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La musica migliore
per educare i figli

di GINO CASTALDO

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Agli uomini non accade proprio come agli uccelli, che appena nati vengono informati dai genitori del loro canto guida (si chiama "imprinting") ma certo è che i primi anni in famiglia possono essere decisivi. Se ne è accorto il Guardian che ha chiesto alle sue firme di raccontare il loro apprendistato musicale casalingo, ma del resto è noto che in ogni biografia musicale che si rispetti c'è a un certo punto la fatidica visione di "quello che si ascoltava a casa", oppure che non si ascoltava se proprio al malcapitato artista capitava una famiglia del tutto agnostica in fatto di musica, o addirittura contraria (come nel caso del padre di Springsteen). Ma è raro.

Per lo più i primi ascolti contano e anche molto. A Paul McCartney il padre, musicista, faceva ascoltare vaudeville e orchestrine jazz, Bob Dylan era cresciuto tra canti folk, molti bimbi hanno abbondantemente saccheggiato le discoteche di casa, soprattutto a partire dagli anni Sessanta, quando la musica è entrata stabilmente nel consumo quotidiano delle famiglie. Oggi è frequente sentire dai giovani musicisti frasi come: "Sono cresciuto a pane e Pink Floyd" o simili, per non dire che la maggiore consapevolezza che si ha oggi del ruolo e degli effetti della musica ha spinto molti genitori a lavorare già in gravidanza con ascolti ambientali mirati e, nell'idea dei genitori, conformi alla creazione di un ambiente armonico e positivo. A questi genitori consigliamo vivamente Mozart che è stato testato in numerosi esperimenti di musicoterapia e il cui effetto benefico è praticamente garantito. ma ovviamente anche coi Beatles si va abbastanza sul sicuro. In effetti la ricettività dei bambini consiglierebbe una certa accortezza nel far girare buone case in casa, visto che la scuola italiana svolge malissimo questo ruolo, e la cosa è tanto più scandalosa se consideriamo l'importanza della nostra tradizione in merito.

Personalmente ritengo fondamentale il fatto di aver avuto fin da piccolo per le mani dischi di Gershwin e di Ray Charles, che peraltro conservo ancora gelosamente. A riascoltarli, con tutti i graffi e i fruscii accumulati negli anni, rivivo ancora il brivido di quelle segrete e folgoranti iniziazioni che si hanno da piccoli, magari di nascosto, scoprendo mondi insospettabili e pieni di promesse. Quindi attenzione a quello che si fa girare per casa, potrebbe avere conseguenze decisive sulle scelte dei vostri figli.