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Monopattini, aziende in rivolta: “Con il nuovo codice chiudiamo”

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Le società di sharing contro il dovere di casco, targa e assicurazione: “Così lasciamo l’Italia”
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Non è nemmeno entrata in vigore, ma già si è fatta molti nemici. Dopo i partiti d’opposizione, le associazioni ambientaliste e quelle delle vittime della strada, è il settore dello sharing di monopattini a scagliarsi contro la riforma del Codice della strada.

Targa e assicurazione

Le grosse rivoluzioni sul tema sono tre e tutte dolenti: l’obbligo del casco per i conducenti, assicurazione e targa. “Una norma che non è calata nella realtà, frutto di sensazionalismo”, riassumono da Assosharing, prima associazione di categoria per la sharing mobility. E adesso alcune delle big minacciano di lasciare l’Italia. Bisogna ancora attendere i decreti attuativi per la targa, che di fatto è un adesivo da applicare sul mezzo, e per l’assicurazione Rc. “La stessa dei Suv, ma noi paghiamo già un’assicurazione di responsabilità civile verso terzi – ricorda Giorgio Cappiello, partnership manager Italia di Bird, servizio attivo in tutte le principali città –. La richiesta di quest’altra polizza va cont…

Non è nemmeno entrata in vigore, ma già si è fatta molti nemici. Dopo i partiti d’opposizione, le associazioni ambientaliste e quelle delle vittime della strada, è il settore dello sharing di monopattini a scagliarsi contro la riforma del Codice della strada.

Targa e assicurazione

Le grosse rivoluzioni sul tema sono tre e tutte dolenti: l’obbligo del casco per i conducenti, assicurazione e targa. “Una norma che non è calata nella realtà, frutto di sensazionalismo”, riassumono da Assosharing, prima associazione di categoria per la sharing mobility. E adesso alcune delle big minacciano di lasciare l’Italia. Bisogna ancora attendere i decreti attuativi per la targa, che di fatto è un adesivo da applicare sul mezzo, e per l’assicurazione Rc. “La stessa dei Suv, ma noi paghiamo già un’assicurazione di responsabilità civile verso terzi – ricorda Giorgio Cappiello, partnership manager Italia di Bird, servizio attivo in tutte le principali città –. La richiesta di quest’altra polizza va contro una sentenza della Corte di giustizia europea dello scorso ottobre: i velocipedi sotto i 20 km/h non sono obbligati a pagarla. Noi non lo faremo”. Perché nonostante il Codice imponga una velocità massima di 50 chilometri orari e limiti la percorrenza alle sole strade urbane “noi prevediamo già una velocità inferiore, secondo direttiva, e non abbiamo mai esteso l’area percorribile al di fuori delle città”, continua Cappiello.

Il casco

Il primo problema in ordine di tempo, oltre che il più ingombrante, è invece quello del casco. Tra meno di un mese, dopo quindici giorni dalla pubblicazione della legge in Gazzetta ufficiale, chiunque intenda condurre un monopattino - non più solo i minorenni, come previsto prima della riforma – dovrà indossarne uno, pena una sanzione fino a 250 euro. “Così si sta chiedendo a una turista americana in vacanza a Roma di portarsi il casco da casa”, dice Andrea Giaretta, vicepresidente Assosharing e general manager Italia di Dott, sharing presente oltre 20 città italiane e 400 tra Europa e Medio Oriente. “E si perde l’utente che di solito sceglie il monopattino in una situazione non programmata – aggiunge anche Andrea Vota, head of public policy e referente dell’Europa meridionale per Bolt – quando l’autobus arriva tardi, si rompe la macchina o non si trova un taxi”.

La perdita di clienti e di posti di lavoro

Vessati da costi e obblighi ulteriori, gli utenti potrebbero optare per altri mezzi, come già accaduto in Paesi come Israele, dove non c’è stata, però, una significativa diminuzione degli incidenti mortali. O Parigi, dove la sospensione totale dello sharing di monopattini ha portato a un aumento del 36% degli incidenti mortali in un solo anno. La stima è che l’introduzione di questo obbligo comporterebbe una riduzione del 40% del servizio, attualmente fornito da circa novanta aziende, e dai 1200 ai 3mila posti di lavoro. E pur volendo fornire agli utenti un casco a bordo di ogni mezzo, “sarebbe impensabile – dice Cappiello –. Non è possibile apportare modifiche al mezzo e inserire elementi come bauletti, che sbilancerebbero il baricentro del mezzo”.

Senza contare il vandalismo diffuso, complice ogni anno del furto del 30 per cento dei caschi negli scooter a noleggio. La loro non è una battaglia contro la sicurezza, garantiscono. Anche perché sono i dati Istat a rivelare che sui monopattini elettrici avviene lo 0,7% delle morti in strada. E, secondo gli attori del settore, quei mezzi risultati fatali erano privati, non della flotta dello sharing.

Perdita per l’utenza e sicurezza a rischio

La speranza di un dialogo con il governo rimane. Ma senza alcun cambiamento “valuteremo quale sarà l’impatto sull’utenza e se abbandonare il mercato italiano” continua il manager di Bird, che ricorda come la normativa fosse già tra le più stringenti d’Europa ancor prima della riforma. “I nostri servizi aiutano a sopperire a un trasporto pubblico carente, ma dobbiamo essere messi nelle condizioni per portarli avanti – si accoda anche il referente per Bolt –. Facciamo un appello al governo affinché faccia un passo indietro”. La perdita sarebbe per l’utenza, che fa uso dei monopattini a noleggio in trenta città, ma anche economica, visto che il fatturato del 2023 si attestava sui 65 milioni di euro.
Più cautela da parte di Lime, azienda statunitense di micromobilità: “La modifica è un passo indietro. Ma aspettiamo le evoluzioni normative, rimanendo a disposizione per collaborare con le istituzioni".

Anche Voi, azienda attiva in 12 Paesi e nel nord Italia, prevede delle “valutazioni sulla nostra permanenza – dice il Policy Manager Luca Santambrogio –. Dipenderà anche da quanto i comuni saranno severi”. Ma a Bari, ad esempio, è già stata annunciata l’intenzione di recepire le direttive all’interno dei requisiti del nuovo bando per il 2025. “La legge che Salvini ha spinto sarà un boomerang per la sicurezza – prospetta il vicepresidente di Assosharing – Regole poco chiare e inapplicabili porteranno solo a un uso clandestino del mezzo”.

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