Arriva il freddo e i pronto soccorso si riempiono. L’appello: “Fate il vaccino contro l’influenza”
di Michele BocciArriva il freddo e i pronto soccorso si preparano all’assalto. Gli accessi hanno già iniziato ad aumentare rispetto all’anno scorso e intanto gli organici delle strutture di emergenza sono sempre più in difficoltà. “È doveroso lanciare ancora una volta l’allarme, questa è davvero l’ultima occasione per correre ai ripari, proteggendo sé stessi ma soprattutto i nostri anziani, approfittando di questi giorni per gare il vaccino contro l’influenza e il richiamo contro il Covid”. L’appello arriva da Fabio De Iaco, il presidente della società di medicina di urgenza, Simeu, e da Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in Igiene di Milano e dell’ospedale Galeazzi.
Un’emergenza nota
I primi dati dell’influenza parlano già di 1,3 milioni di italiani colpiti, con un’incidenza simile a quella dell’anno scorso, quando alla fine ben 14 milioni di cittadini sono stati contagiati. “Non ci piace parlare di emergenza perché andiamo incontro a una situazione ampiamente prevista, …
Arriva il freddo e i pronto soccorso si preparano all’assalto. Gli accessi hanno già iniziato ad aumentare rispetto all’anno scorso e intanto gli organici delle strutture di emergenza sono sempre più in difficoltà. “È doveroso lanciare ancora una volta l’allarme, questa è davvero l’ultima occasione per correre ai ripari, proteggendo sé stessi ma soprattutto i nostri anziani, approfittando di questi giorni per gare il vaccino contro l’influenza e il richiamo contro il Covid”. L’appello arriva da Fabio De Iaco, il presidente della società di medicina di urgenza, Simeu, e da Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in Igiene di Milano e dell’ospedale Galeazzi.
Un’emergenza nota
I primi dati dell’influenza parlano già di 1,3 milioni di italiani colpiti, con un’incidenza simile a quella dell’anno scorso, quando alla fine ben 14 milioni di cittadini sono stati contagiati. “Non ci piace parlare di emergenza perché andiamo incontro a una situazione ampiamente prevista, che però porta comunque un gran numero di italiani a letto, e intasa i pronto soccorso e i letti ospedalieri”. L’intento è quello di uscire dalla classica dinamica dell’autunno inverno, tra barelle nelle strutture di emergenza e reparti che non riescono a ricoverare i pazienti.
Pronto soccorso già sotto pressione
“Quest’anno, poi, con il continuo incremento di accessi ai pronto soccorso che abbiamo documentato nelle scorse settimane, + 2,2% rispetto all’anno scorso, e con il parallelo, ben noto, impoverimento del numero dei professionisti in servizio, la rete dell’emergenza urgenza prevede un carico di lavoro con pochi precedenti”, scrivono i due medici. Il tutto in attesa della prima vera ondata di freddo invernale, prevista già per questa settimana. “Dai pronto soccorso ci arrivano notizie sull’aumento dei pazienti con patologie respiratorie in attesa di ricovero”.
L’influenza è già partita
Pregliasco e De Iaco ricordano i dati dell’Istituto superiore di sanità sulla circolazione dell’influenza e dei virus para influenzali. “I numeri evidenziano già una partenza alla grande delle sindromi respiratorie acute che confermano un andamento, come dalle prime previsioni, simile a quello che è stato quello dello scorso inverno: circa 15 milioni di casi a fine stagione del mix complessivo dei tanti virus respiratori. Principali protagonisti come sempre i virus influenzali, il Sars-CoV2 ormai endemico e il virus respiratorio sinciziale. Tra l’altro vengono confermati anche in Italia isolamenti del virus influenzale A/H3N2 di origine australiana che causa forme con sintomatologia particolarmente pesante e interessamento neurologico nei più fragili”.
"Proteggere i fragili”
Così viene lanciato l’allarme. Bisogna che i fragili si proteggano, gli anziani e le persone con patologie. Prima di tutto attraverso la vaccinazione. La campagna è iniziata ai primi di ottobre e quest’anno starebbe andando meglio dello scorso (quando i dati non sono stati molto buoni).
Vaccino, farmaci e pronto soccorso
E per chi si ammala, “in ogni caso l’approccio per gestire al meglio il paziente con le varie forme respiratorie è in prima battuta l’automedicazione responsabile, ovvero l’uso di farmaci sintomatici, con l’accortezza di non azzerare i sintomi e seguire l’andamento della malattia nei due/tre giorni successivi, non utilizzare antibiotici se non su prescrizione medica ed eseguire nei pazienti fragili il tampone Covid per valutare l’utilizzo del paxlovid, farmaco antivirale specifico prescrivibile dal medico di famiglia per evitare le complicanze”. E il pronto soccorso va usato quando “i sintomi sono particolarmente rilevanti, quando il proprio medico non può gestire la situazione. I servizi di emergenza sono un’opportunità preziosa che va tutelata”.