Rsera

I giapponesi voltano
le spalle ai libri

di NAOKO OKADA

1 minuti di lettura
Chi non ha l'abitudine di leggere, si sa, di libri si interessa poco. Al contrario, chi è amante della lettura, li divora. L'attitudine giapponese di fronte alla lettura è davvero bipolare: lo si evince da un'indagine svolta dalla Federazione delle Cooperative Universitarie e riportata dal quotidiano Mainichi Shimbun, proprio sul tempo di lettura giornaliero degli studenti universitari.

La media è già magrina, appena 30 minuti al giorno. Ma colpisce che il 40 per cento degli intervistati ammette di non leggere affatto. Poi, per carità, ci sono anche gli appassionati che leggono più di un'ora al giorno. Ma sono pochi.

Computer, videogiochi, smartphone e fumetti: la quotidianità giapponese è piena di distrazioni e il tempo riservato per i libri si è decisamente ridotto rispetto ai tempi andati. E l'abbandono della lettura è un fenomeno che si manifesta anche tra gli adulti. Il quotidiano Yomiuri Shimbun con un sondaggio analogo a quello di oggi ma svolto appunto fra persone grandi, fuori dall'università, nell'ottobre 2012, nota che il  51 per cento non legge nemmeno un libro al mese. Il motivo più frequente? Poco tempo a disposizione.

Ma non manca chi la lettura cerca di promuoverla. Il comune di Tokyo, ad esempio, dal 2010 promuove il "Progetto Rinascita del Potere delle Parole" ideato da Naoki Inose, attuale governatore di Tokyo. Inose, noto scrittore, ritiene che il distacco dai libri sia grave perché indebolisce le capacità mentali. Tanto più  in Giappone, dove conoscenza e saggezza sono sempre state acquisite coltivando l'abilità di pensare attraverso la lettura. Così il governatore-scrittore organizza periodicamente diversi eventi per far scoprire ai giovani il piacere della lettura. "Bisogna leggere molto per aumentare la propria abilità a usare le parole. Leggere un libro equivale ad ascoltare una persona per 2-3 ore, ed è un buon allenamento mentale per comprendere l'opinione altrui e formarsene una propria" spiega. Inose ha anche fondato "Biblio Battle", un campionato nazionale dove i giovani gareggiano presentando i loro libri preferiti in 5 minuti. E i primi effetti si vedono già. Gli eventi hanno ottenuto quest'anno il triplo dei partecipanti dell'anno scorso.