ROMA - Il calcio italiano è da cambiare. Aurelio De Laurentiis e Gianfranco Zola preparano una ricetta comune nell'incontro organizzato in Piazza del Gesù con Emilio Marrese e Antonio Corbo. Il passato e il presente del Napoli si fondono in un momento di riflessione sui provvedimenti da adottare per colmare il gap della serie A con le grandi d'Europa. Un dato è eloquente: "La Juventus ha stravinto lo scudetto - spiega Zola - ma non ha fatto strada in Champions. Il motivo è abbastanza semplice. Il nostro campionato è poco competitivo e non prepara ai grandi appuntamenti europei".
Quando Magic Box - così lo chiamavano in Inghilterra - incantava i tifosi con la sua classe, l'Italia faceva la voce grossa. "C'erano almeno sei squadre che lottavano per il tricolore. Questo aumentava la competitività e innalzava il livello. Adesso, invece, il copione è abbastanza scontato. Questo è l'aspetto su cui bisogna intervenire per cambiare le cose. Bisognerebbe lavorare in questo senso".
[[ge:rep-locali:repubblica:88350298]]
Aurelio De Laurentiis è pronto: indossa i panni del riformatore per restituire all'Italia un ruolo predominante nel calcio mondiale. "Dovremmo cambiare il sistema. La Federcalcio purtroppo è vecchia e se non ci aiuta, possiamo pure affrancarci e andare avanti da solo. Ci sono troppi club professionisti, il calendario è ingolfato". Le idee del presidente del Napoli sono chiare: "Dobbiamo resettare completamente. Il premier Renzi ha parlato di una rivoluzione totale e io sono pronto. Cominciamo in maniera semplice".
La sua riforma dei campionati è pronta: "Una serie A a 16 squadre, stesso discorso per la B e per la C. Ci sarebbe più tempo per la nazionale anche se il premio assegnato ai singoli giocatori di 250mila euro per l'eventuale vittoria del Mondiale non mi piace. I nostri campioni rappresentano una nazione intera". L'altro aspetto da migliorare è la condizione degli stadi. "In Inghilterra sono all'avanguardia I nostri no", dice Zola. Il San Paolo è un esempio. "Per ora rinnoveremo la convenzione, poi capiremo come ristrutturare l'impianto. Non possiamo neanche investire tutto nel San Paolo, altrimenti ci resterebbe poco per rinforzare la squadra". La discussione scivola sul mercato che poi è l'ossessione dei tifosi. "Mascherano può arrivare soltanto se il Barcellona lo cede in prestito per una stagione. Dobbiamo prima sistemare circa 20 giocatori e poi procederemo a rinforzare la squadra come vuole Benitez che troverà il nostro centro di Castel Volturno, completamente rinnovato".
Quando Magic Box - così lo chiamavano in Inghilterra - incantava i tifosi con la sua classe, l'Italia faceva la voce grossa. "C'erano almeno sei squadre che lottavano per il tricolore. Questo aumentava la competitività e innalzava il livello. Adesso, invece, il copione è abbastanza scontato. Questo è l'aspetto su cui bisogna intervenire per cambiare le cose. Bisognerebbe lavorare in questo senso".
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Aurelio De Laurentiis è pronto: indossa i panni del riformatore per restituire all'Italia un ruolo predominante nel calcio mondiale. "Dovremmo cambiare il sistema. La Federcalcio purtroppo è vecchia e se non ci aiuta, possiamo pure affrancarci e andare avanti da solo. Ci sono troppi club professionisti, il calendario è ingolfato". Le idee del presidente del Napoli sono chiare: "Dobbiamo resettare completamente. Il premier Renzi ha parlato di una rivoluzione totale e io sono pronto. Cominciamo in maniera semplice".
La sua riforma dei campionati è pronta: "Una serie A a 16 squadre, stesso discorso per la B e per la C. Ci sarebbe più tempo per la nazionale anche se il premio assegnato ai singoli giocatori di 250mila euro per l'eventuale vittoria del Mondiale non mi piace. I nostri campioni rappresentano una nazione intera". L'altro aspetto da migliorare è la condizione degli stadi. "In Inghilterra sono all'avanguardia I nostri no", dice Zola. Il San Paolo è un esempio. "Per ora rinnoveremo la convenzione, poi capiremo come ristrutturare l'impianto. Non possiamo neanche investire tutto nel San Paolo, altrimenti ci resterebbe poco per rinforzare la squadra". La discussione scivola sul mercato che poi è l'ossessione dei tifosi. "Mascherano può arrivare soltanto se il Barcellona lo cede in prestito per una stagione. Dobbiamo prima sistemare circa 20 giocatori e poi procederemo a rinforzare la squadra come vuole Benitez che troverà il nostro centro di Castel Volturno, completamente rinnovato".