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Piccole case editrici escluse dai fondi del ministero della Cultura: “Presi a porte in faccia”

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Su 6 milioni di euro previsti, assegni solo per 900mila euro. La denuncia: “Non hanno accettato le firme digitali, abbiamo chiesto spiegazioni e ci hanno risposto che chiamavano i carabinieri”
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ROMA – C’è un bando del ministero della Cultura, ancora guidato, nella prima parte del 2024, dall’ex ministro Gennaro Sangiuliano, che ha distribuito un settimo dei fondi a disposizione e ha escluso dai finanziamenti almeno sei piccole imprese editoriali poiché non avevano presentato la documentazione sull’identità in versione cartacea, ma solo firme digitali.

Un rimborso da 5mila euro

L'avviso contestato è stato gestito dal Cepell, il Centro per il libro e la lettura insediato dal 2007, in autonomia, all’interno del ministero: si occupa di promuovere la diffusione dei libri nel Paese. In questo caso, il bando prevedeva di erogare contributi a fondo perduto in favore della piccola editoria – fino a un massimo di 5mila euro per ogni casa – per coprire le spese sostenute per l'affitto di spazi di esposizione. Sono i costi che gli editori hanno affrontato nel 2021-2023 per partecipare a saloni dedicati e fiere culturali, nazionali e internazionali.

Gli esclusi sono stati 88

La domanda er…

ROMA – C’è un bando del ministero della Cultura, ancora guidato, nella prima parte del 2024, dall’ex ministro Gennaro Sangiuliano, che ha distribuito un settimo dei fondi a disposizione e ha escluso dai finanziamenti almeno sei piccole imprese editoriali poiché non avevano presentato la documentazione sull’identità in versione cartacea, ma solo firme digitali.

Un rimborso da 5mila euro

L'avviso contestato è stato gestito dal Cepell, il Centro per il libro e la lettura insediato dal 2007, in autonomia, all’interno del ministero: si occupa di promuovere la diffusione dei libri nel Paese. In questo caso, il bando prevedeva di erogare contributi a fondo perduto in favore della piccola editoria – fino a un massimo di 5mila euro per ogni casa – per coprire le spese sostenute per l'affitto di spazi di esposizione. Sono i costi che gli editori hanno affrontato nel 2021-2023 per partecipare a saloni dedicati e fiere culturali, nazionali e internazionali.

Gli esclusi sono stati 88

La domanda era da consegnare entro il 29 marzo 2024, la comunicazione dei vincitori è arrivata il 27 giugno. Bene, sono stati 267 i partecipanti e 179 gli aggiudicatari di investimenti. Ottantotto gli esclusi.

La dotazione finanziaria del bando era di 6.008.000 euro, ma di questa ne sarà distribuita soltanto un settimo: 900mila euro. E ora tra gli esclusi c’è chi racconta: "Non siamo stati ammessi perché non abbiamo presentato la carta d'identità, ma solo firmato i documenti digitalmente. Ce lo hanno scritto in una Pec. Insieme a noi tante altre case editrici hanno avuto lo stesso trattamento, alcune avevano presentato la carta d’identità, ma non la firma digitale. Un caos”.

Gianluca Lucia, editore della Rondine 

È Gianluca Lucia, della Rondine Edizioni, saggistica e narrativa, sede amministrativa a Catanzaro. Spiega: “Il 15 luglio ho chiesto specifiche sulle motivazioni della non ammissione, come da regolamento, attraverso una Pec. Non è arrivata alcuna risposta. Allora, insieme ad altri cinque editori abbiamo inviato una mail al direttore del Cepell, Luciano Lanna. Il silenzio. Il primo agosto ho raggiunto gli uffici del Centro per il libro, a Roma: non era accettabile che l’esclusione potesse ridursi alla mancata presentazione della carta d'identità. Peraltro, su questo punto non esisteva alcuna indicazione nel bando. Sono riuscito a incontrare una funzionaria, con cui avevo già scambiato alcune battute al telefono, mi ha detto che mancavano sia la carta di identità che il bilancio. Avrebbe dovuto sapere che come ditta individuale non ho alcun obbligo di presentare un bilancio. Ho insistito avanzando le mie ragioni, la funzionaria ha minacciato che avrebbe chiamato i carabinieri e mi ha chiuso la porta in faccia”.

Nella sua presentazione, il Cepell si definisce “luogo di incontro, di dialogo e di scambio per gli operatori pubblici e privati”. L’editore di Rondine decide di rivolgersi alla Consob, la commissione per le società e la borsa, e viene indirizzato all’Autorità Garante del mercato, che, però, si dichiara incompetente.

"Il Cepell non ha controllato i requisiti di ammissione”, dice Gianluca Lucia, “si sono fermati agli elementi burocratici del bando. La firma digitale è chiaramente un documento valido, fornito dalla Camera di commercio sulla base del documento cartaceo e spinto da tutte le pubbliche amministrazioni. L’avviso pubblico, peraltro, chiedeva l’invio della domanda attraverso una Pec e non specificava alcuna richiesta della carta d’identità. La cultura non può essere gestita con questa miopia”.

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