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Essere maleducati sul posto di lavoro è sbagliato e controproducente

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Secondo lo studio pubblicato dall'Applied Psychology Journal, maltrattare i colleghi riduce la capacità per molti lavoratori di far parte di una squadra, limita la produttività, talvolta con conseguenze nefaste
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LONDRA - Come in “Il Diavolo veste Prada”, “Il lupo di Wall Street” e nella vita di tutti i giorni, l’ambiente di lavoro può risultare tossico. In Inghilterra la nuova leader del partito conservatore ed ex ministra Kemi Badenoch è stata accusata di essere “rude”. Ossia scortese e maleducata, non solo con i suoi avversari, ma pure con i collaboratori al lavoro, tanto che sul Guardian sono uscite diverse storie, o meglio sfoghi, di suoi ex sottoposti. Persino la sua collega di partito Andrea Jenkins l’ha esortata ad avere maggior rispetto. E Badenoch risponde: “Non credo di maltrattare le persone. Dico quello che penso e che non credo sia offensivo a parti invertite. Aiuta anche a combattere meglio lo stress”.

Sbagliato maltrattare i colleghi

Ma il Financial T…

LONDRA - Come in “Il Diavolo veste Prada”, “Il lupo di Wall Street” e nella vita di tutti i giorni, l’ambiente di lavoro può risultare tossico. In Inghilterra la nuova leader del partito conservatore ed ex ministra Kemi Badenoch è stata accusata di essere “rude”. Ossia scortese e maleducata, non solo con i suoi avversari, ma pure con i collaboratori al lavoro, tanto che sul Guardian sono uscite diverse storie, o meglio sfoghi, di suoi ex sottoposti. Persino la sua collega di partito Andrea Jenkins l’ha esortata ad avere maggior rispetto. E Badenoch risponde: “Non credo di maltrattare le persone. Dico quello che penso e che non credo sia offensivo a parti invertite. Aiuta anche a combattere meglio lo stress”.

Sbagliato maltrattare i colleghi

Ma il Financial Times e molti altri non la pensano così. Essere scortesi e maltrattare i colleghi in nome di una supposta franchezza è sbagliato e “una simile maleducazione non dovrebbe esistere in nessun posto di lavoro”. Come ha sostenuto uno studio pubblicato quest’anno dall'Applied Psychology Journal, simili comportamenti “riducono la capacità di molti lavoratori di far parte di una squadra, limita la produttività e ciò talvolta può avere conseguenze addirittura nefaste”. Come, per esempio, in ambienti medici o ospedalieri, dove commenti scortesi e maltrattamenti vari “possono abbassare la performance di dottori e infermieri fino al 44%”, con ricaschi sui pazienti e sulle persone più facili.

La ‘rudeness’ è controproducente

Ci sono i maleducati che sostengono di dire soltanto la verità, per il bene del luogo di lavoro, e anzi per stimolare i colleghi considerati improduttivi e distratti. Ma anche se fosse per una buona causa, secondo sempre più studi la “rudeness” è molto spesso controproducente, anche per se stessi. Come ha scritto Niels Van Quaquebeke, professore di leadership e organisational behaviour alla Kühne Logistics University, “le persone meno concilianti potrebbero pensare di gestire così meglio lo stress. Ma le ricerche scientifiche dicono l’opposto. Non solo questi individui creano maggior stress sul luogo di lavoro ma così ne soffrono loro stessi di più, poiché si è meno abili ad regolare le proprie emozioni”. Come ha scritto su LinkedIn l’ex dirigente di Google Kim Scott, autrice di “Radical Candor”, un libro che ha fatto scuola in materia, la scelta tra “essere un rompiscatole e un incompetente è una falsa dicotomia”.

Sempre più maleducati

Su questo argomento, siamo tutti più sensibili che in passato. Una recente ricerca della Harvard Business Review ha sostenuto che la maleducazione e i maltrattamenti verbali sul luogo di lavoro sono in evidente crescita. Se cinque anni fa se ne dichiaravano vittime circa il 50% per cento dei lavoratori (almeno una volta al mese), ora questa percentuale è salita al 76%. Una dei firmatari di questo studio, Christine Porath che è anche autrice di "Mastering Civility: A Manifesto for the Workplace”, asserisce che quando i lavoratori subiscono tali comportamenti, sono anche meno motivati a continuare a fare il proprio lavoro e gran parte delle volte dedicano meno tempo al raggiungimento di un obiettivo professionale. Non è un caso che la causa principale negli Usa e nel Regno Unito per l’abbandono di un posto di lavoro sia proprio il cattivo rapporto con i superiori o i colleghi, qualora ci si senta trattati in maniera ingiusta.

Cosa fare se si è maltrattati al lavoro?

Ma come rispondere se si è vittime di simili scortesie? Tutti gli esperti concordano su un punto. Mai replicare in maniera ancora più violenta a livello verbale. La soluzione migliore è la cosiddetta “Yahoo”. Non come il portale internet, ma acronimo per "You Always Have Other Options”. Ossia, far notare all’interlocutore che ci sono altre strade per raggiungere il suo obiettivo e iniziare, con calma, a fargli domande sulle ragioni del comportamento. Ovviamente ci sono colleghi serialmente maleducati, ma anche quelli che magari hanno avuto una pessima giornata in famiglia o un problema personale temporaneo. “Anche i migliori dirigenti possono avere un momento complicato”, dice l’esperta Laura Ashley-Timms ad Harper’s Bazaar, “rispondere loro da essere umano e non da subordinato può essere decisivo per tornare ad avere sane relazioni di lavoro”.

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