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Quando la sanità
uccide all’inglese

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Milioni di anni di vita persi, a causa di cattive abitudini e dell’inefficienza del sistema sanitario. È il rapporto shock del ministero della Salute britannico, che lancia l’allarme sulla strage silenziosa che si consuma nelle case dei sudditi di Sua Maestà. Mentre il royal baby nasce tra mille attenzioni, circondato dai migliori specialisti del Regno Unito, c’è un Welfare che fa acqua e abbassa la speranza di vita nel Paese.
“Circa 50 mila persone – scrive il Guardian – muoiono venti anni prima della media (che è di 80 anni), a causa di pessimi stili di vita, delle cattive abitudini alimentari, e della disattenzione del sistema sanitario nazionale”. Il gap tra Nord e Sud è drammatico, ma qui a vantaggio del Meridione.
Alcolismo, errata alimentazione, fumo sono i principali killer: le patolgie più frequenti sono diabete, infezioni, cancro, distrurbi cardiaci. Le cifre-shock sono sul tavolo del ministro della Sanità, Jeremy Hunt, che ora lancia la sua crociata: “Questo assurdo divario tra nord e sud deve finire – spiega – voglio salvare 30mila vite all’anno entro entro il 2020, ma anche le autorità locali devono fare la popria parte”.
Il progetto è ambizioso, ma c’è molta strada da fare: infatti, sempre secondo le cifre del governo, nel nord, tra il 2009 e il 2011 gli uomini hanno lasciato per strada 2 milioni di anni, mentre le donne 1,6. E il divario nord-sud è drammatico: a Bradford si perdono 3963 anni ogni 100mila abitanti, 974 nel Surrey.
“Sono cifre non degne di una nazione civile – riflette Mattew Fagg, responsabile della “riduzione della mortalità prematura” del ministero della Sanità – e il governo è impegnato a ridurre questo divario”. Il problema, spiega, va combattuto sin dalla nascita, perché molti bambini soffrono di scarsa alimentazione, sono malvestiti, si ammalano facilmente e il sistema sanitario non interviene abbastanza. Ma i i piccoli non sono l’unico anello fragile di una sistema che lascia dietro i più deboli. La strage silenziosa colpisce inesorabilmente anche gli anziani. La crisi economica, gli alloggi sempre più poveri, le pensioni da fame, l’assistenza carente, sono tra le cause della morte premature di migliaia di anziani. Per salvarli servirebbe molto meno che una stanza a Bukhingam Palace: basterebbe il riscaldamento nei mesi più freddi.