ROMA «Abbiamo visto Giulio Regeni il 28 e il 19 gennaio del 2016. Eravamo in carcere. È passato a cinque metri da noi. Era ammanettato, con le mani legate all’indietro. Aveva gli occhi bendati. Lo hanno portato in una stanza, per interrogarlo. Sentivamo che gli urlavamo: “Dove hai imparato a superare le tecniche per affrontare gli interrogatori?”. Aveva gli occhi bendati. Lo hanno portato in una …