La sfida
delle mille mucche
di ANAIS GINORI
La chiamano la "Ferme Mille Vaches", la fattoria delle mille mucche, e non in senso figurato. Quella che sorge ad Abbeville, nel nord della Francia, è davvero la fattoria più grande del paese, con una stalla in grado di accogliere oltre mille capi di bestiame, e un sistema di mungitura che si mette in moto tre volte al giorno. Mercoledì sera, con un blitz notturno, un gruppo di allevatori è entrato clandestinamente nella nuova "Ferme Mille Vaches" per tentare di sabotarla. All'ingresso hanno affisso degli striscioni: "Vogliamo fattorie, non fabbriche".
Questo allevamento è infatti diventato il simbolo della sfida globale che devono affrontare i piccoli e medi produttori, non più in grado di competere con l'estero. Il proprietario del gigantesco allevamento, Michel Ramery, ha sporto denuncia contro ignoti per atti di vandalismo. E si è difeso dalle accuse di voler affossare i piccoli produttori di latte. &quo…
Questo allevamento è infatti diventato il simbolo della sfida globale che devono affrontare i piccoli e medi produttori, non più in grado di competere con l'estero. Il proprietario del gigantesco allevamento, Michel Ramery, ha sporto denuncia contro ignoti per atti di vandalismo. E si è difeso dalle accuse di voler affossare i piccoli produttori di latte. &quo…
La chiamano la "Ferme Mille Vaches", la fattoria delle mille mucche, e non in senso figurato. Quella che sorge ad Abbeville, nel nord della Francia, è davvero la fattoria più grande del paese, con una stalla in grado di accogliere oltre mille capi di bestiame, e un sistema di mungitura che si mette in moto tre volte al giorno. Mercoledì sera, con un blitz notturno, un gruppo di allevatori è entrato clandestinamente nella nuova "Ferme Mille Vaches" per tentare di sabotarla. All'ingresso hanno affisso degli striscioni: "Vogliamo fattorie, non fabbriche".
Questo allevamento è infatti diventato il simbolo della sfida globale che devono affrontare i piccoli e medi produttori, non più in grado di competere con l'estero. Il proprietario del gigantesco allevamento, Michel Ramery, ha sporto denuncia contro ignoti per atti di vandalismo. E si è difeso dalle accuse di voler affossare i piccoli produttori di latte. "Ingrandirsi è l'unico modo di raccogliere la sfida con la Germania" ha detto Ramery che ha investito 18 milioni nella sua fattoria, costruendo accanto anche una centrale elettrica a biogas, alimentata con il letame del bestiame.
La "Ferme Mille Vaches" è ispirata infatti dagli allevamenti intensivi e low cost che si vedono a nord del Reno. Rappresenta una novità per la Francia, dove i produttori sonorimasti ancora in dimensioni famigliari o comunque in proporzioni ridotte. Un sistema a lungo protetto e foraggiato dallo Stato, in una nazione che si è spesso vantata di essere prima potenza agricola d'Europa. Ma nel tempo, i lauti sussidi pubblici, hanno anche impedito l'innovazione e una capacità di stare sui mercati. La produttività delle mucche francesi è inferiore a quelle tedesche: 5.700 contro 7.200 litri all'anno per ogni capo di bestiame.
Sotto la forte concorrenza tedesca, la produzione di latte in Francia è già diminuita del 35%. Gli allevamenti sono calati da 112mila agli attuali 72mila. Una situazione che dovrebbe ulteriormente peggiorare con la fine delle quote latte, prevista nel 2015. Sono solo alcuni dei motivi che hanno spinto i piccoli allevatori a lanciare il blitz contro la grande fattoria della Piccardia. Anche se attaccare un simbolo è sbagliato e una battaglia che sembra di retroguardia in un mondo che sta cambiando. Inesorabilmente.
Questo allevamento è infatti diventato il simbolo della sfida globale che devono affrontare i piccoli e medi produttori, non più in grado di competere con l'estero. Il proprietario del gigantesco allevamento, Michel Ramery, ha sporto denuncia contro ignoti per atti di vandalismo. E si è difeso dalle accuse di voler affossare i piccoli produttori di latte. "Ingrandirsi è l'unico modo di raccogliere la sfida con la Germania" ha detto Ramery che ha investito 18 milioni nella sua fattoria, costruendo accanto anche una centrale elettrica a biogas, alimentata con il letame del bestiame.
La "Ferme Mille Vaches" è ispirata infatti dagli allevamenti intensivi e low cost che si vedono a nord del Reno. Rappresenta una novità per la Francia, dove i produttori sonorimasti ancora in dimensioni famigliari o comunque in proporzioni ridotte. Un sistema a lungo protetto e foraggiato dallo Stato, in una nazione che si è spesso vantata di essere prima potenza agricola d'Europa. Ma nel tempo, i lauti sussidi pubblici, hanno anche impedito l'innovazione e una capacità di stare sui mercati. La produttività delle mucche francesi è inferiore a quelle tedesche: 5.700 contro 7.200 litri all'anno per ogni capo di bestiame.
Sotto la forte concorrenza tedesca, la produzione di latte in Francia è già diminuita del 35%. Gli allevamenti sono calati da 112mila agli attuali 72mila. Una situazione che dovrebbe ulteriormente peggiorare con la fine delle quote latte, prevista nel 2015. Sono solo alcuni dei motivi che hanno spinto i piccoli allevatori a lanciare il blitz contro la grande fattoria della Piccardia. Anche se attaccare un simbolo è sbagliato e una battaglia che sembra di retroguardia in un mondo che sta cambiando. Inesorabilmente.