Non sorprende la proliferazione di storie in cui Gesù di Nazaret diventa protagonista o comunque compare tra gli attori della vicenda. L'interesse crescente verso l'uomo Gesù, più ancora che per la creatura che la religione cristiana definisce divina, dipende da così numerosi fattori che semmai ci si dovrebbe sorprendere del contrario. Gesù come Dio è stato coperto nel corso dei secoli dal pesante mantello della teologia e della liturgia che lo ha come cristallizzato. Ciò che ha guadagnato come uomo-dio lo ha sicuramente perso come uomo. Le storie che lo riguardano tendono invece a sottolineare proprio le sue qualità umane, che sono numerose e affascinanti. Potrei anche dire: commoventi.
Che tipo di uomo è stato? Per cominciare un ebreo che nasce ebreo da una giovinetta ebrea, viene circonciso all'ottavo giorno secondo la Legge, tale rimane fino alla fine come ha riconosciuto la stessa Chiesa cattolica con il Concilio Vaticano II. Non è un caso se le sue ultime parole, alla fine dell'infame supplizio della croce, siano state "Dio, Dio perché mi hai abbandonato" vale a dire l'attacco del salmo 21 (22, secondo una diversa numerazione) di Isaia. Nel momento in cui spira, Gesù si rifugia nel grande cuore del suo popolo. Figura tragica quindi, di uomo sconfitto e giustiziato nel modo più crudele. Figura di visionario e di ribelle. Non si può capire Gesù se non si tiene a mente che la terra d'Israele era in quell'epoca sotto occupazione romana. Una dominazione che i giudei avvertivano come penosa, oppressi e spesso offesi da un popolo che consideravano blasfemo per di più rappresentato da un procuratore come Ponzio Pilato, chiaramente inadeguato all'incarico. Contro i dominatori venuti da Roma erano sorti diversi movimenti che oggi chiameremmo di resistenza. Tra questi vanno segnalati gli 'zelotì che predicavano e praticavano una resistenza armata di guerriglia. Era probabilmente uno zelota quel Barabba che alcuni vollero libero al posto di Gesù. Un'altra corrente era quella degli Esseni, resistevano anch'essi ma in altro modo, praticando cioè la più rigorosa ascesi spirituale. La scarsità delle fonti non permette di arruolare Gesù in questa o quella setta, sicuramente però Egli combatté e lo fece su due fronti predicando accortamente contro la dominazione romana, più scopertamente contro gli alti sacerdoti che avevano reso sterile e formalistico il culto della divinità e le liturgie del Tempio. Da una lotta contro due poteri così forti, Gesù non poteva che uscire schiacciato, così fu come dimostra la sua tormentosa esecuzione.
Dal punto di vista umano dunque, Gesù può essere visto come il perfetto protagonista d'una storia.
Combattente eroico in nome dell'amore contro i 'malvagì rappresentati dalle truppe d'occupazione, soldati blasfemi adoratori di dei 'falsi e bugiardi', e contro la stessa alta gerarchia ebraica che si riuniva a deliberare nel famoso 'sinedrio', un'istituzione al tempo stesso amministrativa, politica e religiosa.
Sempre da questo punto di vista, la scarsità e l'approssimazione delle fonti risulta un vantaggio, poiché concede agli 'sceneggiatorì la più ampia libertà narrativa. Hanno poi avuto sicuramente un peso nella diffusione di questi romanzi, la situazione in Medio Oriente, sempre drammaticamente tesa, che continua a riproporsi all'attenzione del mondo; la discussione sul possibile ruolo civile delle religioni particolarmente importante dopo il crollo di altre ideologie più propriamente politiche.
Che tipo di uomo è stato? Per cominciare un ebreo che nasce ebreo da una giovinetta ebrea, viene circonciso all'ottavo giorno secondo la Legge, tale rimane fino alla fine come ha riconosciuto la stessa Chiesa cattolica con il Concilio Vaticano II. Non è un caso se le sue ultime parole, alla fine dell'infame supplizio della croce, siano state "Dio, Dio perché mi hai abbandonato" vale a dire l'attacco del salmo 21 (22, secondo una diversa numerazione) di Isaia. Nel momento in cui spira, Gesù si rifugia nel grande cuore del suo popolo. Figura tragica quindi, di uomo sconfitto e giustiziato nel modo più crudele. Figura di visionario e di ribelle. Non si può capire Gesù se non si tiene a mente che la terra d'Israele era in quell'epoca sotto occupazione romana. Una dominazione che i giudei avvertivano come penosa, oppressi e spesso offesi da un popolo che consideravano blasfemo per di più rappresentato da un procuratore come Ponzio Pilato, chiaramente inadeguato all'incarico. Contro i dominatori venuti da Roma erano sorti diversi movimenti che oggi chiameremmo di resistenza. Tra questi vanno segnalati gli 'zelotì che predicavano e praticavano una resistenza armata di guerriglia. Era probabilmente uno zelota quel Barabba che alcuni vollero libero al posto di Gesù. Un'altra corrente era quella degli Esseni, resistevano anch'essi ma in altro modo, praticando cioè la più rigorosa ascesi spirituale. La scarsità delle fonti non permette di arruolare Gesù in questa o quella setta, sicuramente però Egli combatté e lo fece su due fronti predicando accortamente contro la dominazione romana, più scopertamente contro gli alti sacerdoti che avevano reso sterile e formalistico il culto della divinità e le liturgie del Tempio. Da una lotta contro due poteri così forti, Gesù non poteva che uscire schiacciato, così fu come dimostra la sua tormentosa esecuzione.
Dal punto di vista umano dunque, Gesù può essere visto come il perfetto protagonista d'una storia.
Combattente eroico in nome dell'amore contro i 'malvagì rappresentati dalle truppe d'occupazione, soldati blasfemi adoratori di dei 'falsi e bugiardi', e contro la stessa alta gerarchia ebraica che si riuniva a deliberare nel famoso 'sinedrio', un'istituzione al tempo stesso amministrativa, politica e religiosa.
Sempre da questo punto di vista, la scarsità e l'approssimazione delle fonti risulta un vantaggio, poiché concede agli 'sceneggiatorì la più ampia libertà narrativa. Hanno poi avuto sicuramente un peso nella diffusione di questi romanzi, la situazione in Medio Oriente, sempre drammaticamente tesa, che continua a riproporsi all'attenzione del mondo; la discussione sul possibile ruolo civile delle religioni particolarmente importante dopo il crollo di altre ideologie più propriamente politiche.