TORNA la Repubblica delle Idee, con il primo appuntamento del 2015, a Udine. Una grande anteprima del festival del nostro giornale che per due giorni - domani e domenica - metterà scrittori, intellettuali e dirigenti politici a confronto con le firme di Repubblica, in una discussione che vuole analizzare una delle più forti contraddizioni della nostra epoca: la difficoltà per le democrazie in cui viviamo di far crescere insieme storie e culture diverse, rifiutando lo scontro di civiltà, e rimanendo fedeli a se stesse.
L'attacco terroristico al museo di Tunisi è l'ultimo segnale sanguinoso. Ma in realtà dall'11 settembre questo è il tema dominante dell'inizio di secolo. Dall'assalto terroristico islamista a Charlie Hebdo, anche l'Europa ha compreso che la sfida non riguarda soltanto gli Stati Uniti, ma coinvolge in pieno la Francia, dunque l'Europa, quindi tutti noi. Anzi, la geografia dei luoghi scelti come bersaglio dai terroristi chiama in causa proprio la normalità della nostra vita quotidiana, i suoi gesti liberi, la materialità della democrazia, trasformati in simboli negativi da chi ci ha eletti a nemici.
Dobbiamo fronteggiare avversari che non abbiamo scelto, proprio in una fase in cui la democrazia aveva appena vinto la sfida dei totalitarismi, e poteva pensare di proporsi come modello universale. È esattamente questa universalità che viene negata e combattuta, insieme con i valori occidentali rifiutati o addirittura rinnegati, mentre i fatti di Tunisi rivelano che la minaccia diventa globale, non la democrazia. Perché come dimostra la Francia, il nuovo terrorismo anti-occidentale cresce anche dentro il nostro mondo, negli spazi di cultura, di civiltà, di libertà che garantiamo a noi stessi vivendo, e che pensiamo di poter offrire a chi viene nei nostri Paesi da altri mondi, cercando lavoro, cittadinanza e diritti.
Per questo abbiamo intitolato l'appuntamento di Udine "La libertà di tutti, culture diverse, un presente comune": per cercare una strada che rispetti le fedi e le culture di tutti, ritenendo però che la democrazia e la libertà siano la cornice più appropriata per vivere insieme, riconoscendoci obbligatoriamente tutti nella costituzione della Repubblica, e nelle sue leggi. Ne parleremo insieme per due giorni, aprendo come sempre lo spazio del sabato sera a "Next", il viaggio guidato da Riccardo Luna nel mondo meraviglioso degli innovatori, che è anche un segno ostinato di speranza e di investimento nel futuro a portata di mano: quel futuro che dipende da noi.
Buon Festival, dunque, appuntamento a Udine.
L'attacco terroristico al museo di Tunisi è l'ultimo segnale sanguinoso. Ma in realtà dall'11 settembre questo è il tema dominante dell'inizio di secolo. Dall'assalto terroristico islamista a Charlie Hebdo, anche l'Europa ha compreso che la sfida non riguarda soltanto gli Stati Uniti, ma coinvolge in pieno la Francia, dunque l'Europa, quindi tutti noi. Anzi, la geografia dei luoghi scelti come bersaglio dai terroristi chiama in causa proprio la normalità della nostra vita quotidiana, i suoi gesti liberi, la materialità della democrazia, trasformati in simboli negativi da chi ci ha eletti a nemici.
Dobbiamo fronteggiare avversari che non abbiamo scelto, proprio in una fase in cui la democrazia aveva appena vinto la sfida dei totalitarismi, e poteva pensare di proporsi come modello universale. È esattamente questa universalità che viene negata e combattuta, insieme con i valori occidentali rifiutati o addirittura rinnegati, mentre i fatti di Tunisi rivelano che la minaccia diventa globale, non la democrazia. Perché come dimostra la Francia, il nuovo terrorismo anti-occidentale cresce anche dentro il nostro mondo, negli spazi di cultura, di civiltà, di libertà che garantiamo a noi stessi vivendo, e che pensiamo di poter offrire a chi viene nei nostri Paesi da altri mondi, cercando lavoro, cittadinanza e diritti.
Per questo abbiamo intitolato l'appuntamento di Udine "La libertà di tutti, culture diverse, un presente comune": per cercare una strada che rispetti le fedi e le culture di tutti, ritenendo però che la democrazia e la libertà siano la cornice più appropriata per vivere insieme, riconoscendoci obbligatoriamente tutti nella costituzione della Repubblica, e nelle sue leggi. Ne parleremo insieme per due giorni, aprendo come sempre lo spazio del sabato sera a "Next", il viaggio guidato da Riccardo Luna nel mondo meraviglioso degli innovatori, che è anche un segno ostinato di speranza e di investimento nel futuro a portata di mano: quel futuro che dipende da noi.
Buon Festival, dunque, appuntamento a Udine.