Dopo 5 anni l'economia britannica ormai sembra essere stabilmente in ripresa. Tutti gli indici iniziano ad essere positivi, e soprattutto il livello di fiducia è tornato sorprendentemente alto: il Times pubblica lunedì un sondaggio di YouGov: per la prima volta da tre anni il livello di fiducia è tornato sopra il 25 per cento dal 9 per cento del 2011. Il 32 per cento aspetta di essere "soddisfatto" con l'economia nei prossimi 12 mesi, rispetto al 21 per cento del mese di giugno.
Ma una notizia interessante riguarda il mercato immobiliare a Londra, interessante perché non parliamo solo di indicatori economici che tornano in crescita, ma perché registriamo un'evoluzione sociale, una modificazione, uno spostamento incessante di popolazione che trova conferma proprio in alcuni dati del mercato immobiliare londinese. In poche parole: nel 2012 il 75 per cento delle nuove case in vendita a Londra sono finite nelle mani di cittadini stranieri. La cosa interessante è che sono soprattutto asiatici, metà dei quali provenienti da Singapore, Malesia, Cina e Hong Kong, mentre solo il 27 per cento delle case sono state comprate da acquirenti inglesi.
Questo rafforza l'idea che il governo britannico (che pure si è impegnato in programmi economici ad hoc) non stia riuscendo a tutelare la capacità di acquisto dei suoi cittadini nel settore immobiliare. E questo a fronte di una novità davvero straordinaria: le famiglie, gli investitori asiatici che stanno popolando o comunque investendo nelle zone migliori di Londra non sono più solo gli oligarchi russi o i capitalisti milionari indiani o di Singapore. Sono la nuova middle class asiatica. Come spiegava Tom Rundall di Knight Frank, la società immobiliare che ha fatto la ricerca, "questa volta non è il jet-set che avanza, ma la middle class del nuovo mondo in espansione".
C'è un'altra novità per il mercato immobiliare britannico: gli acquirenti asiatici hanno fiducia nei costruttori inglesi, comprano "a terreno verde", quando i lavori devono ancora iniziare. In questo modo finanziano i costruttori e pagano le case molto di meno. Knight Frank è solo uno dei molti immobiliaristi che organizzano presentazioni di nuovi investimenti immobiliari a Kuala Lumpur come a Hong Kong o Singapore: decine di case vengono vendute sulla carta in sole 48 ore di presentazione e convogliano un'impressionante massa di capitali sul settore delle costruzioni britannico, cosa che gli acquirenti locali non vogliono o non possono fare.
Simon Hughes, il numero due dei Liberal-Democratici al governo con i conservatori, ha detto di essere preoccupato che questo flusso di danaro crei una bolla nel mercato e soprattutto renda impossibile comprare case a chi è nato, vive e lavora in Inghilterra. Ma gli immobiliaristi gli rispondono senza mezzi termini: senza i soldi degli stranieri non inizieremmo nemmeno a costruire, e i nostri operai, i nostri ingegneri non inizierebbero neppure a lavorare. Il mattone straniero riscalda l'economia di Londra.