Sei persone su dieci, afferma un sondaggio pubblicato in Inghilterra, preferiscono andare in vacanza da soli anziché in coppia. Il sondaggio ci rivela anche le diverse destinazioni: lei preferisce città, trattamenti spa, shopping e spiagge non troppo lontane da casa; lui preferisce vacanze sportive, sci, pesca subacquea, caccia. Scelte un po' stereotipate, in verità, ma una columnist del Daily Telegraph difende comunque il concetto di fondo: "Moglie e marito hanno spesso gusti diversi, a uno piace il mare, a uno la montagna, perché ricorrere sempre ai compromessi quando almeno una volta all'anno, magari anche solo per una settimana all'anno, ciascuno può avere quello che vuole?"
Essere egocentrici, ritrovare se stessi, sentirsi di nuovo uno anziché due, conclude la commentatrice inglese, fa bene alla coppia, poi ci si ritrova più innamorati di prima: e il suo consiglio è di non telefonarsi nemmeno durante questa vacanza non solo dal lavoro, dai figli, dalla routine, bensì pure dal coniuge, basta inviare una email o un messaggino ogni due-tre giorni, "sei vivo?, anch'io".
Naturalmente non è solo questione di sentirsi liberi: c'è chi si trova a disagio a viaggiare da solo e invece chi lo adora, chi si intristisce a cenare senza compagnia in un romantico ristorantino esotico e chi lo trova invece stimolante, magari anche perché per carattere è portato a trovare compagnia immediatamente. La libertà, certo, può inebriare, dare alla testa: ritrovarla può spingere a riconsiderare il tranquillo tran-tran di tutti i giorni e scoprire che è un carcere, non un nido. Forse anche per questo un altro sondaggio, condotto negli Stati Uniti dal sito newlyweds. com, sconsiglia vivamente agli sposini di andare in vacanze da soli: c'è il rischio che non desiderino più tornare indietro. E d'altra parte che tristezza fanno le coppie in vacanza, specie quelle di lungo corso, che non fanno altro che bisticciare su tutto: meglio soli, verrebbe da dirgli, che male accompagnati. Se a casa riescono a sopportarsi, distratti ciascuno dal proprio lavoro, dalle incombenze quotidiane, dai figli, in vacanza senza niente da fare vengono a galla tutte le incomprensioni e le divergenze.
L'ideale sarebbe avere gli stessi gusti, scegliere mare o monti, shopping o sport, senza bisogno di compromessi; e stare in coppia senza smettere di sentirsi liberi. Ma è una condizione difficile, fortunata, rara, o come minimo ardua da mantenere nei rapporti di lunga durata. Viene in mente, a proposito di vacanze separate, una vecchia barzelletta. Un tale chiede all'amico: ma come fai essere così felice con tua moglie, dopo tanti anni di matrimonio? E l'altro risponde: il segreto della nostra unione è molto semplice, io e mia moglie facciamo ogni settimana una cena a lume di candela. Io la faccio di martedì e lei di giovedì.
Essere egocentrici, ritrovare se stessi, sentirsi di nuovo uno anziché due, conclude la commentatrice inglese, fa bene alla coppia, poi ci si ritrova più innamorati di prima: e il suo consiglio è di non telefonarsi nemmeno durante questa vacanza non solo dal lavoro, dai figli, dalla routine, bensì pure dal coniuge, basta inviare una email o un messaggino ogni due-tre giorni, "sei vivo?, anch'io".
Naturalmente non è solo questione di sentirsi liberi: c'è chi si trova a disagio a viaggiare da solo e invece chi lo adora, chi si intristisce a cenare senza compagnia in un romantico ristorantino esotico e chi lo trova invece stimolante, magari anche perché per carattere è portato a trovare compagnia immediatamente. La libertà, certo, può inebriare, dare alla testa: ritrovarla può spingere a riconsiderare il tranquillo tran-tran di tutti i giorni e scoprire che è un carcere, non un nido. Forse anche per questo un altro sondaggio, condotto negli Stati Uniti dal sito newlyweds. com, sconsiglia vivamente agli sposini di andare in vacanze da soli: c'è il rischio che non desiderino più tornare indietro. E d'altra parte che tristezza fanno le coppie in vacanza, specie quelle di lungo corso, che non fanno altro che bisticciare su tutto: meglio soli, verrebbe da dirgli, che male accompagnati. Se a casa riescono a sopportarsi, distratti ciascuno dal proprio lavoro, dalle incombenze quotidiane, dai figli, in vacanza senza niente da fare vengono a galla tutte le incomprensioni e le divergenze.
L'ideale sarebbe avere gli stessi gusti, scegliere mare o monti, shopping o sport, senza bisogno di compromessi; e stare in coppia senza smettere di sentirsi liberi. Ma è una condizione difficile, fortunata, rara, o come minimo ardua da mantenere nei rapporti di lunga durata. Viene in mente, a proposito di vacanze separate, una vecchia barzelletta. Un tale chiede all'amico: ma come fai essere così felice con tua moglie, dopo tanti anni di matrimonio? E l'altro risponde: il segreto della nostra unione è molto semplice, io e mia moglie facciamo ogni settimana una cena a lume di candela. Io la faccio di martedì e lei di giovedì.