ROMA – La Commissione europea, dopo aver istruito la pratica a luglio 2023, in queste ore ha inviato un “parere motivato” all’Italia in cui spiega che i cacciatori del nostro Paese non hanno rispettato la Direttiva uccelli e il Regolamento Reach. La prima è una legge del 1979 che tutela i volatili selvatici, il loro habitat e la loro cova. Diversi atti legislativi consentono la pratica dell’attività venatoria in periodi dell’anno in cui a livello europeo è proibita e persino nelle zone protette. Il secondo impedisce l’utilizzo delle munizioni di piombo nelle zone umide, ecosistema delicato, e in Italia questo limite è stato ampiamente valicato, grazie al silenzio-assenso delle Regioni (quattordici su venti sono in mano al centrodestra) a cui il Governo sul tema ha passato poteri.
ROMA – La Commissione europea, dopo aver istruito la pratica a luglio 2023, in queste ore ha inviato un “parere motivato” all’Italia in cui spiega che i cacciatori del nostro Paese non hanno rispettato la Direttiva uccelli e il Regolamento Reach. La prima è una legge del 1979 che tutela i volatili selvatici, il loro habitat e la loro cova. Diversi atti legislativi consentono la pratica dell’attività venatoria in periodi dell’anno in cui a livello europeo è proibita e persino nelle zone protette. Il secondo impedisce l’utilizzo delle munizioni di piombo nelle zone umide, ecosistema delicato, e in Italia questo limite è stato ampiamente valicato, grazie al silenzio-assenso delle Regioni (quattordici su venti sono in mano al centrodestra) a cui il Governo sul tema ha passato poteri.
Il rischio deferimento alla Corte di giustizia
Questo parere motivato è l’anticamera, secondo prassi, di una condanna con relativa sanzione pecuniaria. “Si fa sempre più concreto il deferimento del nostro Paese alla Corte di giustizia dell’Unione europea per la violazione delle norme sulla caccia”, scrivono dieci associazioni ambientaliste e animaliste.
La Commissione ricorda di aver inviato una lettera di costituzione in mora lo scorso febbraio. Il nostro governo ha provato a modificare la legislazione nazionale in zona Cesarini, ma il piano nazionale che ne è scaturito – king maker il leghista ligure Francesco Bruzzone – conteneva ancora disposizioni confliggenti la Direttiva uccelli. L’esecutivo di centrodestra ora ha due mesi per rispondere alla Commissione europea e adottare le misure richieste. Bisogna ricordare che sono sedici le procedure di infrazione europee aperte, tra cui, appunto, quella sulla caccia.
Wwf Italia, Legambiente, Lipu, l’Ente nazionale protezione animali e altre sei associazioni commentano: “Questa procedura di infrazione, entrata nella sua seconda fase, è figlia di una politica del governo fatta di regali e concessioni al mondo venatorio e ai produttori di armi e munizioni e contro la biodiversità. Nei mesi passati ci siamo più volte appellati a Governo e maggioranza per chiedere il ritorno alla legalità, evitando così il rischio di multe salate e ripristinando quei criteri minimi di tutela della fauna selvatica sempre più in declino. Il governo ha preferito inseguire la strada del consenso venatorio compiacendo una ristretta categoria che depreda il patrimonio collettivo della fauna selvatica. Chi è contrario alla caccia, dovrebbe pagare per le illegalità dei cacciatori: il danno e la beffa".
La sanzione minima è di 7 milioni
Non si tratta di piccole contravvenzioni, quelle che il Paese rischia: l’eventuale sanzione prevede una cifra forfettaria minima, che per l’Italia è pari a 7 milioni di euro, a cui si aggiungerebbe una penalità di mora che ammonta a poco più di 8.500 euro per ogni giorno di inadempienza.
La presidente di Alleanza verdi e sinistra Luana Zanella ricorda: “Abbiamo detto e ridetto che in questo modo si infrangono le norme europee, oltre che quelle del buon senso e dei criteri scientifici. Se il Governo non cambia rotta, il nostro Paese passa da infrazione a infrazione".
Caccia magazine, voce del mondo venatorio, a proposito scrive: “Né la Commissione, né la Corte di giustizia e neppure il Parlamento europeo possono modificare la normativa nazionale”.