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Sanità, ogni anno 88mila bambini cambiano Regione per curarsi. Il divario Nord-Sud costa 155 vite

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L’allarme dal Congresso della Società Italiana di Pediatria. “Al Sud strutture meno adeguate e maggiore povertà”. Le migrazioni fanno sprecare al Meridione 104 milioni di euro
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La crisi del sistema sanitario italiano non riguarda solo gli adulti. A soffrire per le liste d’attesa, la carenza di posti letto (soprattutto in terapia intensiva) e i pediatri di base sono anche i bambini.

Il congresso della Società Italiana di Pediatria (Sip) in corso a Firenze affronta il tema della sanità dei piccoli mercoledì nella Giornata internazionale del bambino e dell’adolescente.

La salute: un diritto non per tutti

La revisione della spesa sanitaria ha già fatto aumentare del 3% il numero di morti evitabili fra adulti e bambini, secondo una ricerca del 2020 di un gruppo di esperti italiani dell’università di Rotterdam.

Due sono i fattori che rendono più grave la situazione per la pediatria: il tasso di povertà, che è doppio fra …

La crisi del sistema sanitario italiano non riguarda solo gli adulti. A soffrire per le liste d’attesa, la carenza di posti letto (soprattutto in terapia intensiva) e i pediatri di base sono anche i bambini.

Il congresso della Società Italiana di Pediatria (Sip) in corso a Firenze affronta il tema della sanità dei piccoli mercoledì nella Giornata internazionale del bambino e dell’adolescente.

La salute: un diritto non per tutti

La revisione della spesa sanitaria ha già fatto aumentare del 3% il numero di morti evitabili fra adulti e bambini, secondo una ricerca del 2020 di un gruppo di esperti italiani dell’università di Rotterdam.

Due sono i fattori che rendono più grave la situazione per la pediatria: il tasso di povertà, che è doppio fra i bambini rispetto agli anziani, e la necessità di migrare spesso al di fuori della propria Regione per trovare cure adeguate.

“La salute è un diritto che la Costituzione garantisce a tutti, ma oggi questo diritto dipende dalla Regione in cui si nasce” spiega Mario De Curtis, professore ordinario alla Sapienza di Roma e presidente del Comitato di Bioetica della Sip, che al congresso di Firenze ha tenuto la lettura magistrale.

Gli 88mila bambini con le valigie

Ogni anno in Italia 88mila bambini e ragazzi al di sotto dei 14 anni migrano con le loro famiglie per trovare assistenza in un’altra Regione, secondo i dati pubblicati da De Curtis e alcuni suoi colleghi sull’Italian Journal of Pediatrics.

A spostarsi sono più spesso bambini del Sud (per l’11,9% dei ricoveri) rispetto a quelli del Centro-Nord, che migrano per il 6,9% dei ricoveri. La discrepanza aumenta se si considerano i ricoveri ad alta complessità: oltre un bambino del Sud su cinque (il 21,3%) fa le valigie per spostarsi in un'altra Regione, che nove volte su dieci si trova al Centro-Nord.

I soldi sprecati dalle Regioni del Sud

Il meccanismo che prevede il rimborso delle cure alla Regione di ricovero da parte della Regione di origine del paziente nel 2020 ha porta 103,9 milioni di euro dalle casse delle Regioni del mezzogiorno a quelle delle Regioni del Centro-Nord, solo per i ricoveri di bambini e ragazzi sotto ai 14 anni.

Per la Calabria in particolare si tratta di 27 milioni, il 17% di quanto spende per i ricoveri dei bambini in totale in quella Regione. “Soldi che potrebbero essere utilizzati per rafforzare la sanità locale” commenta il pediatra romano. E per offrire opportunità anche a quelle famiglie che per migrare non hanno le risorse.

Carenza di assistenza e povertà

La presenza di tanti bambini costretti a fare le valigie per curarsi indica, secondo lo studio di De Curtis “una carenza di assistenza pediatrica nelle Regioni meridionali”.

Il problema è particolarmente sentito per le terapie intensive. “Sono insufficienti in tutta Italia, ma in Sardegna sono addirittura assenti. I bambini, è la conseguenza, vengono spesso ricoverati accanto agli adulti” spiega il medico della Sip.

Fra i dati portati da De Curtis al congresso di Firenze ci sono quelli relativi alla povertà infantile: quasi 1,3 milioni di minorenni in Italia vivono in povertà assoluta (non hanno il minimo indispensabile per vivere). Ancora una volta il dato è più alto al Sud (15,5% dei minorenni) rispetto al Nord (12,9%) e schizza in alto fra le famiglie straniere (35%).

Le 155 vittime della disparità

I bambini poveri in Italia sono, in percentuale, circa il doppio rispetto agli anziani poveri. L’effetto si fa sentire sulla mortalità infantile. La media dei bambini morti nel primo anno di vita in Italia è di 2,5 ogni mille nati vivi. Ma, prosegue De Curtis, “il tasso di mortalità infantile nel meridione è del 70% più alto rispetto al settentrione”.

“Se nel 2020 il mezzogiorno avesse avuto lo stesso tasso di mortalità infantile del Nord – conclude amaro De Curtis – sarebbero sopravvissuti 155 bambini in più”.

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