Visco: "Va bene abbassare le tasse, ma attenti a tempi, modi e vincoli di bilancio"
di ROSARIO DI RAIMONDOIl governatore di Bankitalia a Repubblica delle Idee. "Improponibile e dannoso parlare di uscita dall'euro, ma l'unione monetaria è incompleta. Gli annunci di politiche protezionistiche creano dei rischi"
BOLOGNA - "È improponibile e dannoso parlare di uscita dall'euro ma ci sono dei passi avanti che possono essere fatti". E ancora: "La riforma fiscale non si fa dicendo "abbassiamo tutte le tasse e vediamo che effetto fa. Bisogna capire modi e tempi". Senza dimenticare "i vincoli di bilancio". Il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco, intervistato a Repubblica delle Idee da Francesco Manacorda, ha analizzato così il momento difficile che vive l'economia italiana, fra ritorno dei dazi e turbolenze antieuropeiste. "L'unione monetaria è incompleta ma le critiche vanno fatte con spirito costruttivo, per migliorare".Parte dell'intervista non può che riguardare due delle misure promesse dal governo Conte ma soprattutto dai suoi "colonnelli" Di Maio e Salvini: reddito di cittadinanza da un lato (costo stimato: 15 miliardi) Flax tax dall'altro (50 miliardi), in sintesi un a…
BOLOGNA - "È improponibile e dannoso parlare di uscita dall'euro ma ci sono dei passi avanti che possono essere fatti". E ancora: "La riforma fiscale non si fa dicendo "abbassiamo tutte le tasse e vediamo che effetto fa. Bisogna capire modi e tempi". Senza dimenticare "i vincoli di bilancio". Il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco, intervistato a Repubblica delle Idee da Francesco Manacorda, ha analizzato così il momento difficile che vive l'economia italiana, fra ritorno dei dazi e turbolenze antieuropeiste. "L'unione monetaria è incompleta ma le critiche vanno fatte con spirito costruttivo, per migliorare".Parte dell'intervista non può che riguardare due delle misure promesse dal governo Conte ma soprattutto dai suoi "colonnelli" Di Maio e Salvini: reddito di cittadinanza da un lato (costo stimato: 15 miliardi) Flax tax dall'altro (50 miliardi), in sintesi un abbassamento delle tasse. "Il sistema tributario - dice Visco - va rivisto. Ma ci vuole tempo. È una buona cosa ridurre le imposte più distorsive, così come il reddito di cittadinanza è positivo per proteggere i più deboli. Serve una riforma fiscale, ma attenzione al modo con cui si interviene".
Altro tema, l'Europa. Dall'Euro non si esce, "non se ne parla e non se ne deve parlare. Ci sono osservazioni critiche da fare con spirito costruttivo per migliorare. Ma alcuni elementi sono comunitari: immigrazione, difesa, sicurezza, finanza". La crisi finanziaria che abbiamo attraversato "è la più grave della storia dell'Italia unita. È stata assorbita ma non si è percepito il pericolo che abbiamo corso". Influiscono le tensioni internazionali: "Dal 1990 a oggi la popolazione mondiale è aumentata del 50%. Dove? In Africa, Medio Oriente, India. Questi fenomeni bisogna governarli ma sul piano politico la reazione è quella di difendersi". Altro che allontanarsi dall'Europa. Visco snocciola un dato: "50mila studenti italiani sono in università europee e 43mila studenti europei sono iscritti in università italiane. Dunque la connessione è molto stretta".Sulle politiche del nuovo governo Visco si rifà alle considerazioni finali. "I rischi sono percepiti - spiega - basta vedere i movimenti dei tassi di interesse. Il tasso è salito sopra il 3 per cento in un mese. Lo spread si è alzato perché è più diffile collocare i titoli di Stato, gli investitori tendono a proteggersi da rischi. Magari è una percezione emotiva ma che ha dietro elementi di razionalità soggettiva. Il debito pubblico è rilevante e il tasso di crescita è stato insoddisfacente". Quanto ai dazi, il numero uno di via Nazionale ha qualche preoccupazione. "Ci sono - dice - rischi dovuti alla politiche protezioniste avanzate che potrebbero portare a riduzione del commercio internazionale. L'incertezza connessa con questi annunci porta a rallentare le decisioni di investimento. Importante è il dialogo, continuare a confrontarsi in Europa".
Altro tema, l'Europa. Dall'Euro non si esce, "non se ne parla e non se ne deve parlare. Ci sono osservazioni critiche da fare con spirito costruttivo per migliorare. Ma alcuni elementi sono comunitari: immigrazione, difesa, sicurezza, finanza". La crisi finanziaria che abbiamo attraversato "è la più grave della storia dell'Italia unita. È stata assorbita ma non si è percepito il pericolo che abbiamo corso". Influiscono le tensioni internazionali: "Dal 1990 a oggi la popolazione mondiale è aumentata del 50%. Dove? In Africa, Medio Oriente, India. Questi fenomeni bisogna governarli ma sul piano politico la reazione è quella di difendersi". Altro che allontanarsi dall'Europa. Visco snocciola un dato: "50mila studenti italiani sono in università europee e 43mila studenti europei sono iscritti in università italiane. Dunque la connessione è molto stretta".Sulle politiche del nuovo governo Visco si rifà alle considerazioni finali. "I rischi sono percepiti - spiega - basta vedere i movimenti dei tassi di interesse. Il tasso è salito sopra il 3 per cento in un mese. Lo spread si è alzato perché è più diffile collocare i titoli di Stato, gli investitori tendono a proteggersi da rischi. Magari è una percezione emotiva ma che ha dietro elementi di razionalità soggettiva. Il debito pubblico è rilevante e il tasso di crescita è stato insoddisfacente". Quanto ai dazi, il numero uno di via Nazionale ha qualche preoccupazione. "Ci sono - dice - rischi dovuti alla politiche protezioniste avanzate che potrebbero portare a riduzione del commercio internazionale. L'incertezza connessa con questi annunci porta a rallentare le decisioni di investimento. Importante è il dialogo, continuare a confrontarsi in Europa".