Basta rottamare il frigo o la lavatrice ogni anno! Basta novità alle quali non si riesce ad assuefarsi che già sono da buttare perché la nostra industria ad alta tecnologia ne sforna una, ben collaudata, ogni trenta cinque minuti tutti i santi giorni dell'anno. I giapponesi non ne possono più di innovazioni tecnologiche, specie per quanto riguarda gli elettrodomestici. Ora preferiscono i prodotti chiamati "generici", come i farmaci, macchine funzionanti alla perfezione i cui brevetti sono scaduti. E che, come i farmaci generici, funzionano assai bene, basta non fissarsi sulle prestazioni extra assai stravaganti, come il frigorifero che canta e che , grazie al fatto di sofisticatissimi sensori, intuisce lo stato d'animo di chi apre lo sportello, e se quel giorno è tanto giù di corda non gradisce musichette allegre.
Non c'è frigo più "Friendly" del nostro, declama la pubblicità dell'elettrodomestico canterino ma un po' rompiscatole. E che consuma tanta energia in più e costa assai di più ma, dopo neanche un anno, perde il valore commerciale aggiunto da quella funzione. Adesso sempre più consumatori giapponesi, viziati ad aspettarsi sempre il meglio e sempre qualcosa di sbalorditivo dalle macchine che accompagnano la loro vita, cominciano a domandarsi se sono davvero necessarie quelle prestazioni che incidono sul costo del manufatto e sul consumo energetico.
La svolta si è avuta con la tragedia del terremoto e di Fukushima, quando in seguito allo spegnimento dei reattori nucleari la gente ha dovuto per mesi e mesi imparare a risparmiare l'elettricità anche per usi domestici. E così ci si è resi conti che un frigo deve tenere le provviste al fresco, non improvvisarsi psicanalista per adeguarsi al tuo umore. Che un ventilatore basta che abbia tre velocità, non trentadue. Che lavatrice e lavapiatti si comportino come da almeno cinquant'anni a questa parte si sono sempre comportati, facendo la gioia delle massaie di un tempo grazie alle loro essenziali funzioni di elettrodomestici di base senza tanti grilli per la testa. Infatti cosa è capace di fare una lavatrice di nuova generazione, tecnologicamente all'avanguardia, nemmeno si riesce ad immaginarlo. Se il frigo canta, lei balla! Ma scherzi a parte, questa riscoperta delle funzioni essenziali delle cose di uso quotidiano rischia di mettere in crisi le grandi marche che dell'innovazione tecnologica hanno sempre fatto la loro punta di lancia.
C'è chi teme che questo nuovo trend al risparmio e alla tradizione obblighi le aziende all'avanguardia della tecnologia innovativa a segnare il passo, con il rischio di essere superate dai cinesi, dopo che i coreani hanno già dato prova di come possano essere competitivi nel settore degli elettrodomestici ma anche in altri prima considerati di esclusiva competenza giapponese. Può darsi che le cose stiano davvero così, comunque c'è un campo in cui i giapponesi non rinunciano all'innovazione, quello dei telefoni cellulari per i quali sono previste sempre nuove app, ultima una che fornisce una mappa circostanziata con stelline a seconda della pulizia e delle comodità, di tutti i gabinetti pubblici reperibili in una data area. Utile? Dipende dall'urgenza.
Non c'è frigo più "Friendly" del nostro, declama la pubblicità dell'elettrodomestico canterino ma un po' rompiscatole. E che consuma tanta energia in più e costa assai di più ma, dopo neanche un anno, perde il valore commerciale aggiunto da quella funzione. Adesso sempre più consumatori giapponesi, viziati ad aspettarsi sempre il meglio e sempre qualcosa di sbalorditivo dalle macchine che accompagnano la loro vita, cominciano a domandarsi se sono davvero necessarie quelle prestazioni che incidono sul costo del manufatto e sul consumo energetico.
La svolta si è avuta con la tragedia del terremoto e di Fukushima, quando in seguito allo spegnimento dei reattori nucleari la gente ha dovuto per mesi e mesi imparare a risparmiare l'elettricità anche per usi domestici. E così ci si è resi conti che un frigo deve tenere le provviste al fresco, non improvvisarsi psicanalista per adeguarsi al tuo umore. Che un ventilatore basta che abbia tre velocità, non trentadue. Che lavatrice e lavapiatti si comportino come da almeno cinquant'anni a questa parte si sono sempre comportati, facendo la gioia delle massaie di un tempo grazie alle loro essenziali funzioni di elettrodomestici di base senza tanti grilli per la testa. Infatti cosa è capace di fare una lavatrice di nuova generazione, tecnologicamente all'avanguardia, nemmeno si riesce ad immaginarlo. Se il frigo canta, lei balla! Ma scherzi a parte, questa riscoperta delle funzioni essenziali delle cose di uso quotidiano rischia di mettere in crisi le grandi marche che dell'innovazione tecnologica hanno sempre fatto la loro punta di lancia.
C'è chi teme che questo nuovo trend al risparmio e alla tradizione obblighi le aziende all'avanguardia della tecnologia innovativa a segnare il passo, con il rischio di essere superate dai cinesi, dopo che i coreani hanno già dato prova di come possano essere competitivi nel settore degli elettrodomestici ma anche in altri prima considerati di esclusiva competenza giapponese. Può darsi che le cose stiano davvero così, comunque c'è un campo in cui i giapponesi non rinunciano all'innovazione, quello dei telefoni cellulari per i quali sono previste sempre nuove app, ultima una che fornisce una mappa circostanziata con stelline a seconda della pulizia e delle comodità, di tutti i gabinetti pubblici reperibili in una data area. Utile? Dipende dall'urgenza.