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"Ferite a Morte" torna a Repidee. A Napoli lo spettacolo contro la violenza sulle donne

L'evento è stato nei palcoscenici di tutto il mondo, coinvolgendo istituzioni e personalità di ogni estrazione sociale. L'appuntamento è per venerdì 6 giugno alle 22.00

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Un anno dopo 'Ferite a Morte' torna sul palco della Repubblica delle Idee. È un nuovo invito che abbiamo accettato con grande piacere, per tanti motivi: il primo è sicuramente il ricordo dell'applauso, caldo e vero, che il Teatro Verdi di Firenze ha tributato allo spettacolo l'8 giugno 2013. L'abbiamo vissuto come un abbraccio affettuoso e una spinta a portare avanti il nostro messaggio di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne e così è stato.

In questi dodici mesi, 'Ferite a morte' ha calcato palcoscenici in  tutto il mondo, coinvolgendo istituzioni e personalità di ogni estrazione sociale: attrici, studiose, scrittrici, politiche, artiste, attiviste, fino all'ultima tappa di Washington pochi giorni fa, dove  siamo state ospiti della Banca Mondiale, che ha addirittura voluto coinvolgere degli uomini come lettori dei nostri monologhi. 

A novembre 2013, siamo stati invitati dall'Onu a New York in occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne e subito dopo siamo state a Bruxelles al Teatro Saint Michel, e ancora a Londra, Lussemburgo, Ginevra, Strasburgo (ospiti del Parlamento Europeo) e Parigi, dove la Ministra della giustizia del governo francese è salita sul palco insieme a Claudia Cardinale e a tante altre straordinarie donne francesi. Quello che era nato come un esperimento, un tentativo diverso dalle solite campagne spesso, loro malgrado, rivolte a un gruppo ristretto di attiviste si è trasformato, con il nostro stesso stupore,  in un messaggio potentissimo e globale, dimostrando che la violenza sulle donne è purtroppo una piaga comune a tutte le  longitudini.

Ferite a Morte, tradotto in tutte le lingue è diventato uno strumento che chiunque può usare per portare avanti  questa battaglia di contro-informazione e sensibilizzazione in giro per il mondo, perché c'è ancora tanto da fare. E in quest'ottica, la scadenza del 1 agosto 2014 che vedrà l'entrata in vigore in Europa della Convenzione di Istanbul  è un risultato importantissimo, uno degli obiettivi che ci eravamo dati a inizio avventura. Il testo, usando le parole di Mendes Bota, General Reporter sulla violenza contro le donne per il Parlamento Europeo, "sarà uno strumento concreto per la protezione delle vittime e il punto di partenza per un lungo processo di cambiamento nel cuore e nelle menti delle persone". Purtroppo la ratifica di una Convenzione non basta per cambiare le cose, bisogna poi applicare i dettami suggeriti e trasformarli in leggi dello stato e azioni virtuose della politica.

Se da un lato possiamo essere felici dei risultati raggiunti, tuttavia abbiamo registrato con preoccupazione la scelta del governo Renzi di non assegnare un ministero, né tanto meno una delega alle Pari Opportunità nell'ultimo esecutivo. La Rete Di.Re. contro la violenza ha lanciato da mesi un appello al premier perché istituisca una figura di riferimento per coordinare gli interventi e le strategie necessarie al contrasto del fenomeno,  spero che presto arrivi una risposta puntuale a queste urgenze ormai croniche. Il palcoscenico della Repubblica delle Idee a Napoli , sarà il luogo ideale  per ribadire questa questa richiesta, perché l'Italia non può e non deve restare indietro in questa fondamentale battaglia di civiltà.