Il mondo della comunicazione digitale corre, come tutti sanno, alla velocità della luce, e quello che fino a pochissimo tempo fa era di successo oggi può ampiamente essere dimenticato. Sta accadendo a BlackBerry, marchio di punta qualche anno fa ed oggi sul punto di passare definitivamente la mano. La notizia, confermata dai vertici dell'azienda canadese, è che BlackBerry potrebbe essere venduta: "Data l'importanza e la forza della nostra tecnologia e il settore in forte evoluzione in un mercato competitivo, è il momento giusto per esplorare alternative strategiche" ha detto Timothy Dattels, capo del comitato speciale, formato dal Ceo Thorsten Heins, Richard Lynch e Bert Nordberg che dovrà valutare quali soluzioni mettere in campo, "possibili joint venture, partnership o alleanze, e persino la vendita della società, al fine di aumentare il valore del gruppo e accelerare la distribuzione del BlackBerry 10".
E' l'ammissione della sconfitta di una tecnologia che per un certo periodo di tempo era diventata estremamente "cool", quella di cellulari dotati di una tastiera fisica e di un sistema proprietario di messaggistica che aveva conquistato soprattutto il mondo del business, dei professionisti, e si era trasformata addirittura in uno status symbol, prima di essere superata dall'avvento dell'iPhone, degli smartphone, delle tecnologie touch che hanno reso superflua la tastiera fisica e decisamente diversi i nostri cellulari.
Con un certo snobismo la Research in Motion, l'azienda fondata 30 anni fa da Mike Lazaridis e Jim Balsillie, non aveva risposto con adeguata rapidità all'avanzata dei nuovi smartphone, certa che il proprio sistema di comunicazione avrebbe potuto non solo resistere ma anche competere con i "newcomer" del mercato, Apple e Samsung, con i loro sistemi operativi di nuova concezione, si era dovuta adeguare alle novità in maniera riluttante, e per proporre un'alternativa interessante agli smartphone californiani e coreani, il nuovo BlackBerry 10, ha impiegato un tempo troppo lungo.
La nuova tecnologia dell'azienda, che nel frattempo ha mandato a casa i fondatori e ha cambiato nome da Rim in BlackBerry, è sicuramente molto buona, interessante, ben strutturata, ricca dei punti di forza che hanno caratterizzato i suoi cellulari ma anche dei necessari aggiornamenti al nuovo mondo, ma è arrivata troppo tardi per poter risalire la china, per recuperare il tempo perduto, per riconquistare lo spazio che prima possedeva e che oggi non ha più. E soprattutto, essendo essenzialmente touch, è anche una tecnologia che "rinnega" il proprio marchio di fabbrica, quello della tastiera fisica con la quale digitare i contenuti, diventato troppo "vecchio", adeguandosi al linguaggio altrui.
C'è un futuro per BlackBerry? Probabilmente sì se l'azienda riuscirà a trovare un partner abbastanza forte da potersi scontrare con i colossi del settore, Apple, Samsung, Motorola/Google, Nokia/Microsoft, ma anche con i concorrenti più piccoli e che hanno scelto Android, come Htc, Lg, Huawei, molto meno se verrà venduta a chi non ha le spalle abbastanza forti da poter resistere e abbastanza tecnologia da poter sfruttare per il futuro. Oppure i terminali che per qualche tempo avevano fatto bella figura nelle mani dei grandi manager, dei politici (Obama compreso), degli attori, diventeranno degli oggetti di culto, per una nicchia di fanatici e appassionati, e nulla più.
E' l'ammissione della sconfitta di una tecnologia che per un certo periodo di tempo era diventata estremamente "cool", quella di cellulari dotati di una tastiera fisica e di un sistema proprietario di messaggistica che aveva conquistato soprattutto il mondo del business, dei professionisti, e si era trasformata addirittura in uno status symbol, prima di essere superata dall'avvento dell'iPhone, degli smartphone, delle tecnologie touch che hanno reso superflua la tastiera fisica e decisamente diversi i nostri cellulari.
Con un certo snobismo la Research in Motion, l'azienda fondata 30 anni fa da Mike Lazaridis e Jim Balsillie, non aveva risposto con adeguata rapidità all'avanzata dei nuovi smartphone, certa che il proprio sistema di comunicazione avrebbe potuto non solo resistere ma anche competere con i "newcomer" del mercato, Apple e Samsung, con i loro sistemi operativi di nuova concezione, si era dovuta adeguare alle novità in maniera riluttante, e per proporre un'alternativa interessante agli smartphone californiani e coreani, il nuovo BlackBerry 10, ha impiegato un tempo troppo lungo.
La nuova tecnologia dell'azienda, che nel frattempo ha mandato a casa i fondatori e ha cambiato nome da Rim in BlackBerry, è sicuramente molto buona, interessante, ben strutturata, ricca dei punti di forza che hanno caratterizzato i suoi cellulari ma anche dei necessari aggiornamenti al nuovo mondo, ma è arrivata troppo tardi per poter risalire la china, per recuperare il tempo perduto, per riconquistare lo spazio che prima possedeva e che oggi non ha più. E soprattutto, essendo essenzialmente touch, è anche una tecnologia che "rinnega" il proprio marchio di fabbrica, quello della tastiera fisica con la quale digitare i contenuti, diventato troppo "vecchio", adeguandosi al linguaggio altrui.
C'è un futuro per BlackBerry? Probabilmente sì se l'azienda riuscirà a trovare un partner abbastanza forte da potersi scontrare con i colossi del settore, Apple, Samsung, Motorola/Google, Nokia/Microsoft, ma anche con i concorrenti più piccoli e che hanno scelto Android, come Htc, Lg, Huawei, molto meno se verrà venduta a chi non ha le spalle abbastanza forti da poter resistere e abbastanza tecnologia da poter sfruttare per il futuro. Oppure i terminali che per qualche tempo avevano fatto bella figura nelle mani dei grandi manager, dei politici (Obama compreso), degli attori, diventeranno degli oggetti di culto, per una nicchia di fanatici e appassionati, e nulla più.