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Quando la politica
pedala nella giusta direzione

di VINCENZO NIGRO

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Anche David Cameron ha scelto la bicicletta. Per mesi ha sofferto il protagonismo del suo alleato/rivale Boris Johnson, il funambolico sindaco di Londra che ha letteralmente imposto bici a noleggio e piste ciclabili nella capitale. Ma adesso il primo ministro ha scelto di cavalcare una moda che è diventato un vero e proprio comportamento sociale, diffuso e in crescita esponenziale perché considerato positivo e virtuoso.
Il governo britannico stanzia 160 milioni di sterline per una "cycling revolution" che profilerà le città e le strade della Gran Bretagna in maniera sempre più favorevole ai ciclisti. Strade e incroci resi più sicuri, sensibilizzazione dei comuni e dei consigli locali, mobilitazione delle associazioni di automobilisti ma anche della confindustria, oltre a costruzione di nuove piste ciclabili, di ponti e attraversamenti per solo biciclette. Il governo ha quindi scelto di saltare sulla bici, di condividere la moda delle due ruote trasformandola in una evoluzione del comportamento sociale sostenuta dall'amministrazione centrale.

Le ragioni le capiamo tutti: nella fredda ma piatta Inghilterra andare in bici anche al lavoro è possibile, economico, salutare. E infatti percorrere le strade di Londra significa incrociare ormai a qualsiasi ora un flusso di uomini e donne in bici che vanno e vengono dal lavoro. Ora il nuovo piano di Cameron prevede interventi strutturali: per esempio una "autostrada veloce" per sole bici di 14 miglia da Leeds a Bradford, oltre all'idea che ovunque accanto alla nuova linea ad alta velocità HS2 che verrà costruita da Londra verso il Nord dovranno essere costruire piste ciclabili.

Il senso di questa piccola grande rivoluzione ciclistica è però anche un altro. Una campagna di stampa avviata perché una giornalista del Times, Mary Bower, era stata investita da un camion, ha innescato un ciclo virtuoso fra media, opinione pubblica e politica. Un processo in cui la politica, difendendo il suo interesse ad essere apprezzata (e votata) dagli elettori, ha scelto di cavalcare e gestire l'operazione. Un procedimento semplice, lineare. Chissà se ad altre latitudini popoli e politici, magari mediterranei, sapranno riuscire a mettere in moto una ruota delle opportunità virtuosa e positiva come questa