Morte di Margaret, intervista all’esperto: “Mai fidarsi di chi utilizza l’appartamento come clinica”
di Michele BocciFranco Bassetto, ordinario a Padova, è presidente eletto della Società di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica (Sicpre). “Il nostro è un atto medico, per sua natura rischioso, venire da noi non è come andare dall’estetista”, dice.
Come si evitano i rischi, professore?
“Innanzitutto, scegliendo chirurghi esperti. Il primo consiglio è di parlare con il proprio medico curante, che conosce la storia del paziente e può consigliarlo. La Sicpre ha 1.500 iscritti tra medici universitari, ospedalieri e liberi professionisti i cui nomi sono disponibili sul nostro sito. Valutiamo attentamente tutti i curriculum prima di ammettere un collega”.
A proposito di internet, molti chirurghi estetici si fanno pubblicità sui social. Che ne pensa?
“Il chirurgo non si sceglie da un sito. Quello può dare un’informazione, che deve comunque essere poi verificata. Purtroppo, ci sono ragazzini che vanno su Tik Tok per decidere quale dottore li opererà. I bellissimi siti acchiappa-pazienti, però, non sign…
Franco Bassetto, ordinario a Padova, è presidente eletto della Società di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica (Sicpre). “Il nostro è un atto medico, per sua natura rischioso, venire da noi non è come andare dall’estetista”, dice.
Come si evitano i rischi, professore?
“Innanzitutto, scegliendo chirurghi esperti. Il primo consiglio è di parlare con il proprio medico curante, che conosce la storia del paziente e può consigliarlo. La Sicpre ha 1.500 iscritti tra medici universitari, ospedalieri e liberi professionisti i cui nomi sono disponibili sul nostro sito. Valutiamo attentamente tutti i curriculum prima di ammettere un collega”.
A proposito di internet, molti chirurghi estetici si fanno pubblicità sui social. Che ne pensa?
“Il chirurgo non si sceglie da un sito. Quello può dare un’informazione, che deve comunque essere poi verificata. Purtroppo, ci sono ragazzini che vanno su Tik Tok per decidere quale dottore li opererà. I bellissimi siti acchiappa-pazienti, però, non significano niente. Va visto come lavorano queste persone”.
E quando si incontra lo specialista a cosa si deve fare attenzione?
“Già parlando un medico ci si può rendere conto di tante cose. Poi l’ambiente conta, ad esempio se si viene ricevuti in un appartamento ci si deve insospettire. Per esercitare la nostra professione ci vuole un ambiente idoneo, un ospedale dove si fa libera professione o una clinica”.
C’è chi offre, come il medico del caso di Roma, di rifare il naso in 20 minuti. E’ possibile?
“I tempi e i costi possono far capire molte cose. Venti minuti sono pochi. E che dire di chi offre il botox a 30 euro rispetto ai 250 che ti propongono altri dottori? DI fronte a queste differenze di prezzo il paziente si deve fare qualche domanda. E, ribadisco, confrontarsi sempre con il proprio medico. L’amica che ti dà il consiglio perché magari a lei in un certo studio le cose sono andate bene non basta”.
Lei lavora in libera professione, arrivano giovani pazienti che chiedono interventi inappropriati?
“Sì, ci sono quelle che definisco proposte indecenti, come quando giovani pazienti chiedono protesi al seno spropositate. Io le faccio ragionare, dico che magari a 20 anni possono piacergli ma poi invecchieranno e il loro corpo cambierà forma. Diventeranno grottesche”.
Secondo lei i medici disincentivano i giovani che fanno questo tipo di richieste?
“Me lo auguro. Il medico ha fatto il giuramento di Ippocrate, non deve nuocere alla salute del paziente, quindi dovrebbe sconsigliare certe procedure in certi casi. Certo, la chirurgia estetica può dare sicurezza e ormai il concetto di salute, lo ha detto anche l’Oms, non è solo l’assenza di malattia ma anche il benessere psicofisico generale. Quindi, se rifare un naso serve ad aiutare una persona insicura, va bene. Ma il medico deve rendersi conto della psicologia di chi ha di fronte, quando conduce la visita. Non siamo al supermercato e nemmeno su Tik Tok. Quando si parla, ad esempio, di armonia di un volto, bisogna sempre essere realisti su quello che si può ottenere o non ottenere”.
Sono sempre più diffusi anche gli interventi di medicina estetica, cosa ne pensa?
“Si tratta di procedure non invasive che migliorano la qualità cutanea e possono avere un effetto riempitivo sulle rughe. Anche quelle devono essere affrontate da professionisti seri e purtroppo in questo campo in Italia non esiste una specializzazione ministeriale. Può usare i filler qualunque medico, anche i dentisti. Ma i rischi ci sono, possono esserci effetti avversi anche drammatici, che magari non portano a morte ma a necrosi. Ai pazienti consiglio di farsi sempre dare l’attestazione sul tipo di materiale utilizzato, che ha codici e tempi di scadenza”. Lei è professore e forma i chirurghi plastici ed estetici. Cosa vogliono fare questi giovani medici nel futuro?
“Purtroppo la tendenza di tutti questi giovani colleghi è di buttarsi nel privato. In ambito ospedaliero o universitario le crescite di carriera hanno tempi lunghi, ma i giovani hanno fretta”.