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Salvatore Luongo alla guida dei carabinieri, passa la linea Crosetto

Salvatore Luongo è il nuovo comandante dei Carabinieri

 

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Nuovo comandante il generale che diceva: “Dobbiamo battere la paura”. Vinte le ultime resistenze, alla fine il suo nome mette tutti d’accordo
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«La nomina del generale Luongo come nuovo comandante generale dei carabinieri è passata in consiglio dei ministri all’unanimità, senza una sola discussione. E in meno di un minuto. La scelta era stata fatta, con grande difficoltà visto il valore dei possibili candidati, nelle settimane precedenti, in totale accordo e assoluta serenità”. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha vinto. Ma non vuole stravincere. Salvatore Luongo, il carabiniere “contro la paura”, che sin dal principio era stato il suo candidato alla successione di Teo Luzi, è il nuovo comandante generale dell’Arma nonostante le forti resistenze che c’erano state all’interno dell’esecutivo più che per il metodo scelto da Crosetto (“decido io”) che per il profilo di Luongo, sul quale nessuno in queste settimane ha avuto parole di critiche.

«La nomina del generale Luongo come nuovo comandante generale dei carabinieri è passata in consiglio dei ministri all’unanimità, senza una sola discussione. E in meno di un minuto. La scelta era stata fatta, con grande difficoltà visto il valore dei possibili candidati, nelle settimane precedenti, in totale accordo e assoluta serenità”. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha vinto. Ma non vuole stravincere. Salvatore Luongo, il carabiniere “contro la paura”, che sin dal principio era stato il suo candidato alla successione di Teo Luzi, è il nuovo comandante generale dell’Arma nonostante le forti resistenze che c’erano state all’interno dell’esecutivo più che per il metodo scelto da Crosetto (“decido io”) che per il profilo di Luongo, sul quale nessuno in queste settimane ha avuto parole di critiche.

Venerdì il passaggio di consegne

Si è dovuti arrivare, però, all’ultimo giorno utile: venerdì ci sarà il passaggio di consegne perché scade l’incarico di Luzi. Se il cdm ieri non avesse deciso, si sarebbe dovuti andare con un incarico temporaneo. Non una bella condizione. “Ma il Governo – ha detto sempre Crosetto – era assolutamente consapevole di quando fosse necessario preservare il vertice di un’istituzione come l’Arma, da qualunque possibilità di strumentalizzazione”, nello smentire qualsiasi frizione con altri pezzi del governo e di Fratelli d’Italia. “Non ci sono vinti e vincitori in questa scelta” ha detto diplomaticamente. “Lo dico ora per rispetto dell’amore di verità e di rispetto verso le istituzioni”. Il riferimento è a quello che è accaduto con gli altri due aspiranti comandante. Due generali di assoluto valore, dati dalle stesse voci dei parlamentari di maggioranza come preferiti dai due sottosegretari di Palazzo Chigi: Alfredo Mantovano sarebbe stato felice se nella terna fosse stato scelto Mario Cinque. Mentre Giambattista Fazzolari vedeva di buon occhio Riccardo Galletta. Ma, tant’è. Luongo è il nuovo comandante al termine di una carriera di primo livello sul campo. E negli uffici.

Chi è Salvatore Luongo

Napoletano di nascita, classe 1962, è stato comandante provinciale a Roma e Milano, per otto anni con quattro ministri diversi (Guerini, Pinotti, Trenta e fino a dicembre con Crosetto) è stato capo dell’ufficio legislativo della Difesa. “L’Arma è una vecchia signora, ma ha fatto tanti lifting” diceva anni fa i un’intervista all’Espresso. «Il carabiniere oggi deve essere la sentinella non solo della sicurezza ma anche del degrado, che spesso incide sulla percezione di insicurezza e dunque sulla paura. Alimentare la fiducia. Cancellare l’insicurezza, questo è il nostro obiettivo». Negli anni ha lavorato nella lotta alla criminalità organizzata e nella cooperazione internazionale contro il terrorismo. Ed è stato tra i primi a credere alla tecnologia, sia a Milano sia a Roma, come possibilità per contrastare ma anche prevenire i reati, soprattutto in tema di sicurezza urbana. Il punto era però non perdere mai il contatto con il territorio. Da comandante provinciale teorizzava che non era possibile pronunciare la frase: «Non è di nostra competenza». «Fare delle nostre stazioni una porta aperta dove tutti possano trovare una risposta: si tratta di rendere la nostra presenza più aderente alle aspettative della comunità». «Siamo orgogliosi della nomina di Longo» ha detto la premier, Giorgia Meloni. «Sono convinta che la sua competenza ed esperienza serviranno a guidare al meglio i nostri carabinieri, orgoglio nazionale e forza armata ammirata e apprezzata in patria e all’estero». «È bello che la nomina di Salvatore sia arrivata proprio oggi» dice un suo vecchio amico dell’Arma. È il 12 novembre, ventuno anni dopo la strage di Nassiriya.

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