Scritto insieme al fratello Giuseppe Bertolucci (che sul set girò anche un film, sorta di backstage ante litteram ABCinema) e a Franco Arcalli, il film copre mezzo secolo di storia d'Italia, dal primo giorno del nuovo secolo fino alla Liberazione, il 25 aprile 1945. "Il concept del film, che oggi potrebbe essere una serie, era raccontare due bambini, Alfredo e Olmo, nati lo stesso giorno, anche se uno nella casa dei padroni e uno in quella dei contadini. Questa vicinanza li farà essere molto amici, ma poi crescendo le loro due identità sociali li allontaneranno trasformandoli, durante il fascismo, in nemici. Pensavo con questo film di poter cambiare il mondo, un'idea sessantottina ma ancora radicata, mi illudevo di poter creare un ponte tra gli Stati Uniti e la Russia e per questo avrei voluto un protagonista americano e uno russo, ma quando chiesi ai russi scoprii che avrebbero voluto prima leggere la sceneggiatura e rinunciai. Così Alfredo fu Robert De Niro e Olmo fu Gerard Depardieu, che ironia della sorte, con la sua passione per Putin, russo lo è diventato davvero".
Con Bernardo Bertolucci sul set di 'Novecento'. 40 anni dopo nelle foto di scena
Il 21 maggio 1976 la presentazione a Cannes, il 28 agosto quella alla Mostra del cinema di Venezia. 'Novecento' di Bernardo Bertolucci compie quest'estate quarant'anni, un film che ha fatto epoca a partire dal nome di uno dei suoi protagonisti Olmo: dopo quel film un nome di albero venne dato a molti bambini. L'affresco sull'Italia contadina della prima metà del ventesimo secolo è raccontata attraverso le vicende di due giovani, uno figlio dei padroni e l'altro dei contadini: Robert De Niro e Gérard Depardieu. In questa galleria le immagini che provengono dal Fondo Angelo Novi, reporter e fotografo di scena, depositato alla Cineteca di Bologna.
Stefania Sandrelli, 55 anni di carriera per la signora del cinema italiano
Aveva solo 15 anni quando, dopo aver vinto un concorso di bellezza, debuttò al cinema con 'Gioventù di notte' di Sequi. Subito dopo Luciano Salce la volle accanto a Ugo Tognazzi nel 'Federale', e poi Pietro Germi, che la scelse nello stesso anno per 'Divorzio all'italiana'. Dal 1961 ad oggi un centinaio di film per Stefania Sandrelli che il 5 giugno compie 70 anni e festeggia 55 anni di carriera, costruita con la collaborazione di registi importanti come Bertolucci, Lizzani, Monicelli, Scola, Comencini, Chabrol, Magni, de Oliveira ma anche autori più giovani come Archibugi, Virzì, Ozpetek, Muccino. Negli ultimi anni ha lavorato anche molto nella fiction tv. Tra i tanti premi vinti tre David di Donatello, il Leone d'oro alla carriera nel 2005 e il Nastro d'oro speciale assegnatole dal Sindacato Nazionale giornalisti cinematografici pochi giorni fa.
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RepIdee, Bernardo Bertolucci: "Questo Novecento" - Integrale
Per Bertolucci, che aveva voluto girare Novecento anche per mostrare al suo amico Pierpaolo Pasolini quell'innocenza contadina che secondo il regista di Salò era perduta per sempre, il film fu un grande dolore per l'accoglienza che gli riservò il Pci. "Giancarlo Pajetta aveva organizzato con Paese sere una proiezione con dibattito - ha ricordato - Alla fine del primo atto, che si chiude con il funerale dei contadini morti nell'incendio della Casa del Popolo per mano dei fascisti, Pajetta era molto contento. Alla fine del secondo atto invece ci fu un silenzio agghiacciante. Mi disse: 'Meglio che il dibattito non lo facciamo, il film non mi è piaciuto'. Io non so come sopravvissi. Non aveva apprezzato la scena del processo al padrone per il quale noi ci eravamo ispirati alle foto di contadini cinesi del dopo Mao. Il Pci ne fu inorridito, d'altronde si andava verso il compromesso storico, quello che sarebbe costato la vita ad Aldo Moro. Qualche volta mi è stato chiesto di fare un terzo atto di Novecento e io ci ho anche pensato. Ma con la morte di Moro e quella di Pierpaolo nulla è più stato lo stesso. Non lo avrei potuto più fare".