe emissioni di gas serra causate dai combustibili fossili continuano ad aumentare. L’importanza di ridurre l’anidride carbonica è nota e i disastri causati dal cambiamento climatico si susseguono sul pianeta, eppure anche il 2024 si è concluso con un bilancio peggiore del 2023.
L’Europa campionessa di ambiente
Le eccezioni di Europa e Stati Uniti, capaci di ridurre le proprie emissioni rispetto all’anno scorso rispettivamente del 3,8% e dello 0,6%, dimostrano però che invertire la rotta è possibile.
Anche la Cina ha tassi di crescita in rallentamento: è passata dal più 7,5% del decennio 2004-2013 al più 1,9% del decennio attuale, con un più 0,2% nel 2024. Con questi numeri non è impossibile immaginare che i gas serra inizieranno a diminuire, in un futuro purtroppo non ancora prossimo.
Il rapporto del 2024
Il rapporto del Global Carbon Project - un gruppo di scienziati che monitora le emissioni di gas serra in atmosfera – è appena stato pubblicato. Anche se alla fine del 2024 manca ancora un mese e mezzo, l’andamento dell’inquinamento può già essere ricostruito.
Quest’anno l’atmosfera si è arricchita di altri 37,4 miliardi di tonnellate di anidride carbonica generati dai combustibili fossili, lo 0,8% in più dell’anno scorso. Ci sono stati però 22 paesi che hanno visto calare le loro emissioni nell’ultimo decennio senza per questo ridurre il loro Pil.
I paesi virtuosi (assente l’Italia)
Oltre agli Stati Uniti, la maggior parte di queste nazioni virtuose si trova in Europa. Si tratta di Svezia, Finlandia, Norvegia, Francia, Germania, Svizzera, Regno Unito, Spagna, Portogallo, Belgio, Danimarca, Olanda Repubblica Ceca, Estonia, Romania e Slovenia. Fuori Europa le emissioni sono calate in Nuova Zelanda e Corea del Sud
L’Italia è uno dei pochi paesi europei a non figurare nell’elenco. Non stupisce, visto il discorso appena tenuto dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla Cop29 di Baku, che mette l’economia al primo posto rispetto all’ambiente (“È prioritario che la decarbonizzazione tenga conto della sostenibilità dei nostri sistemi produttivi e sociali”) e nega che vi siano fonti alternative ai combustibili fossili disponibili oggi.
La ricetta per ridurre le emissioni
L’esempio dei 22 paesi che hanno diminuito le emissioni senza smettere di crescere dimostra invece che economia e ambiente non sono in contrapposizione. L’aumento degli eventi climatici estremi con danni che superano i dieci miliardi invita anche a riflettere meglio sul rapporto fra riscaldamento climatico e denaro.
I paesi virtuosi, prosegue il rapporto di Carbon Budget, hanno tutti in comune l’aver ridotto la quantità di energia necessaria a generare un punto di Pil. Questo risultato è stato ottenuto tramite l’efficienza, l’uso delle rinnovabili e il passaggio da un combustibile fossile molto inquinante come il carbone a uno leggermente meno inquinante come il gas.
Gli esempi opposti: Gran Bretagna e India
L’uso del carbone è diminuito in molti paesi del mondo: oggi è al livello minimo degli ultimi 120 anni. La Gran Bretagna, che ha chiuso pochi mesi fa la sua ultima centrale con questo combustibile e ha spinto molto sull’installazione dell’eolico, ha addirittura dimezzato le emissioni di anidride carbonica rispetto agli anni ’90.
Il carbone è aumentato però nel corso del 2024 in India, che ha visto le sue emissioni crescere del 4,6%. Con l’8% di tutta l’anidride carbonica emessa nel mondo (3,2 miliardi di tonnellate) e nessun segno di rallentamento, Nuova Delhi è oggi il terzo paese più inquinante, dopo Cina (12 miliardi di tonnellate, quasi un terzo del mondo) e Stati Uniti (4,9) e prima dell’Unione Europea (2,4).
Gli aerei, tornati a volare dopo il Covid, hanno visto aumentare le loro emissioni del 13,5% quest’anno, con un contributo importante dei jet privati. In Cina per la prima volta è diminuito il contributo all’inquinamento fornito dal petrolio per merito della diffusione delle auto elettriche.
Gli incendi, il fardello che non ci voleva
Caldo e siccità hanno fatto aumentare gli incendi nel 2024, che insieme alla deforestazione hanno dato un contributo enorme alle emissioni di anidride carbonica: 4,2 miliardi di tonnellate nei primi dieci mesi dell’anno (poco meno degli Stati Uniti): mezzo miliardo in più rispetto al 2023. I paesi più colpiti sono stati Brasile e Canada.
Poiché caldo e siccità sono fra le conseguenze del riscaldamento climatico, gli scienziati temono che si crei un circolo vizioso che renda la strada verso la riduzione delle emissioni ancora più in salita.