Adolescenti italiani: incompresi dai genitori, vicini agli amici e disinteressati alla politica
di Allegra ZanniNon si sentono capiti dai genitori, preferiscono confidarsi con gli amici e i compagni di classe, difficilmente si aprono con i professori o con altri educatori. È il ritratto dei ragazzi e delle ragazze italiane tracciato nell’indagine “Adolescenti in Italia: che cosa pensano gli under 18 e cosa dicono gli adulti” promossa da Con i bambini e condotta dall’Istituto Demopolis.
Incomprensioni
Il 58% dei ragazzi tra i 14 e i 17 anni lo dice chiaramente: gli adulti non comprendono i giovani. È un numero che cresce rispetto allo scorso anno, quando questo dato si assestava sul 54%. Le incomprensioni tra genitori e figli si basano, secondo le opinioni degli adolescenti, sull’incapacità dei grandi di comprendere che vivono in un periodo diverso dal loro (per 49% degli intervistati), le loro idee (46%), le loro priorità (43%) e il rapporto con la rete (41%). Quest’ultimo è oggetto di grandi divergenze tra generazioni: la maggior parte dei genitori, l’84%, ha paura che i propri figli possa s…
Non si sentono capiti dai genitori, preferiscono confidarsi con gli amici e i compagni di classe, difficilmente si aprono con i professori o con altri educatori. È il ritratto dei ragazzi e delle ragazze italiane tracciato nell’indagine “Adolescenti in Italia: che cosa pensano gli under 18 e cosa dicono gli adulti” promossa da Con i bambini e condotta dall’Istituto Demopolis.
Incomprensioni
Il 58% dei ragazzi tra i 14 e i 17 anni lo dice chiaramente: gli adulti non comprendono i giovani. È un numero che cresce rispetto allo scorso anno, quando questo dato si assestava sul 54%. Le incomprensioni tra genitori e figli si basano, secondo le opinioni degli adolescenti, sull’incapacità dei grandi di comprendere che vivono in un periodo diverso dal loro (per 49% degli intervistati), le loro idee (46%), le loro priorità (43%) e il rapporto con la rete (41%). Quest’ultimo è oggetto di grandi divergenze tra generazioni: la maggior parte dei genitori, l’84%, ha paura che i propri figli possa sviluppare una dipendenza da social media, smartphone o Internet. Un rischio di cui si preoccupa meno di un quarto dei teenager.
La rete
Anche se non temono la dipendenza, i giovani ammettono di passare molto tempo collegati. Circa 3 adolescenti su 10 dicono di connettersi alla rete per più di 10 ore al giorno, principalmente per vedere video e post sui social network. Il 14% però dice di connettersi anche per scambiare messaggi o foto intime l’8% ammette di aver subito del cyberbullismo. Pur usando molto il loro smartphone, gli adolescenti non lo considerano alla pari degli incontri dal vivo. Il 62% dei giovani dice infatti di preferire rapportarsi di persona con i propri compagni e amici, anche se solo una piccola percentuale li incontra durante attività extrascolastiche e laboratori organizzati. Quattro ragazzi su 10 pratica uno sport e meno di un quinto prende parte a corsi di musica, teatro o arte.
I valori
Secondo gli under 18, gli affetti sono quello che conta veramente nella vita: in cima c’è la famiglia, poi le amicizie e le relazioni amorose. Chiudono invece l’impegno politico e la fede. Lavoro e scuola sono importanti per il 37% dei giovani, al di sotto ad esempio degli interessi personali, che contano per il 44% dei ragazzi. Le paure sono proiettate su di sé e sul proprio futuro, mentre eventi globali come il cambiamento climatico o le guerre preoccupano poco meno di un terzo degli under 18. La maggior parte è insoddisfatta delle condizioni economiche della propria famiglia e si ripropone di migliorare le proprie in futuro. Nonostante tutto, il 45% si dice ottimista se pensa al proprio futuro in Italia – il 73% dei loro genitori è invece pessimista.
Genitori e figli si conoscono?
I giovani credono che i genitori conoscano molto poco di loro, madri e padri ritengono di saperne di più. La quasi totalità dei ragazzi dice che la famiglia è a conoscenza dei risultati a scuola, ma solo il 58% crede che mamma e papà siano informati sulle compagnie di amici e la percentuale scende quando si parla di alcol o droghe leggere. Di contro, i genitori sostengono di conoscere abbastanza bene gli adolescenti: ben l’84% dice di sapere chi frequenta il figlio e il 39% sostiene di sapere se i figli fanno uso di alcol o droghe leggere quando escono.
L’indagine
Lo studio è stato presentato oggi, in occasione della Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. A presentarlo ragazzi e ragazze tra i 16 de 18 anni, impegnati davanti a una platea di coetanei e adulti alla Biblioteca nazionale di Roma. L’iniziativa è stata promossa dal Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e organizzata da Con i Bambini.