Valeria Parrella al festival di Repubblica - oggi, alle 12.30 a San Domenico, con Dario Cresto-Dina - parla di desiderio: filo conduttore il suo ultimo romanzo, Enciclopedia della Donna - Aggiornamento (Einaudi), che con un linguaggio esplicito presenta una visione della sessualità femminile completamente diversa dallo stereotipo sociale.
Perché ha sentito il bisogno di affrontare questo tema?
"Stavo scrivendo un altro libro. Ero alla pagina 98 e mi sono sentita un po' appesantita. La mia è stata un'urgenza strana. Volevo scrivere qualcosa di brillante, qualcosa da trattare con più leggerezza. Leggendo la letteratura erotica occidentale mi sono accorta che molta è scritta da uomini. Possibile che l'immagine del desiderio è solo Cinquanta sfumature di grigio ? I miei temi in generale sono molto seri, quindi ho pensato: mi crederanno se scrivo di sesso".
Scandalizzano di più i termini espliciti o che a dirli sia una donna?
"La cosa più inefficace quando si parla di sesso è utilizzare parole legate all'uso e al pensiero comune (esempio: membro, sesso umido). Volevo un lessico che corrispondesse a quello che pensiamo. Il fatto che lo dica io e che lo faccia dire a una donna, come mi ha confermato Alessandro Baricco, è straniante".
Cosa intende lei per libertà sessuale?
"Aver ben chiaro dentro di sé che il corpo è il più grande strumento di espressione: non va mortificato, ma potenziato. Quando si unisce corpo e spirito si diventa di un sexy pazzesco. La libertà è la rottura del canone, il corpo l'interfaccia che ci fa andare nel mondo. Il sesso diventa un tabù solo quando lo si mistifica".
Perché ha sentito il bisogno di affrontare questo tema?
"Stavo scrivendo un altro libro. Ero alla pagina 98 e mi sono sentita un po' appesantita. La mia è stata un'urgenza strana. Volevo scrivere qualcosa di brillante, qualcosa da trattare con più leggerezza. Leggendo la letteratura erotica occidentale mi sono accorta che molta è scritta da uomini. Possibile che l'immagine del desiderio è solo Cinquanta sfumature di grigio ? I miei temi in generale sono molto seri, quindi ho pensato: mi crederanno se scrivo di sesso".
Scandalizzano di più i termini espliciti o che a dirli sia una donna?
"La cosa più inefficace quando si parla di sesso è utilizzare parole legate all'uso e al pensiero comune (esempio: membro, sesso umido). Volevo un lessico che corrispondesse a quello che pensiamo. Il fatto che lo dica io e che lo faccia dire a una donna, come mi ha confermato Alessandro Baricco, è straniante".
Cosa intende lei per libertà sessuale?
"Aver ben chiaro dentro di sé che il corpo è il più grande strumento di espressione: non va mortificato, ma potenziato. Quando si unisce corpo e spirito si diventa di un sexy pazzesco. La libertà è la rottura del canone, il corpo l'interfaccia che ci fa andare nel mondo. Il sesso diventa un tabù solo quando lo si mistifica".