Roma 2016

Linea di confine

Saviano dieci anni dopo, il punto su Gomorra

Un dialogo tra lo scrittore e Mario Calabresi venerdì 3 giugno alle 20 nella Piazza del Maxxi

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Quello che fa Gomorra 2.0 - profitti, riciclaggio, alleanze, anche scelte politiche - mentre il Paese ancora si divide su Gomorra. Quello che evolve nelle strategie criminali, contamina settori della vita democratica, insanguina ancora quartieri del nostro sud: mentre l'Italia rischia l'assuefazione e l'Europa la miopia. Scenari  dell'immediato futuro, la necessita' di un piu' largo schieramento comune, dentro e fuori i nostri confini. Ma anche cadute e ombre che si allungano sul fronte antimafia. E' il solco lungo il quale si muove il dialogo tra il direttore di Repubblica Mario Calabresi e lo scrittore Roberto Saviano: titolo 'Dieci anni dopo, il punto su Gomorra", per il primo degli incontri che apre, venerdi' 3 giugno alle 20, nella Piazza del Maxxi a Roma, lo spazio "Linea di confine", uno dei nuovi format del viaggio che propone quest'anno Repubblica delle Idee 2016, giunta con una formula nuova alla sua quinta edizione.

Un faccia a faccia per affrontare ombre e diffidenze, l'obiettivo e' "Rep 2056": come indica il tema che il festival mette al centro, 'Idee per i prossimi 40 anni', nel quarantennale del giornale. Anche se un decennio dopo l'uscita del libro di Saviano - che e' stato disvelamento e romanzo, ossessione e denuncia, intuizione letteraria sulle faide di camorra e spietata fotografia di qualunque gerarchia maligna -  l'unica provocazione possibile resta provare ad andare oltre il destino di un racconto e del suo autore. Che pure, insieme, hanno influenzato il nuovo immaginario e l'iconografia dei poteri criminali - dal film pluripremiato di Garrone alla serie fiction tv di successo planetario.

Dieci anni dopo, lo Stato ha portato a casa risultati importanti: catture eccellenti nel cartello dei casalesi, l'indebolimento delle maggiori organizzazioni anche a Napoli, processi, sentenze, ergastoli sulla pelle dei padrini. Ma, di contro, e' diventato piu' drammaticamente fondato l'allarme sulle infiltrazioni di camorra e 'ndrangheta nel cuore del nord, sui flussi del riciclaggio dalla Toscana alla Lombardia, da Milano a Duisburg. Mentre i clan, pur se decapitati e privati di guide strategiche, diventano paradossalmente piu' pericolosi: a Napoli non esitano a uccidere i rivali in strada, o a progettare attentati contro magistrati, in Sicilia fanno fuoco ancora sulle istituzioni e provano a uccidere il presidente del Parco dei Nebrodi.

Intanto, le piu' recenti inchieste giudiziarie rilanciano l'allarme infiltrazione della criminalita' nella pubblica amministrazione, e svelano il patto a tre: l'intreccio tra i colletti bianchi della corruzione, i boss di camorra e gli esponenti della politica in alcuni comuni dell'hinterland. Anche il fronte della legalita' non se la passa bene: bersagliato di indagini e arresti. "Chiedo di eliminare l'etichetta antimafia, rischia di non avere piu' senso, preferisco parlare di singoli gesti", ha detto Saviano, poco tempo fa. Un buon inizio per "fare il punto", dieci anni dopo.