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“Ecco quando per la rinoplastica ci vuole l’anestesista e come si interviene sulle emergenze”

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Parla il presidente della società dei rianimatori: “Anche l’anestesia locale può provocare reazioni avverse gravi”
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Antonino Giarratano è presidente della Siaarti, cioè la società scientifica degli anestesisti e rianimatori. Interviene sul caso della ragazza morta a Roma facendo considerazioni di carattere generale rischi degli interventi di rinoplastica, sulle procedure di sicurezza e su come intervenire in caso di emergenza.

Dottore, quale tipo di anestesia si fa negli interventi di rinoplastica?

“Ci sono due possibilità. Se va giusto fatta un’operazione più superficiale può essere usata una anestesia locale, come quella che si fa dal dentista, per intendersi, o per altri piccoli interventi. Se invece l’intervento è sul setto o sulle ossa nasali, che talvolta vengono rotte e riallineate per ottenere il risultato estetico, allora potrebbe non bastare l’anestesia locale ma servire una sedazione da moderata a profonda, o addirittura l’anestesia generale”.

Che tipo di assistenza medica è necessaria nei due casi che ha citato?

“Nel primo, basta il medico chirurgo, che dovrebbe essere formato per i pro…

Antonino Giarratano è presidente della Siaarti, cioè la società scientifica degli anestesisti e rianimatori. Interviene sul caso della ragazza morta a Roma facendo considerazioni di carattere generale rischi degli interventi di rinoplastica, sulle procedure di sicurezza e su come intervenire in caso di emergenza.

Dottore, quale tipo di anestesia si fa negli interventi di rinoplastica?

“Ci sono due possibilità. Se va giusto fatta un’operazione più superficiale può essere usata una anestesia locale, come quella che si fa dal dentista, per intendersi, o per altri piccoli interventi. Se invece l’intervento è sul setto o sulle ossa nasali, che talvolta vengono rotte e riallineate per ottenere il risultato estetico, allora potrebbe non bastare l’anestesia locale ma servire una sedazione da moderata a profonda, o addirittura l’anestesia generale”.

Che tipo di assistenza medica è necessaria nei due casi che ha citato?

“Nel primo, basta il medico chirurgo, che dovrebbe essere formato per i problemi che comunque può provocare l’anestesia locale, quando si verifica una complicanza. E’ compito di tutti i medici saper fare una rianimazione cardiopolmonare, in attesa che intervenga un soccorso più qualificato, come quello del 112. Se invece si parla di sedazione, è necessario che sia presente un anestesista. Lo dicono le norme”.

Quali possono essere i rischi dell’operazione?

“Intanto, il setto nasale è una zona molto vascolarizzata, se c’è sedazione o anestesia generale si evita più facilmente il rischio che il sangue finisca nella bocca e da qui ai polmoni, perché si proteggono le vie aeree evitando un’insufficienza respiratoria. Ma, appunto, dipende dal tipo di intervento, perché il sanguinamento è più probabile perché si interviene su setto e ossa nasali”.

Per quanto riguarda i problemi legati ai farmaci, invece?

“L’anestetico locale può essere pericoloso se entra nel circolo del sangue, perché se avviene provoca un’aritmia cardiaca e le convulsioni, tipici effetti avversi legati a questo tipo di farmaci. Come dicevo, i medici devono essere formati per affrontare questi eventi. Ma il problema può essere anche una reazione allergica al farmaco, che sia lo stesso anestetico locale o quello per la sedazione moderata o profonda e l’anestesia generale. In questo caso può esserci broncocostrizione, spasmo o shock. Bisogna che il personale sia formato anche per queste evenienze. Come ho detto, si usa la sedazione o l’anestesia generale deve comunque essere presente l’anestesista”.

Come fanno i pazienti a sapere di quali strutture fidarsi?

“Intanto, i centri ai quali ci si rivolge devono essere accreditati dal sistema sanitario regionale. Ci sono diversi tipi di accreditamento, a seconda che si faccia appunta la sola anestesia locale oppure si affrontino procedure che comportano la perdita di coscienza. Se c’è una sedazione profonda, ad esempio, deve essere presente un professionista formato come l’anestesista e devono esserci anche tutte le tecnologie necessarie, come carrello di emergenza, defibrillatore, attrezzature per la gestione delle vie aeree e della ventilazione. Sempre tenendo conto che quando si fa una procedura farmacologica medica il rischio zero non esiste”.

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